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La due giorni delle Giornate Professionali di Cinema - appuntamento strategico per gettare uno sguardo alla ripartenza della filiera, con i protagonisti della stessa coesi nell’obiettivo del “Reload”, ricaricare il sistema, riavviare il settore cinematografico verso una nuova primavera - si conclude con l’appuntamento istituzionale “Ritorno al cinema”: numerosi gli interventi dalle associazioni di settore, affiancate da altre figure chiave del sistema cinema italiano e internazionale, per una testimonianza di cosa si sia fatto e cosa sia “in progress” per le settimane a venire.

L’incontro è stato moderato da Simone Gialdini, direttore generale ANEC – Ass. Naz. Esercenti Cinema: “Un’edizione non facile, un ponte tra la stagione scorsa e il futuro, in piena riapertura delle sale. Sono Giornate con più di 1850 accreditati: l’online ha garantito la sicurezza ma non ha consentito di presentare tutto ciò che è pronto, con la centralità della sala come punto fermo per il nostro mondo. Chiudiamo qui con un appuntamento con tutte le rappresentanze associative, produzione, distribuzione, ma anche le istituzioni, con il ministro Franceschini e il direttore della DG Cinema, Nicola Borrelli, oltre al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti”.

“Un’edizione delle Giornate Professionali complessa ma molto molto importante dal punto di vista simbolico: abbiamo ripreso a parlare di sala, di prodotto, e soprattutto riparlare fra di noi: con Mario Lorini e Francesca Cima abbiamo lavorato per farci trovare pronti e giocato in difesa, adesso dobbiamo passare all’attacco, più che mai dobbiamo essere uniti e convinti di lavorare in un mondo nuovo, in cui sarà necessario allinearci, con l’obiettivo di poter arricchire ogni anello della filiera”, afferma Luigi Lonigro, presidente Sezione Distributori ANICA . 

“La Regione vuole fare la propria parte e ‘Lazio, Regione di Cinema’ è quanto mai vera grazie a tutti i presenti: è una Regione di Cinema perché nelle politiche ci si è accorti dell’importanza da dedicare al settore. Il Fondo Lazio Cinema International interviene sul comparto delle co-produzioni, di promozione del territorio, finanziato con i fondi europei, prima mai utilizzati in Italia. Questo è l’ultimo miglio della pandemia, è dura, ma qui c’è un pezzo delle sfide produttive della nostra Regione: metteremo molte risorse finanziare sulla filiera, anche per la formazione. Con fondata ragionevolezza dobbiamo guardare alla luce che in fondo riesce a farsi vedere, in questo caso la luce del proiettore del cinema”, dichiara Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio. 

Carlo Bernaschi, presidente onorario ANEC: “Ringrazio il presidente Zingaretti, che davvero è stato vicino a tutta la filiera. L’esercizio in questo momento è in sofferenza, allora chiediamo alla Regione di avere cura di queste strutture, come nei centri minori, in cui le sale sono gli unici punti di socialità e culturali, per cui debbono essere sostenute in un momento di ripartenza”. 

L’incontro continua con un collegamento da Londra, con Phil Clapp, presidente UNIC - Unione Internazionale dei Cinema: “Ho potuto vedere da vicino le difficoltà degli ultimi 12 mesi del settore, ma anche la forza dimostrata dagli esercenti: ci riprenderemo e torneremo a essere l’industria culturale vivace di prima della pandemia. L’UNIC ha mantenuto il dialogo in particolare che le maggiori major statunitensi, lavoro svolto dal nostro eccellente staff a Bruxelles, con Laura Holgatte. L’estate scorsa, pochi Studios erano disponibili a distribuire per il grande schermo: ancora molte major sono caute e rinviano le uscite in sala o sperimentano l’uscita in simultanea anche su piattaforma; il lato positivo è che, per la stragrande maggioranza dei titoli, è il ‘quando’ uscirà in sala e non ‘se’, per cui il listino di film in attesa di pubblico è incredibilmente forte. Penso possiamo essere orgogliosi per la rapidità degli esercenti europei nell’attivarsi quando gli è stato permesso di aprire: c’è la ferma volontà di rispondere al pubblico, che ci riconosce come andare al cinema sia un’esperienza sicura, infatti non c’è un singolo caso di Covid in Europa, da inizio pandemia, riconducibile alla sala. In UK, come in Italia, c’è stata una riduzione di quasi il 70% degli incassi, ma il pubblico intervistato dice che il cinema è l’attività fuori casa che più manca: tale impazienza è da parte di chi ha consumato di più via streaming, a testimonianza che le piattaforme non siano una minaccia per l’esperienza del grande schermo. Confermo il sostegno dell’UNIC anche nei giorni a venire”.  

