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Un cortometraggio per la Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime del Covid, 18 marzo: con un brano originale, Kiss Me Again del Maestro Giovanni Allevi, Rai Cinema e Cultura Italiae, in collaborazione con Rai Teche - con il patrocinio del Ministero della Cultura e di Rai per il Sociale - presentano Io sono…Italia, in onda, nella ricorrenza, sulle varie Reti Rai. 

“Io sono… acqua”, con queste parole - che seguono l’immagine dinamica di una grande onda marina che lenta s’infrange su se stessa, spettacolare e violenta – s’apre il film breve: Elena Sofia Ricci recita il testo di Mauro Berruto (CT della Nazionale maschile italiana di Pallavolo, 2010-15; bronzo ai Giochi Olimpici di Londra 2012; ora giornalista e formatore, Amministratore Delegato e docente della Scuola Holden), portando per mano le prime sequenze, che alternano paesaggio e archivio, dramma e sogno del "viaggio" via mare che – nel passato, nel presente – si fa sempre portatore di speranza, nel suo essere “ponte” verso una terra promessa. E così continuano poi la narrazione e l’immagine, con “Io sono… roccia”, passo interpretato da Claudia Gerini, e poi “Io sono… Belice, Irpina, Friuli…” sulla voce di Paolo Briguglia, e ancora “Io sono… una schiena dritta, battaglia, orgoglio…” recita Lino Guanciale riferendosi ai grandi rappresentanti della Giustizia. “Io sono… camice verde, uno in mezzo a tanti … sono ossigeno … sono compassione”: la voce di Vinicio Marchioni accompagna questa immersione nel cuore del tema del film, e così via una celebrazione delle eccellenze italiane, dalla bellezza dell’Arte a quella culinaria, in cui prepondera il soggetto del tricolore, dalla “trama di un tessuto”, quello della nostra bandiera, a “una traccia del cielo” disegnata dalle Frecce, tutto atto a celebrare il Paese, con un corale “Io siamo noi, noi siamo l’Italia” di Beppe e Anita Fiorello, non senza le altre voci di questo cortometraggio: Flavio Insinna, Enrico Lo Verso, Francesco Montanari e Andrea Delogu, Massimo Ghini, Cristiana Capodondi, Valentina Lodovini

“Dal mio punto di vista tutto è iniziato da una musica, noi italiani siamo musica. Durante il primo lockdown, avevo appena terminato la composizione di un brano per pianoforte, tra buio e luce, tra dissonanza e serenità, e appena messa sullo spartito l’ultima nota entro in contatto con gli amici di Cultura Italiae. Credo nelle coincidenze, nell’essere magicamente connessi, così si parla con loro di qualcosa per smuovere le coscienze, per rompere la cappa di inquietudine che ci avvolge, e lì inizia una cascata di eventi commoventi: Berruto appoggia sulla mia musica parole di una bellezza indescrivibile, e grandi attori del cinema le hanno animate con mezzi di fortuna. Dobbiamo avere una visione luminosa del futuro, non cedere alla tentazione del panico e dello sconforto. Non vedo l’ora arrivi il 18 marzo”, dice entusiasta Giovanni Allevi.  

“Ci sono cose che vanno raccontate quando succedono, raccontarle dopo non ha lo stesso senso: così penso fosse importante scrivere in quel momento, sottolineando cosa abbiamo, prima di cosa abbiamo perso; ho provato a immaginare cosa questo Paese aveva, ha, avrà, nonostante fosse un momento di lutto, per ripartire dal mettere in fila la sequenza di una serie di cose che l'Italia – come pochi altri al mondo – possiede. Mi sono messo le cuffiette e ho scritto guidato dall’ascolto della musica straordinaria di Giovanni Allevi. Rivedendo il lavoro finito mi sono molto emozionato, pur essendo solitamente molto critico: ho provato a mettere insieme delle suggestioni che potessero emozionare”, riflette Berruto

“La scintilla è nata da Angelo Argento (presidente Associazione Cultura Italiae), che stimola quotidianamente l’ambito culturale del nostro Paese”, spiega Paolo Del Brocco (AD Rai Cinema). “Eravamo in lockdown e ci chiedevamo cosa potessimo fare anche noi, nel nostro piccolissimo, per dare un contributo, e così lui mi diede l’idea di un testo che racchiudesse non solo il momento ma desse respiro al nostro Paese. C’è stata una partecipazione di grande generosità, sin dal Maestro Allevi, così gli attori, a cui abbiamo mandato il proprio pezzetto da recitare: si sono fidati senza sapere niente. Credo che sia un piccolo film molto significativo. Penso sia un film che non possa avere un altro titolo, perché ognuno che ha contribuito possa dire ‘Io sono… Italia’: forse è un pò retorico, ma qualche volta questo fa bene non solo alla testa, ma anche alla pancia e al cuore. Non c’è un regista, perché tutti quelli che hanno partecipato lo sono: un film senza regia non s’era ancora mai visto, ma potremmo mettere davvero tutti i nomi. Inoltre, avremmo l’ambizione di far proiettare il film nelle Ambasciate, per cui siamo in contatto con il Ministero degli Esteri”. 

“Ho poco da aggiungere, se non un ulteriore ‘grazie’ alla sensibilità di Rai Cinema che in pieno lockdown ha raccolto questa piccola sfida, che non aveva velleità di diventare chissà cosa, ma più che altro essere un tributo al popolo italiano, e poi un grazie a chi ha sacrificato la propria vita per aiutare gli altri, soprattutto quelli deceduti per affrontare la pandemia della prima ora. Voglio evidenziare la generosità di Giovanni Allevi, di Mauro Berruto, degli attori, che hanno aderito per contribuire a ricordare chi siamo, un’eccellenza del mondo”, chiosa Angelo Argento

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