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Il Noir in Festival festeggia 30 anni, e “per l’occasione” indossa un particolare abito, quello del digitale – si svolgerà gratuitamente sulla piattaforma MYmovies –, che molto vestirà il corpus femminile, poiché la donna è il cuore di questa edizione, infatti s’annuncia “Un programma tutto dedicato alle donne: per una situazione di grande paura ed emergenza, è urgenza affondare le unghie e fare multitasking tra scrittura, letteratura, cinema e serie tv, che mai come quest’anno sono state scritte da donne. Con Gabriella Genisi faremo un incontro crossing: dai suoi romanzi, la serie tv Le indagini di Lolita Lobosco, con Luisa Ranieri. Le donne poi sono protagoniste, l’8 marzo, di un Focus sulla scrittura noir al femminile: loro sanno più interpretare il discorso della violenza, ma anche il modo di reagire, ed è interessante capirne lo spettro, con ospiti da Margherita Oggero a Francesca Serafini, ma anche Antonella Lattanzi in un dialogo con Nicola Lagioia, Grazia Verasani, Rosa Terruzzi. Con la capofila internazionale, l’autrice letteraria di PetraAlicia Giménez-Bartlett, interpretata nella serie da Paola Cortellesi. Ma anche scrittori maschili, dedicati a personaggi femminili: Roberto Costantini, Maurizio De Giovanni con la sua fucina prolifica, e tanti altri. Ci occuperemo anche di podcast, come nuova frontiera del linguaggio narrativo, con Polvere, che racconta il delitto di Marta Russo. Due personaggi assoluti poi, l’autore di Delitto d’inverno, John Banville, che riceve il Premio Chandler; e la regina del giallo scandinavo, Camilla Läckberg, con un’intervista esclusiva e inedita”, annuncia Marina Fabbri, direttrice artistica del Noir in Festival con Giorgio Gosetti

Il direttore, che in apertura di presentazione del programma si dice: “molto felice di festeggiare insieme i 30 anni del NiF cominciando con un gioco scherzoso, mostrando alcuni titoli passati negli anni, quindi riattivando la memoria per guardare al futuro”, per cui “è quasi incredibile pensare siano stati tutti al Noir e l’augurio è che i prossimi abbiano la stessa fortuna”. Inoltre, spiega ancora Gosetti: “Un’altra parte storica del Noir porta il nome di Lucio Fulci, a cui dedichiamo un’anteprima Fuori Concorso, Fulci Talks di Antonietta De Lillo” e l’autrice, presente, spiega come: “Il riprendere un girato di 30 anni fa vuol dire riscoprire una nuova conversazione, con cose inedite, un modo di riconversare con lui, uomo ironico, colto, soprattutto rivoluzionario. Sono curiosa di restituire in pasto a tutti gli spettatori del Noir questa conversazione”, in anteprima l’8 marzo, poi su piattaforma dopo il Festival. 

Un manifestazione che conta sulla collaborazione corale di alcuni soggetti cardine, come Università IULM, per cui il rettore Gianni Canova, conferma che “Anche quest’anno IULM ha deciso di rafforzare la partnership strategica con il Noir, tra le opportunità che spingono l’Università ad attivare dinamiche che stimolino e addestrino gli studenti ad affrontare le cose del cinema: credo sia giusto fare il possibile per dare un segno di vitalità; il (genere) Noir è un modo del sentire, idoneo a captare i segni epocali, il disagio, il disorientamento, le paure, e portarlo in Università, in città, anche se su piattaforme, credo aiuti a comprendere questo tempo; sono onorato di ospitare la quarta edizione de il “Premio Caligari”, vinto in passato da film molto differenti, da Gatta Cenerentola a La terra dell’abbastanza: sono orgoglioso siano anche gli studenti che si stanno formando qui, con il presidente di Giuria Claudio Giovannesi, a decretare il Miglior Noir della stagione”. I 6 finalisti del Premio: Il talento del calabrone, Favolacce, Il buco in testa, L’immortale, Villetta con ospiti, The Shift