Interviene Francesco Rutelli, presidente ANICA: “Sono felice di ascoltare quello che sta accadendo a livello europeo. Chi va al cinema non si ammala, semmai si guarisce, migliora la percezione del mondo. Confermo la volontà di ANICA di rinnovare la propria visione economica, sociale, culturale, industriale, sia della catena di valore che dell’intrattenimento, che il cinema rappresenta”. 

Continua Carlo Fontana, presidente AGIS - Associazione Generale Italiana dello Spettacolo: “Non credo che proprio tutto possa tornare come prima: credo sia necessaria una riflessione sul futuro e l’AGIS debba assumere un ruolo propositivo, per difendere il settore con proposte politiche. L’AGIS assume il ruolo di soggetto politico e in autunno proporrà uno convegno per riflettere su missioni e obiettivi. Un percorso che trovo affascinante, da costruire e vivere insieme”. 

Da Bruxelles, la testimonianza di Laura Holgatte, CEO UNIC - Unione Internazionale dei Cinema: “Il 2019 è stato un anno eccezionale per il cinema europeo: 8,8 miliardi di euro al botteghino. Con UNIC abbiamo fatto del nostro meglio per sostenere gli associati: oltre al nostro regolare lavoro, abbiamo costantemente informato sulle normative e le linee guida. C’è stato un dialogo costante con legislatori e rappresentanti europei per sottolineare il valore della sala; i cinema contribuiscono all’economia, danno posti di lavoro e pagano le tasse, è sempre bene ricordarlo. Siamo alla fase della riapertura, domani apre anche la Danimarca, e nel corso del mese di maggio il Regno Unito. Il grande schermo è mancato al pubblico e i nuovi contenuti saranno fondamentali: i contenuti locali vanno benissimo, in Russia ad esempio stanno raggiungendo una partecipazione come pre-Covid; in Francia a metà marzo erano in attesa di distribuire circa 400 titoli, con un calendario concordato per evitare sovraffollamento. Finalmente c’è luce alla fine del tunnel, a CineEurope di Barcellona festeggeremo!”. 

Una parte del convegno ha potuto godere della presenza del ministro della Cultura, Dario Franceschini, dapprima con un breve saluto: “Siamo in una battaglia comune, sono dalla vostra parte: ci aspettano mesi difficilissimi ma di probabile uscita da questa fase di difficoltà”.  

Interviene Mario Lorini, presidente ANEC: “C’è un quadro che ci accomuna, ma che ci dà forza, anche per il sostegno internazionale. La riapertura del 26 aprile non ce l’aspettavamo: le misure, lo diciamo con realismo per la situazione delicata, sono molto restrittive e non hanno una sostenibilità economica. Questo fine settimana 180 strutture e 362 schermi hanno riacceso le luci e nel weekend abbiamo visto Nomadland, Minari e In The Mood for Love restaurato, con circa 90mila presenze di pubblico. Inoltre, il segno di riapertura è anche tale verso i nostri lavoratori, per cui - dopo mesi e mesi di questo incredibile ma non eterno sistema di ammortizzatori - non si può andare avanti a lungo: il nostro obiettivo è su un calendario dei possibili allentamenti, con lo spostamento del coprifuoco almeno alle 23, potendo operare anche in zona arancione, avendo il consumo di cibi e bevande; continuiamo a lavorare ad un tavolo per mettere tutte le misure in campo. La filiera sta lavorando con il progetto Solo al Cinema ma anche Notti Bianche, che aspettano sostegno e supporto dal MiC, da cui è anche arrivato il Decreto sulle finestre, che ha creato una reazione avversa del comparto: in questa fase in cui il cinema italiano è quasi assente, pochi film sono annunciati da maggio ad agosto, che scopo aveva accorciare la finestra? La finestra ridotta a 30 giorni limitiamola al periodo di fine estate, così si riprende e si va avanti”. 

