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Esce per Weird Book il volume brossurato The Horror Piccion Showfirmato dal cartoonist Mauro Antonini, che già da parecchi anni porta avanti attraverso i suoi spazi online le simpatiche avventure di Piccion, un fumettistico uccellino tondo che ha il potere di trasportarsi nelle scene salienti dei film più amati e noti al pubblico, dal classico al contemporaneo. Il “Piccion viaggiatore”, e così il suo autore, approdano finalmente su carta, con una divertentissima serie di gag colorate e poetiche – tutte rigorosamente ‘mute’ – che ci fanno rivivere la settima arte con occhi diversi. Questo volume in particolare, in linea con le altre produzioni Weird, si concentra nello specifico sul genere ‘horror’, ma non per questo si tratta di un libro spaventoso. Anzi, lo stile ‘cartoony’ di Antonini e il suo spiccato gusto per il surreale, oltre che la sua evidente cultura cinemarografica – è stato per anni redattore di ‘SegnoCinema’ – lo rendono leggero, divertente e perfino adatto a un pubblico ‘giovane’.

“Piccion, come noi, visita queste storie – spiega nella prefazione Francesco Dimitri – ci si immerge, viaggia, incontra Freddy e Jason e come noi a volte muore un po’, per poi rinascere alla prossima storia e al prossimo film. Io suoi viaggi diventano storie a loro volta, per quanto brevissime, haiku visivi. Tutte le arti devono trovare il modo di sintetizzare il mondo, e forse nessuna come il cartoon, in cui un intero universo deve trovare spazio in una vignetta”. “Piccioncinema, e di conseguenza Piccion, il protagonista della serie, nascono sul mio blog (ora chiuso) – racconta l’autore –Era il 2011, la rete era molto diversa e i blog erano un ottimo terreno di prova per sperimentare. All’epoca già lavoravo a tempo pieno su piattaforme come DeviantArt e FurAffinity, in larghissima parte su fumetti di stampo tradizionale, da sceneggiature originali. Allora come ora fare i fumetti era il mio lavoro principale, eppure mi serviva qualcosa per sfogarmi, per uscire dalla “gabbia” della narrazione sequenziale in vignette. E così nacque l’idea di questa serie di illustrazioni singole e mute (inizialmente in bianco e nero) dove tutto il racconto era sintetizzato in un'unica immagine. Non sono uno sceneggiatore, quindi il mio modo di raccontare doveva essere tutto grafico. La serie ebbe da subito un buon successo di pubblico, il che mi spinse a farla uscire dall’ambito digitale grazie soprattutto all’interesse di diversi eventi piu’ o meno underground, dove potevo esporre e incontrare il pubblico. Nel 2012 autoprodussi il primo sketchbook della serie (ancora in bianco e nero) che venne presentato con una mostra personale alla Cart Gallery, prestigiosa galleria del fumetto in via del Gesù a Roma. Da lì in poi Piccion è divenuto la mia mascotte, guadagnandosi una serie di gadget (tutti a colori) presentati in varie convention del fumetto italiane ed estere, vari cameo anche nei miei fumetti di stampo tradizionale e infine una pagina Deviant tutta per lui he cha affiancato la principale, in cui pubblico tutti gli altri miei lavori.

Questo volume, però, rappresenta un passo importante e prestigioso, ovvero l’arrivo su un prodotto cartaceo.  “E’ un passaggio che ha due valenze – continua Antonini – una è di stampo pratico, l’altra totalmente romantico. Per quanto riguarda la prima, ho denotato che, pur lavorando attivamente nel mondo del fumetto da circa dieci anni, guadagnando un fortissimo riscontro di pubblico online (la mia pagina Deviant ha da poco raggiunto due milioni di visualizzazioni), per il pubblico “tradizionalista”, specialmente italiano, il mio lavoro continua a essere perlopiù invisibile. Anche se mi sembra un approccio sinceramente passatista, la pubblicazione cartacea, nell’ambito dell’editoria classica, rende l’autore e il suo lavoro, se non apprezzato, per lo meno riconosciuto da tutto un organico del fumetto (pubblico, librerie, fiere di settore) che non lo avrebbe altrimenti preso in considerazione. La seconda, invece, mi tocca come lettore e collezionista. Sono un disegnatore di fumetti (principalmente) online ma nasco come lettore cartaceo, anche perché quando ho iniziato a leggere fumetti internet neppure esisteva. Non c’è differenza di valore tra i comics online e quelli cartacei, ma a livello meramente collezionistico cambia tutto. Tuttora sono uno sfrenato collezionista di fumetti cartacei e far parte di quel mondo “materico”, che si sfoglia, che ha visto nascere la mia connessione col medium, come appassionato prima ancora che come cartoonist, è qualcosa che mi tocca a livello molto personale e profondo”.

Antonini è anche un grande fruitore di cinema e lo ha studiato anche da un punto di vista teorico, e questo traspare molto nel suo modo di comunicare il media: “Solitamente faccio sempre riferimento a come la conoscenza “tecnica” del cinema e del teatro concorra alla creazione dei miei fumetti di struttura classica (il setting come la scena, la vignetta come l’inquadratura e via dicendo) ma non tengo mai conto di quanto l’aspetto “teorico” possa influenzare Piccioncinema che è un lavoro di estrema sintesi dove il riferimento a un film dev’essere racchiuso immediatamente in una singola immagine che sia significante, comprensiva e comprensibile al tempo stesso. Probabilmente l’approcciare il cinema a livello teorico ed estetico (da sempre i due aspetti che prediligo del medium) può aiutare in tal senso, ma è tutto a livello inconscio. Considero Piccioncinema una serie poetica. C’è molto cuore, e poca testa. Piccion non è critico, non guarda i film, non li giudica, non li analizza, li vive. E vivendoli li modifica, li rende propri, parte della sua esperienza. Credo sia un qualcosa che facciamo tutti quando guardiamo un film, o meglio che abbiamo fatto quando eravamo spettatori puri, completante “sensoriali”, senza sovrastrutture mentali, analitiche o critiche”.

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