Un supporto fondamentale quello dell’Università, come di diversi altri profili e spazi culturali, “30 anni sono tanti, come i tanti film presentati tutti in anteprima per l’Italia: quest’anno il Festival è online, e i film si vedranno su MYmovies gratuitamente; gli incontri sui canali social e in diretta dalla Red Feltrinelli di via Tomacelli a Roma, per rinverdire il nostro rapporto con la libreria, come con la IULM di Milano, da cui saremo in parte presenti, così dallo Studio Gedi”, precisa Fabbri, non dimenticando anche il rapporto con Istituto Luce Cinecittà e le sue pillole d’autore (leggi approfondimento).

Un Festival, il Noir, che porta con sé una grande affezione da parte del pubblico, ma anche di prestigiosi autori, alcuni collegati, altri con un messaggio dedicato: “Il primo premio non si scorda mai - Scerbanenco 2003, indimenticabile - come il primo amore”, dice Giancarlo De Cataldo;  con Carlo Lucarelli che è “stato al Noir dalla sua prima edizione, e ne ho mancate non più di un paio edizioni, per cui sono anche i miei 30 anni da scrittore; come per i personaggi dei film, anche per i festival vale il non avere l’età anagrafica - propria invece degli autori -, perché gli anni non passano se hanno qualcosa da dire; se (con il genere Noir) siamo diventati lo strumento per raccontare le cose che non vanno è perché intorno si sono raccolti persone, luoghi, e festival, e al Noir ho fatto tra gli incontri che mi sono portato dietro per la vita, prendendo anche due premi, ma… miro a quello alla Carriera!”. 

E, a proposito di premi, la giuria del Concorso: “Carlo Degli Esposti, Gian Luca Maria Tavarelli e Camilla Filippi, chiamati per i sei film che ambiscono al Black Panther Awards; una selezione che torna allo spirito originario del Noir, con molte opere prime, talenti diversi, anche un cinema dal mondo ispano-americano, come dall’Inghilterra e dalla Romania, arricchendo così le conversazioni, tra cui quella su Marnie e 24 ore a Scotland Yard”, spiega Giorgio Gosetti, non senza Jennifer Kent, la cineasta del momento, protagonista di un’intervista. 

“Non possiamo sostituire la magia dello stare insieme”, riflette Marina Fabbri, così le fa eco Gosetti: “guardando il futuro non possiamo immaginare che un festival esista senza la sala e vogliamo capire come quelle di domani siano all’altezza della sfida” tema su cui interviene anche Lionello Cerri: “Finalmente ci siamo obbligati a ragionare su quello che la filiera audiovisiva può rappresentare, senza pensare a rendite di posizione, ma pensando al rapporto con il pubblico, dalla sala allo SVOD, alle piattaforme in generale; dobbiamo ragionare in un processo differente: le sale proporranno sempre più, sia cinema, sia doc che serialità, sia il fatto di avvicinare il pubblico con altre discipline dello spettacolo”, ma il Noir - approfondisce Fabbri - è “online da dicembre, con il Premio Scerbanenco, oltre a incontri con autori; il cinema e la letteratura sono quanto mai uniti: Livia Sambrotta presenta il suo terzo libro, Non salvarmi, e poi ancora l’incontro tra tv e letteratura, con Anthony Horowitz, creatore di Alex Rider, serie young adult”. 

Il 12 marzo la premiazione, una serata in compagnia dei Manetti Bros., stamani in collegamento Zoom: “Per noi il Noir è famiglia: non possiamo mancare! Siamo a Bologna in quanto produttori di un film di Cosimo Gomez; però stiamo lavorando ancora su Diabolik, anche se può non sembrare vero; e poi Coliando, finito da poco di girare a Bologna”, così salutano il Noir al debutto, dando appuntamento alla finale di questo Festival, anche un’occasione in cui la grande musica da film è presente, con Pivio, autore della sigla e della musiche che fanno da colonna sonora al Noir in Festival 2021.

Il programma completo, al sito ufficiale: www.noirfest.com

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