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Molti registi se lo stanno chiedendo. Come si fa a realizzare un film nell’epoca del COVID-19, in regime di quarantena e rispettando legalmente ogni limitazione che la situazione giocoforza include? Semplice: bisogna concepirlo in maniera istantanea, verace e realisticamente realizzabile, sfruttando gli spazi e gli strumenti a disposizione. Insomma, fare un film all’epoca del COVID-19 significa pensarlo anche nell’epoca del COVID-19. Lapalissiano, magari, ma anche essenziale.

È quello che ha fatto Domiziano Cristopharo, visionario e indipendente talento horror nostrano - tra in suoi precedenti lavori Blood Sin, Phantasmagoria, Red Krokodile e Doll Syndrome - con The House Guest, realizzato dal regista in questi giorni di isolamento forzato usando come protagonista soltanto il suo coinquilino e lavorando con tutto ciò che trovava in casa. Un bell’esempio di iniziativa per combattere l’apatia o la voglia di piangersi addosso.

Cristopharo non sceglie nemmeno la strada facile. Facendo horror, assecondare la paura del contagio potrebbe sembrare spontaneo, ma è anche un automatismo controproducente e che rischia di diventare banale. I precedenti ci sono, da Sindrome Cinese al Contagion di Soderbergh, ma il lavoro di Cristopharo parla di tutt’altro.

Daniele, uno studente dal carattere solitario, si trasferisce in un nuovo appartamento. Strani sogni, ritrovamenti di oggetti appartenuti al precedente proprietario e un libro di storie dell'orrore, lo portano a convincersi che quella casa è proprio il luogo che ha ispirato certe "leggende" e racconti, e che un vendicativo fantasma porti alla pazzia chiunque vi entri in contatto.

“L’idea - racconta Cristopharo a CinecittàNews - è nata perchè durante la quarantena mi sono saltati dei lavori e così avevo un sacco di materiali pronti da usare per FX e arredo... inoltre anche il mio coinquilino è stato relegato in casa in smart working, e per non annoiarci abbiamo deciso di fare un filmetto, giusto per passare il tempo. Lui però, con mia grossa sorpresa, si è rivelato un ottimo attore, quindi il gioco si è fatto serio. Lo script è nato sulla base di quello che avevamo, e non tratta minimamente del COVID-19 né di quarantena. È una storia di sangue e fantasmi dal gusto anni ‘80”.

È stato coinvolto però uno sceneggiatore, Andrea Cavaletto, che l’orrore del Coronavirus lo conosce bene, essendone stato contagiato e, colpito da forte polmonite, ricoverato per dieci giorni all’ospedale di Ciriè alle porte di Torino. Cavaletto, che ora sta meglio, noto per aver scritto diverse storie per Dylan Dog, è un collaboratore abituale di Cristopharo. “Si è appassionato subito allo script - dice il regista - e ha saputo metterci del suo. In ambito indipendente normalmente siamo costretti, per motivi di budget, a lavorare in una settimana o due se tutto va bene. Non so quando mi ricapiterà la possibilità di poter girare solo una o due scene al giorno, dedicando massima cura alla fotografia e al make up, ad esempio... quindi, nonostante le restrizioni il risultato è secondo me di qualità elevata, e sto riscoprendo i tempi lenti. Questo mi sta permettendo di sperimentare anche nuove tecniche, che entreranno a far parte del mio bagaglio”.

E per la distribuzione? “Beh, sto ancora lavorandoci su. Tutto quello che posso fare lo sto facendo sa solo: montaggio, color correction, post audio. La fase più complessa saranno le musiche, trovare il mood giusto. Anzi, proprio trovare i musicisti. Con questa situazione lavorativa di mezzo, molti si sono dovuti mettere a fare altro e per assurdo hanno meno tempo di prima. Comunque, non prendo mai contatti prima di avere film finito in mano, anche perchè ogni label ha un suo stile e una sua particolare ricerca di titoli. Ci penserò quando avrò ultimato il lavoro a trovargli una piazza adatta. Non ho mai avuto difficoltà a distribuire un film, anche se sicuramente sono più apprezzato all’estero che in patria. Qui non c’è tanto interesse per il cinema indipendente che magari esce un po’ dai ranghi”.

Con un po’ di fortuna, il film potrebbe vantare il primato di essere uno dei primi, nel suo genere, ad essere realizzati durante l’emergenza. Intanto, un bel plauso alla forza d’animo, a Cristopharo, non glie lo leva nessuno.

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