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Per la prima volta l’European Shooting Stars, evento dedicato alla presentazione dei migliori giovani talenti europei, si è tenuto online anziché di persona, alla Berlinale, come negli anni passati. I dieci talenti scelti da una giuria internazionale composta dalla regista Antoneta Kastrati, dalla casting director Cassandra Han e dal produttore René Ezra si sono così presentati sulle piattaforme digitali, prima su YouTube e poi via Zoom, per raccontare le loro carriere in ascesa, i nuovi progetti, ma anche il senso di continuare a credere e a fare cinema in un tempo in cui la settima arte è in sofferenza per la pandemia e la conseguente chiusura delle sale in molti Paesi.

La cerimonia di premiazione delle Shooting Stars è comunque prevista per quest’estate, durante le proiezioni della Berlinale 2021. Così Marketa Santrochova, presidente dell’European Film Promotion: "Realizzare gli European Shooting Stars 2021 è una sfida che siamo stati lieti di accettare e di tradurre in una nuova esperienza tutta digitale".

"Abbiamo creato una Casa digitale dei Talenti Europei e faremo tre giorni di social hub, promozione e networking riservati a stampa, industria e pubblico per i talenti selezionati quest'anno", prosegue la managing director Sonja Heinen. La parola passa alle Shooting Stars: “E’ un periodo molto difficile e strano, in cui il cinema sembra perdere pezzi a favore di piattaforme che si moltiplicano sempre di più. Una cosa è certa: the show must go on, abbiamo tutti bisogno di storie”, dichiara convinto lo svedese Gustav Lindh a Cinecittà News. “Il cinema non morirà mai, dobbiamo sostenerlo oggi più di ieri, specie quello autoriale europeo o quello indipendente, che già faticava prima che tutto questo accadesse”, gli fa eco l’irlandese Fionn O’Shea. Si alternano in video e si passano la parola dalla portoghese Alba Baptista alla finlandese Seidi Haarla, dal tedesco Albrecht Schuch all’ungherese Natasa Stork, dalla lituana Žygimantė Elena Jakštaitė a Martijn Lakemeier dei Paesi Bassi, fino alla macedone Sara Klimoska. Il più famoso è il francese Nicolas Maury, divenuto una star per il successo della serie Call my agent. “Mi sento sexy a far parte di questa costellazione di giovani stelle talentuose d’Europa: lo trovo poetico, specialmente perché non siamo in gara. Ci interessa sostenerci a vicenda, non competere”.

Nessun italiano compare tra i nomi degli astri in ascesa di quest’anno, in compenso è stata invitata Matilda De Angelis, Shooting Star nel 2018. "Ho un meraviglioso ricordo della cerimonia di premiazione, è stato uno step fondamentale: mi sono sentita parte di qualcosa di più grande, la famiglia di artisti d’Europa", commenta l’attrice, raggiunta sul set veneziano di Di là dal fiume e tra gli alberi, il film tratto dal romanzo di Ernest Hemingway dove recita accanto a Liev Schreiber. "Lavorare con giganti del mondo della recitazione può intimidire, sentirsi a proprio agio almeno da un punto di vista linguistico rende le cose più semplici. Ho imparato che se vuoi lavorare fuori dall’Italia devi avere una grande padronanza della lingua, non solo per non sentirti fuori posto sul set, ma anche per creare un legame vero con gli altri. La lingua è uno degli strumenti che noi attori abbiamo per creare connessioni tra noi".

Sulla serie The Undoing, che l’ha vista recitare accanto a Nicole Kidman e Hugh Grant, dice: "E’ stato tutto molto strano e veloce sin dall’inizio. Ho registrato un self tape a casa, dopo tre giorni mi hanno chiamato per dire che avevo la parte e due settimane dopo ero già a New York a girare". Sembra avere le idee molto chiare su quale sia il segreto del successo: "Le regole per essere apprezzati sono uguali in tutti i Paesi: essere rispettosi, educati e puntuali. E poi divertirsi, anche quello conta".

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