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Battagliera, generosa, instancabile. Questo è il modo in cui negli ultimi giorni amici e colleghi parlano, ricordandola di Anna Lombardi, costumista di grande esperienza che si è spenta nell’incredulità di molti dopo una lunga malattia rimasta segreta per anni.

Attaccatissima a Cinecittà, dove oltre a lavorare sui set aveva anche prestato il suo talento curando la selezione dei costumi di scena all’interno dell’esposizione permanente di Cinecittà si Mostra, Anna era nata e cresciuta a Roma e dopo il liceo artistico aveva studiato moda a Londra presso la St. Martins School. Tornata nella Capitale ha lavorato dapprima come stagista in una sartoria e poi come costumista per produzioni teatrali. Come aiuto costumista ha varcato l’entrata storica degli Studios di Via Tuscolana 1055 nel 1993 per girare il film Donne in un giorno di festa di Salvatore Maira, ma l’occasione della vita si era presentata anni dopo incontrando la tre volte premio Oscar Sandy Powell con la quale collaborò per la lunga lavorazione, proprio a Cinecittà, di Gangs of New York (2002) di Martin Scorsese. Con la Powell, che definiva il suo mentore oltre che un vero genio da cui aveva avuto la fortuna di “rubare con gli occhi il mestiere”, Anna lavorò fianco a fianco per anni in produzioni di grandissimo rilievo tra cui le più recenti La favorita di Yorgos Lanthimos e Il ritorno di Mary Poppins di Rob Marshall, entrambi del 2018.

Nominata due volte ai David di Donatello, vice presidente di Art Scenico (Associazione Europea Costumisti Scenografi e Arredatori) che raggruppa i professionisti di 18 paesi europei, in carriera ha partecipato alla realizzazione di titoli come I Soprano, Le colline hanno gli occhi, Angeli e demoni, Tutti i soldi del mondo e l’ultimissimo The Northman di Robert Eggers, attualmente in post produzione, in cui ha vestito Nicole Kidman, Willem Dafoe, Ethan Hawke, Bjiork. In Italia e all’estero aveva condiviso i set con colleghi come Alexandra Byrne, Daniel Orlandi, Janty Yates, e Carlo Poggioli.

“Una combattente dal grande temperamento – racconta proprio l’amico e collega Poggioli – lavoratrice indefessa capace di stare sveglia intere notti senza battere ciglio, ma anche amante delle feste di cui non voleva perdere neanche un istante, Anna non si fermava mai e non si risparmiava in nessuna circostanza: che si trattasse di spronarci come categoria per rivendicare i nostri diritti o di far lezione per ore ai più giovani, anche quando la malattia le impediva di sentirsi al meglio, era sempre pronta a fare da capofila o a insegnare con pignoleria. È stata lei a convincermi ad entrare nell’ASC (Associazione Italiana Arredatori, Costumisti e Scenografi) di cui oggi sono presidente e sempre a lei si deve la realizzazione del “Protocollo di buone prassi contro le molestie e le violenze nei luoghi di lavoro” che ideò e di cui lavorò in prima persona alla stesura assieme a SLC-CGIL. Un protocollo sottoscritto il 2 maggio 2019 che grazie alla sua caparbietà il cineaudiovisivo italiano è stato tra i primi ad adottare”.

Una vera e propria vocazione quella per la conquista e la salvaguardia dei diritti dei lavoratori dello spettacolo e, in particolare dei colleghi costumisti, che Anna portò avanti fino alla fine con due importanti azioni: la nascita di un corso in ASC per costume buyer e l’introduzione nell’ultimo contratto di lavoro della categoria di nuove figure professionali quali wardrobe supervisor, costume buyer, coordinator, illustrator, tintori e invecchiatori: lavoratori che ora si vedranno riconoscere un ruolo preciso e un degno compenso grazie alla caparbietà di una professionista che con il suo lavoro e il suo lascito non ha mai perso l’occasione per ricordare a tutti che è la passione il segreto dietro a ogni cosa ben fatta.

Cinecittà si Mostra ha avuto l’onore e il piacere di collaborare con lei dal 2018 in poi, quando Poggioli la presentò alla responsabile dell’esposizione permanente, Barbara Goretti, come lei stessa ricorda. “Carlo ci fece conoscere per lavorare alla nuova selezione dei costumi della mostra. Fu un primo incontro felice e ricco di scambio, non solo professionalmente ma anche umanamente. Anna ha si rivelò per la grande professionista che tutti le riconoscono di essere stata, attenta alle richieste del committente, scrupolosa nella ricerca e allo stesso tempo capace di impegno enorme, tanto che riuscì ad allestire coordinando il suo staff  20 costumi in un solo giorno. Ho visto la sua tenacia, la sua determinazione e ho visto anche la sua generosità e attenzione con gli studenti collaboratori durante l’allestimento. Da quel momento ho sempre richiesto la sua presenza anche quando Luce Cinecittà si trovò a curare i nuovi allestimenti per la mostra Omaggio a Troisi, e la complessa ricostruzione dei costumi per l’esposizione permanente Felliniana. Sono davvero grata di averla conosciuta”.

A questo link la video intervista realizzata dal magazine internazionale "The Dark Candy" in cui Anna racconta la sua carriera e guida gli spettatori tra le sale di Cinecittà si Mostra.

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