Parole cui fa eco ancora Lonigro, che ammette come il settore si sia sentito protetto dal MiC: “Abbiamo chiesto a voi con veemenza una roadmap certa, date che potessero permetterci una ripartenza industriale, mettendo in piedi un’offerta. È un momento di grandissimo cambiamento, siamo in uno stato confusionale che ci accomuna a livello mondiale: la cosa certa è che abbiamo bisogno di far ripartire il mercato, con il prodotto centrale. Mi auguro una ripartenza senza strappi. Sappiamo benissimo che le vecchie finestre sono fuori dal mondo, non allineate con i tempi attuali e quindi è corretto sedersi a parlare del tempo che verrà: il limite temporale della nuova finestra posta dal Ministro potrà permettere a tutti di testare le reazioni dell’industria. Noi speriamo anche che le piattaforme possano diventare un nostro alleato in questi cambiamenti, diventando magari ottimizzatori e sfogo di prodotti non pensati con la sala come centrale e che invece lì potranno trovare spazi adeguati, lasciando teniture a prodotti più performanti sul grande schermo. Sono felice di presentarvi una sorpresa, che dimostra stima, fiducia”, ovvero il saluto (streaming) di Gabriele Salvatores: “Le sale sono l’anima del cinema, sono molto felice di mettere a disposizione del progetto di ripartenza, cui tiene tanto il ministro Franceschini, il mio ultimo film Comedians, girato tra l’altro in pandemia. Con gioia vi comunico che vi terrà compagna per l’estate, buon cinema a tutti!”. 

Prosegue Francesca Cima, presidente Sezione Produttori ANICA: “Il messaggio di Salvatores penso racconti più di tante parole il nostro sentimento: ci stiamo proprio coordinando tra colleghi per mettere in campo i tanti film - 200/250 -, in parte già pronti prima della chiusura delle sale, abbiamo un'enorme quantità di prodotto; sono ottimista sulla possibilità di comunicare col pubblico con i nostri film italiani. Le corazzate dei film degli Studios hanno possibilità di comunicazione più veloci, mentre i film italiani hanno bisogno di una cura differente: io stessa farò uscire un film con Valeria Golino e ho sentito altri colleghi, per cui abbiamo bisogno di una grande campagna di ripartenza, dunque ne faccio proposta al ministro; nella filiera ci metto anche chi si occupa di comunicazione e marketing, di cui soprattutto i film italiani hanno tanto bisogno, e forse il Servizio Pubblico potrebbe essere sollecitato a parlare dei film italiani. Ci sono tanti modi per arrivare al pubblico e la biodiversità della produzione italiana va tutelata. Per la finestra, abbiamo 30 giorni e tutto il tempo di verificarla: credo che il futuro vedrà film che scelgono la sala per convinzione e non per necessità e la useranno come baricentro finanziario, mentre per altri film l’uscita accorciata sarà un’opportunità. Il messaggio sbagliato è che la produzione italiana non sia collaborativa e non risponda alla chiamata sociale della ripartenza”. 

Riprende il Ministro, entrando nel vivo: “Siamo in una stagione in cui l’incontro di vari fattori, tra cui la Legge sul Tax Credit fortemente potenziata o un investimento di 300 milioni su Cinecittà, diventata una SPA con l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti, dimostrano che il mio settore dà il passo al futuro. Siamo certi che piattaforme e sale siano in competizione? La sfida principale è allargare la platea. C’è in arrivo un sostegno per le sale: sto ragionando su un incentivo per chi riapre, e gli interventi continueranno sulle sale anche se riaperte. Tutte le attività vanno aiutate, ma alcuni settori hanno un valore sociale: l’aiutare a tenere aperta una sala o una libreria ha un valore che giustifica gli aiuti dello Stato oltre l’emergenza. Questa è l’intenzione delle mie politiche: mi sono preso la responsabilità delle finestre sui 30 giorni: il 31 dicembre è una data transitoria, che sono pronto a rivedere, dunque vi chiedo di fare un accordo tra le parti, che io sono pronto a sottoscrivere e far diventare decreto ministeriale”.  

“L’invito alla proposta di accordo è forte e da domani credo tutti saremo pronti a testimoniare”, risponde Lorini.  

