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Come passeremo il prossimo Capodanno? Ce lo stiamo chiedendo in tanti, sforzandoci di vivere al contempo l’era della pandemia giorno per giorno, fino a una risoluzione che, sebbene si cominci a intravedere date le ultime notizie sulla finalizzazione dei vaccini, forse si comincia a intravvedere. Ma intanto si avvicina il periodo natalizio, la guardia deve restare alta, e possibilmente pure l’umore, anche se sarà difficile non potendo condividere la gioia delle feste in libertà e dovendo certamente limitare il numero di amici e parenti con cui scambiarsi gli auguri.

In questo senso, L’Uno, film di Alessandro Antonaci, Stefano Mandalà, Daniele Lascar e Paolo Carenzo in uscita con Newgen il 23 novembre su Chili, è indicativo e premonitore, in quanto girato e pensato prima della pandemia ma incentrato proprio attorno a una festa di Capodanno in uno scenario di isolamento post-apocalittico. In questo caso il potenziale ‘pericolo’ è l’Uno, un oggetto volante non identificato, che sovrasta dall’alto la vita di tutti, condizionandola. Tra questi ‘tutti’ ci sono gli organizzatori del party, Marta e Tommaso. Partecipano il migliore amico di lei, la sua nuova ragazza francese, Cecilia, sorella della padrona di casa incinta di tre mesi accompagnata da un amico. Chiusi in una stanza senza rapporti don l’esterno, si troveranno nella classica tragicomica atmosfera di tensione crescente, dove i ricordi più scomodi riaffiorano man mano che si avvicina la mezzanotte.

“Durante la lavorazione del film – dicono i registi – che deriva dall’adattamento di un testo teatrale scritto a fine 2018 e andato in scena a partire dal Capodanno di quell’anno, ci siamo trovati inconsapevolmente di fronte ad un copione che si sarebbe rivelato in un certo senso profetico. La vicenda gira intorno alla frenesia nel fronteggiare una situazione fuori dall’ordinario, i media forniscono suggestioni di ogni tipo e ogni Stato adotta individualmente misure per limitare il panico generato dall’arrivo di un oggetto volante non identificato, di cui si sa poco o nulla poiché le tecnologie moderne non sono in grado di fornire risposte adeguate. L’oggetto in questione non può essere considerato una vera e propria minaccia per il genere umano, soprattutto perché, dopo essersi stanziato in cielo, non agisce in alcun modo. Eppure lo spettro di un’apocalisse imminente è evidente. Una situazione molto simile a quello che sarebbe poi successo con la diffusione del Covid-19. Nello specifico della nostra vicenda, il Governo italiano adotta misure di emergenza straordinarie: un coprifuoco generalizzato programmato nel tardo pomeriggio, il suggerimento di passare il Capodanno solo con amici e parenti stretti per evitare situazioni fuori controllo, il divieto assoluto di festeggiare facendo esplodere petardi e fuochi d’artificio. La protagonista femminile francese, invece, fa notare come i transalpini abbiano adottato misure differenti, molto meno restrittive. Durante la post produzione ci siamo resi conto (nostro malgrado) di avere tra le mani un immaginario che, da ipotetico e quasi fantascientifico, si stava concretizzando nella realtà di tutti i giorni: la pandemia del 2020 avrebbe messo in luce le enormi similitudini tra lo scenario cinematografico e la vita reale. Questo inaspettato riscontro nella realtà ci ha spinto a lavorare sul progetto con ancor più decisione”.

Nel cast, tra gli altri, Elena Cascino, Matteo Sintucci e Stefano Accomo.

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