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La Festa del Cinema di Roma dedica una serata – 18 ottobre - a Federico Fellini, nel centenario dalla sua nascita, con due opere, tanto differenti, quando complementari.

Un cortometraggio, La Fellinette, scritto e diretto da Francesca Fabbri Fellini; e Fellinopolis, documentario diretto da Silvia Giulietti

Un disegno - che “lo zio Federico” ha lasciato in regalo alla nipote, Francesca -, spunto e anima de La Fellinette, 12 minuti di onirismo, infanzia, fantasia, immersi e possibili nel circo, ambientazione delle sequenze dal vivo del corto, e contesto amatissimo e celebrato da Fellini stesso. Una poesia in immagini, sia animate (Studio Ibrido di Torino) che non, da parte dell’adorata Fellinette, perché la bimba del disegno è proprio lei, l’autrice del film breve: ricordi, immaginazione, per un sogno, una favola suggestiva e evocativa, muta, il cui cuore sono una bambina e il suo cagnolino, sulla spiaggia invernale di Rimini, un palloncino rosso che vola in cielo e gli occhi che si chiudono spalancando le porte oltre il tendone della fantasia, in cui l’iconica sedia da regista su cui si siede la piccola è metafora del lasciapassare verso una dimensione dove si dà potere allo stupore, alla leggerezza, perché  “La Fellinette è un sogno di cartone che prende vita da un disegno che lo zio Federico mi ha fatto nella nostra casa di famiglia a Rimini, dopo una passeggiata sulla spiaggia. Era il 20 gennaio, giorno del suo compleanno, quando arrivò da Roma con un regalo per me: una mantellina di panno blu pavone e un paio di stivaletti rossi. Mio zio ha sempre amato i cartoni animati e una volta mi disse che gli sarebbe piaciuto firmarne uno. Con il mio cortometraggio credo di aver completato l’ultimo tassello del puzzle, avendo nel mio sangue il suo dna. Quel disegno, intitolato 'La Fellinette', è la cosa più preziosa che mi ha lasciato. Quando ero piccola, lo zio Federico mi ripeteva sempre: ‘Ricordati che esistono due vite: quella ad occhi aperti e quella ad occhi chiusi. L’immaginazione è la forma più alta di pensiero. Mia piccola Fellinette, buttati e non perdere mai la tua schiettezza, né l’entusiasmo giovanile nel lungo viaggio che si chiama vita, e le cose accadranno come desideri’. Per me la fantasia è una realtà parallela e grazie a lui continuo a guardare il mondo con gli occhi dell’infanzia, da visionaria”, racconta Francesca Fabbri Fellini, dietro la macchina da presa della sfilata circense dei personaggi iconici dei film di Federico Fellini, e di quelli creati da lei: il direttore del circo, Ivano Marescotti, abbracciato dal mantello di Mandrake (quello di Marcello Mastroianni in Intervista, disegnato da Danilo Donati), una ballerina eterea, Milena Vukotic, eco di Giulietta Masina ne La Strada, un mago delle bolle, Sergio Bustric, un funambolo, Federico Bassi, l’uomo delle ombre, Carlo Truzzi, e il creatore della neve, Gabriele Pagliarani, che s’avvicendano sulle note eterne di Andrea Guerra, fino a quando, “invisibile”, ma presente nella sua silhoutte, arriva anche Federico con la sua voce, e rapisce: “Nulla si sa, tutto s’immagina”. 

Una celebrazione che continua con l’anteprima mondiale di Fellinopolis, in cui Silvia Giulietti armonizza sequenze di Federico Fellini in pieno atto creativo e interviste esclusive ai suoi collaboratori più vicini e prestigiosi: Lina Wertmüller, Nicola PiovaniDante FerrettiMaurizio MillenottiFerruccio Castronuovo e Norma Giacchero.

Fellinopolis è la città immaginaria popolata dai suoi personaggi, dietro le quinte dei suoi capolavori, ed è un documentario di Storia del cinema, possibile per il prezioso materiale che Ferruccio Castronuovo, unico regista ammesso a girare i backstage sui set di Fellini - Casanova, La città delle donne, E la nave va, Ginger e Fred -, ha gelosamente conservato per quasi quarant’anni in Cineteca Nazionale.

Le immagini dei backstage e dalle interviste sono gli occhi per  guardare “attraverso il buco della serratura” Federico Fellini, uomo e creatore di mondi. L’occhio privilegiato di Castronuovo ha così permesso di spostare un po’ il velo del mistero da giochi e segreti, realtà e bugie del mondo felliniano, lasciando guardare lo spettatore come Fellini si comportava da maestro del set, un profilo cangiante tra ironia e prepotenza, divertimento e cattiveria, nella gamma delle sfaccettature che definiscono il genio

Il documentario sarà distribuito prossimamente in sala da Officine Ubu. 

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