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Approfondisce uno dei fenomeni culturali dell’ultimo periodo il Noir in Festival, quello delle audioserie, formato d’intrattenimento diffuso da tempo sul mercato anglosassone e statunitense, che sta iniziando a riscuotere un certo successo anche in Italia, e da cui sempre più spesso vengono poi tratte serie televisive o altri prodotti d'intrattenimento. Tra i podcast di maggiore successo, il terzo più ascoltato del 2020, Polvere: il caso Marta Russo di Cecilia Sala e Chiara Lalli - prodotto da Emons Italia e Miyagi Entertainment e distribuito da Huffpost - dedicato a uno dei casi giudiziari più controversi della storia recente del nostro Paese, l’omicidio della studentessa uccisa da un colpo di pistola il 9 maggio del 1997 nel cortile dell’Università La Sapienza di Roma. Otto puntate in cui, a ventitré anni di distanza, vengono ricostruite le indagini e il il processo in cui Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro furono condannati per omicidio colposo e favoreggiamento. 

A raccontare il perché della scelta del caso Marta Russo, una delle autrici, Cecilia Sala: “Scontata la pena Giovanni Scattone va a insegnare al liceo Cavour di Roma che io all’epoca frequentavo. Forza Nuova lo scopre e inizia a manifestare tutti i giorni davanti alla scuola, portando così la questione all’interesse dei media. Inizialmente i suoi studenti lo difendono, perché era un insegnate molto amato, ma quando la campagna stampa monta a livello nazionale è lo stesso Scattone a dare spontaneamente le dimissioni. In quel momento mi appassiono alla storia e inizio a consultare tutti i materiali disponibili sul caso”. Perché, però, non fare di questa contro-inchiesta un documentario video? “Non solo per una questione di costi che evidentemente sono differenti rispetto a una produzione video - sottolinea l’altra autrice Chiara Lalli - ma anche per una questione di stile e di gusto. L’intervista solo-voce ci ha permesso di avvicinare con meno fatica persone che erano restie a parlare e di poter reiterare lo stesso concetto in testimonianze differenti".

Differente dall’audiolibro, la serie audio è un racconto originale per sola voce, con interpreti differenti che interagiscono tra loro, a volte anche registrando in sala contemporaneamente.“Un fenomeno in forte crescita, che è diventato di massa, perché coniuga la possibilità di raccontare una storia inedita a maggiori possibilità di libertà per gli autori nella scrittura”, sottolinea Sergio Polimene, direttore editoriale della divisione Emons dedicata agli audiolibri. “I podcast spesso diventano altre cose: libri, documentari o serie tv. Tutti gli indicatori di mercato fanno pensare che siamo solo all’inizio del fenomeno”.

Importanti, inoltre, nel podcast il ruolo di musiche ed effetti speciali sonori che accompagnano la parola letta; così come il lavoro di regia e sceneggiatura e la fase di post- produzione che è ben più complessa rispetto all’audiolibro, considerate le diverse voci e i livelli che compongono la trama narrativa. “Le audioserie sono una vera sfida produttiva e organizzativa- conferma Sergio Polimene  - Per Polvere, che ha richiesto circa nove mesi di produzione tecnica e lavorazione sui materiali raccolti, è servito un lungo lavoro sul materiale di repertorio, dalle registrazioni alle deposizioni del processo, che è stato lungamente lavorato in post-produzione per essere unito agli audio incisi in sala registrazione e alle musiche originali”.

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