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E’ al grido di ‘torniamo al cinema’ che Rai Cinema/01 presenta il listino della prossima stagione, in via telematica proprio nel periodo in cui si sarebbero tenute le Giornate Professionali del Cinema a Riccione, con una line-up forte che vede il culmine nella stagione invernale, con l’abbinata Gabriele Mainetti/Manetti Bros. (impossibile evitare di giocare sull’assonanza) che usciranno rispettivamente a Natale e Capodanno con due attesissimi film ‘di genere’, Freaks Out! e Diabolik.

“Il cinema ha bisogno del supporto di tutta la filiera – dichiara Luigi Lonigro, direttore di 01 – e più che mai oggi di fare squadra e sistema. Se non altro tanti esercenti che non sarebbero potuti venire a Riccione hanno modo di vederci e capire la nostra strategia. Io mi sono risparmiato di salire sul palco del Palacongressi vestito da Eva Kant. Tornare in ufficio e vedere il mio block notes e la mia scrivania come li avevo lasciati al 6 marzo è stata una visione apocalittica, ma ora cerchiamo di tornare con un listino variegato. Credo che il distanziamento di gruppo in Italia possa garantire la sicurezza dato che i protocolli sono stati pensati da esperti virologi e scienziati e chi vorrà potrà indossare la mascherina. America e Francia invece sono andati in direzioni opposte, l’America più severa, la Francia decisamente più libera. Credo che l’Italia costituisca la giusta via di mezzo. Nonostante il listino molto ricco ci siamo tutelati anche per il 2021 con tante produzioni in fase di ripartenza”.

“Rai Cinema investe oltre 70 milioni l’anno nella sola produzione di cinema italiano e questo resta il nostro budget, contribuendo a realizzare tra i 50 e 60 film l’anno e 30 o 40 documentari – dice l’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco – Stiamo andando verso un altro tipo di cinema, più di racconto, di sentimenti e di emozione. Anche la commedia non può più essere di mero entertainment ma deve far anche emozionare. Su queste caratteristiche lavoreremo. Il nostro ruolo è particolarmente strategico essendo di fatto, purtroppo, l’unica azienda che al momento si può permettere fattivamente di ripartire come prima. Il claim ‘Ritorno al cinema’ è ispirato al Ritorno al crimine di Massimiliano Bruno che è uno dei nostri film di punta. Poi ripartiranno le riprese di molti film, sperando che non ci siano situazioni particolari e cercando di mantenere protocolli di sicurezza per le maestranze senza intaccare l’architettura dei film: torneranno sul set Martone, Resinaro, Salvatores. C’è un Caravaggio di Michele Placido in lavorazione e un Dante di Pupi Avati, che punta a un cast internazionale nonostante le difficoltà del momento (non confermato comunque Pacino nel ruolo di Boccaccio). La sala resta per noi centrale. Abbiamo già cinque o sei film previsti per il 2021, alcuni film sono quasi pronti e altri ripartiranno durante l’estate. Forse ci sarà un po’ di carenza di prodotto ma la cosa non ci preoccupa, se si può tornare a lavorare i film ci saranno”.

Il listino della ripartenza è ricco, e prevede anche dei ritorni, a partire da Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti e Gli anni più belli di Gabriele Muccino, la cui corsa è stata interrotta dall’arrivo del Covid-19. Ci sono poi Il materiale emotivo con la coppia Castellitto/Benenice Bejo, il giovanilistico After 2, Miss Marx di Susanna Nicchiarelli, la commedia Divorzio a Las Vegas di Umberto Cartelli, l’horror The Turning – La casa del male, Qui rido io sul commediografo Edoardo Scarpetta, Il giorno sbagliato con Russell Crowe in veste di psicopatico, La terra dei figli tratto dalla graphic novel di Gipi, ancora Castellitto con D’Annunzio che si contrappone al regime fascista ne Il cattivo poeta, lo spin-off di Saw Spiral, Notturno di Gianfranco Rosi, misterioso e girato in Medio Oriente "ma già apprezzatissimo a livello internazionale", dice Del Brocco, il dramma familiare Lacci di Daniele Luchetti, il musical The Land of Dreams dell’esordiente Nicola Badangelo. E ancora l’instant movie di Salvatores sulla pandemia Viaggio in Italia, Tre piani di Nanni Moretti – primi mesi del 2021, quindi papabile per Cannes - dall'omonimo romanzo dello scrittore israeliano Eshkol Nevo. Gran sorpresa finale della presentazione il nuovo film di Martin Scorsese Killers of the Flower Moon con Leonardo DiCaprio e Robert DeNiro, che soltanto in Italia non sarà distribuito da una major.

La parte pop è affidata proprioa Massimiliano Bruno e alla simpatica cricca di Non ci resta che il crimine che torna  nel sequel del successo di qualche anno fa, dove, annuncia il regista “affronteranno dei camorristi. Una parte del film è ambientata negli anni 80 ma una ai giorni nostri”. Leo in particolare interpreta un uomo degli anni 80 che arriva nel 2020 e incontra Bruno Conti. “Ci tenevo tantissimo, e sotto casa mia, durante il lockdown – spiega – passava il tram con la pubblicità del film che sarebbe dovuto uscire a marzo. Era una grandissima tristezza ogni volta”.

Lonigro parla poi anche come presidente dei distributori ANICA: “C’è un progetto per la ripartenza e il ritorno dell’afflusso di pubblico in sala. Ci sta lavorando Warner con l’uscita di Tenet, ci sarà una forte comunicazione estiva e puntiamo molto a Venezia. Stiamo lavorando anche a una festa del cinema di cui dobbiamo individuare il periodo, sarà probabilmente dopo la Mostra e la Festa di Roma potrebbe essere un partner. Non siamo mai stati fermi, stiamo lavorando su tutto. A giorni comunicheremo la strategia, partendo dal prodotto. Dai dati notiamo che la gente ha voglia di tornare in sala, anche gli esercenti ci dicono che c’è segno di ripartenza, sia nelle sale tradizionali che nelle arene”.

Sul 'caso Andreatta' risponde Del Brocco: "Sono felice per lei essendo un'amica e una collega, anche se non dovrei rispondere. Certamente farà un grande lavoro anche su una piattaforma privata ma per la Rai è un brutto colpo. Sono andati via molti dirigenti di valore verso grandi aziende. La Rai è una scuola di management ma è un segnale preoccupante che impone una riflessione, ci sono dei motivi e questo è il frutto di una enorme burocratizzazione del nostro lavoro e di vincoli impostici dal mercato, tutto regolato dal codice degli appalti, quindi come se costruissimo strade invece di opere di fiction. E' un peso enorme con continua erosione delle risorse".

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