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Set riaperti "a sessanta giorni da oggi". Dal 4 maggio ripartiranno le attività pre-produttive e di preparazione (sopralluoghi, scenografie, costruzioni dei set), e "entro fine giugno" potrebbe essere battuto il primo ciak dopo la chiusura forzata dovuta all’emergenza sanitaria. A dirlo a Cinecittà News è Giancarlo Leone, presidente dell’APA (Associazione Produttori Audiovisivi), che insieme ad ANICA è al lavoro su un protocollo unificato che precisi le norme di sicurezza sul lavoro per i professionisti del comparto audiovisivo. Un documento modulato sulle indicazioni del protocollo condiviso del 24 aprile (“Misure per il contrasto e contenimento negli ambienti di lavoro”, clicca qui per il PDF) ma organizzato in quattro macro aree specifiche: un primo punto sulle norme per la messa in sicurezza degli uffici di produzione, una seconda parte sulla sicurezza delle attività di preparazione, una terza sulla tutela del mondo “dietro alla macchina da presa” (costumisti, truccatori, troupe), una quarta sul “set front camera” (attori).

Ma mentre sui primi tre punti i lavori per la definizione del protocollo sarebbero "in ottimo stato di avanzamento", spiega Leone, con "pochissime modifiche, o addirittura nessuna" rispetto alle indicazioni contenute nel protocollo condiviso, "per il quarto punto molto dipenderà dall’avanzamento dei test scientifici, dalla loro affidabilità e disponibilità. Anche per il front camera devono essere usate tutte le cautele possibili. E l’unica variabile riguarda il test, che prevediamo affidabile e disponibile direttamente sui set entro giugno".

Una volta stilato ("in tempi rapidissimi", si augura Leone), il protocollo unificato sarà sottoposto alle istituzioni, costantemente aggiornato in base alle tecnologie disponibili e condiviso con le rappresentanze sindacali di categoria, che provvederanno a stilare un protocollo con norme più dettagliate per ogni singolo reparto.

"Il nostro sarà un protocollo generale che comprenda le specifiche tipologie dell’audiovisivo, ma non entrerà nel dettaglio delle singole figure professionali. Si tratterà di una cornice fondamentale che recepirà le necessita dei singoli lavoratori con i loro protocolli dettagliati. In rete circolano molti contributi importanti, frutto del lavoro meritorio delle categorie professionali, ma a volte fuorvianti".

La definizione di un protocollo unificato, tuttavia, è solo il primo passo necessario alla riapertura dei set. Sul tavolo resta infatti un nodo importante, quello relativo alle assicurazioni, che potrebbe rendere la data di fine giugno più simbolica che concreta. "Sul piano delle assicurazioni riteniamo risolvibile l’aspetto che riguarda le singole persone – dice Leone -. I singoli sono assicurabili. Resta irrisolta la questione della definizione del danno, parziale o totale, in caso di interruzione o sospensione della produzione per motivi di covid. Le assicurazioni non ritengono ancora definibile il danno potenziale, e finché i premi non saranno riparametrati il problema resterà aperto".

Ma i produttori potranno scegliere di aprire i set anche senza un’assicurazione di quel tipo? "Se il produttore lo riterrà, potrà decidere di produrre anche senza assicurazione sull’eventuale danno. Ma è chiaro che si tratta di un’assunzione molto rischiosa per il settore, anche perché le banche, spesso, per erogare credito pretendono la presenza dell’assicurazione".  Inutile cercare ispirazione nel modello assicurativo di show e programmi di intrattenimento, le cui riprese sono ricominciate in studio in questi giorni e la messa a regime completa è prevista entro il mese di maggio: "Le modalità assicurative degli show dipendono da necessità diverse e inferiori, spesso coperte dalle emittenti. È un settore con minori criticità. Su cinema e tv, da questo punto di vista, non vediamo la luce".

Unica nota di speranza, per rispettare l’obiettivo di fine giugno, resta "il lavoro del MIBACT sulla ridefinizione del tax credit, per individuare nuove risorse e modalità di accesso. Un tax credit differenziato da quello attuale, che possa in parte attutire le problematiche causate ai produttori dai possibili danni e dai maggiori costi, sostenuti per le spese sanitarie e la durata delle riprese".

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