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Nuova identità per il Torino Film Festival, che prepara la sua 38esima edizione (20-28 novembre) in tempi di coronavirus - e con ridimensionamento del budget - con un logo e un premio - la Stella della Mole - che si ispira alla stella a 12 punte che sovrasta la Mole Antonelliana. Ecco le novità annunciate in una conferenza stampa via zoom dai vertici del Museo del cinema - il presidente Enzo Ghigo e il direttore Domenico De Gaetano - oltre al direttore Stefano Francia di Celle.

La manifestazione, che vede un budget ridimensionato del 25% circa (da un milione 800mila a un milione 500mila) sarà in presenza e online, grazie a una sala virtuale da 500 posti, e dislocata in 12 luoghi della città, non solo le sedi tradizionali come i cinema Massimo e Classico, ma anche, tra gli altri, l'Accademia Albertina e il Museo del Risorgimento. Il nuovo logo richiama le geometrie della Mole e la stella issata sulla sommità il 31 gennaio del '61, dopo che una tempesta aveva fatto crollare la punta otto anni prima, sarà anche l'oggetto assegnato al vincitore tra i 12 film in concorso. "Siamo convinti che il cinema sia un'arte che va goduta in sala - osserva Enzo Ghigo - ma le nuove tecnologie oggi ci permettono di allargare la nostra platea anche in un momento complesso come questo". L'assessora alla Cultura della Città di Torino, Francesca Leon, sottolinea l'importanza della programmazione diffusa, mentre il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio punta l'attenzione sul forte rapporto del festival col territorio regionale, grazie anche all'anteprima italiana del film americano The Truffle Hunters di Michael Dweck e Gregory Kershaw con la produzione esecutiva di Luca Guadagnino, con protagonisti i veri cercatori di tartufo dell'Albese. 

Stefano Francia di Celle, affiancato dalla vice Fedra Fateh, sottolinea che l'uguaglianza di genere sarà uno dei temi e si esprimerà in una giuria di sole donne. "Vi saranno meno film, ma saranno molto valorizzati", spiega. E annuncia le masterclass di Sokurov con i suoi allievi e Mohsen Makhmalbaf, Stefania Sandrelli e Andrea Occhipinti, Giorgio Diritti e l'architetto Paolo Pejrone: tutte all'insegna del dialogo e dello scambio. 

Sul Premio Cipputi si sta trovando la quadra. "E' quasi certo che ci sarà", rassicura Ghigo. Le misure di sicurezza "saranno garantite dai vari luoghi che ospiteranno il festival, sicuramente ci sarà la prenotazione dei biglietti come a Venezia e anche l'inaugurazione avverrà senza assembramenti". E sui tagli il presidente chiarisce: "Il Museo sconta tre mesi di chiusura e un'affluenza attualmente del 30% in meno".  

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