“Ministro, siamo felici della certezza che nutre in noi, affinché ogni anello della nostra filiera possa avere un beneficio e nessun danno”, le parole di Lonigro

“Siamo in dirittura d’arrivo rispetto ai crediti d’imposta, la piattaforma è pronta, stiamo aspettando la registrazione da parte della Corte dei Conti, e siamo alle soglie dell’avvio della possibilità di presentare domande per distributori ed esercenti”. L’attesa è anche per il Decreto che sostituisce quello del marzo 2018, con norme transitorie per il 2021, “molto importanti su distribuzione e sale, con aliquote potenziate, al 90% nei casi in cui il danno pandemico sia stato più violento. Siamo consapevoli delle difficoltà di chi ha fatto domanda: da parte nostra siamo in attesa dei tempi di altre istituzioni pubbliche e siamo impattati nel sistema dei ristori, con una sovrapposizione di procedimenti, ma da parte nostra nulla di meglio poteva essere fatto. In questo settore bisogna lavorare sempre di più perché ci sia box office, l’obiettivo è far fruire dei contenuti il pubblico, partendo dalla frequentazione cinematografica, è nella mission della DG Cinema”, dichiara Nicola Borrelli, direttore DG Cinema del MiC. 

In attesa della serata dedicata ai David di Donatello, l’11 maggio, Piera Detassis - presidente Accademia del Cinema Italiano: “Ritengo che il David sia un momento di comunicazione, oltre che di celebrazione, cosa estremamente importante in questo momento: quest’anno abbiamo cambiato un po' le regole, ammettendo anche film usciti in piattaforma, ma abbiamo voluto una cosa molto forte, abbiamo deciso per la presenza dei candidati per tutte le categorie, quindi sarà un David particolare, su due location, lo Studio ‘Frizzi’ e il Teatro dell’Opera, simbolico per lo spettacolo dal vivo. Siamo felici di coincidere con la riapertura dei cinema, a cui io credo particolarmente. Premieremo, grazie al suggerimento di ANICA, alcuni operatori sanitari che hanno permesso la riapertura dei set con tempi quasi imprevedibili. Desidero che il David e l’Accademia siano parte di questo lavoro di riapertura, per comunicare fiducia nella sala. Sono ottimista, anche se preoccupata naturalmente per questo 11 maggio, che spero sia un momento di unità, per cui anch’io ringrazio il Ministro per le risposte che ha dato. Viva il cinema”. 

Il convegno continua con Domenico Dinoia, presidente FICE – Federazione Italiana Cinema d’Essai: “Il cinema d’essai ha dato un contributo importantissimo alla ripartenza, già dal 26/4 le nostre sale hanno riaperto con molte iniziative che hanno creato un effetto domino dal pubblico, facendoci riscontrare risultati anche nelle piccole realtà di provincia. A noi il Decreto delle finestre non è piaciuto, non era atteso: nessuno nega le modifiche dal passato ma può avvenire solo garantendo la sostenibilità economica delle sale, facendo modifiche di concerto con l’esercizio. Mai come in questo momento abbiamo bisogno di cinema italiano. La FICE s’appresta a rieditare Vivi Il Cinema, uno strumento per promuovere il cinema di qualità, e mi auguro che le Giornate di Mantova di fine settembre siano davvero la partenza di una nuova stagione”.  

“Questo non è stato un tempo inerte e, come sale, ci accomuna il desiderio di ripartire: per noi il cinema è un presidio umano. Le nostre sale sono una comunità di circa 600, con 150 in riapertura, a dimostrazione della voglia di ripartire”, così don Gianluca Bernardini, presidente ACEC – Ass. Cattolica Esercenti Cinema. 

In rappresentanza di CNA, Massimiliano Giometti: “Sono a parlare del primo progetto inter associativo dei distributori: abbiamo fatto realizzare una ricerca sul ritorno in sala del pubblico, si rivolge non solo agli appassionati, ma ai tanti Movie Goers, nome anche della ricerca, un approfondimento anche sugli spettatori medi, quelli che davvero aiuteranno l’esercizio; i dati della ricerca verranno esibiti alla filiera in un evento del 20 maggio, alle ‘Befane’ di Rimini in presenza, oltre che in modalità in streaming”. 

La parte conclusiva del convegno con chi sta aiutando il comparto a creare la campagna di comunicazione della ripartenza, con Gabriele D’Andrea - direttore Marketing Lucky Red: “Si è respirata un’atmosfera di ottimismo in queste Giornate, che ci dà slancio per l’entusiasmante sfida di risvegliare il rapporto tra pubblico e cinema. È stato creato un gruppo di lavoro alcuni mesi fa, con un video emozionale già nel periodo natalizio, e continuiamo a lavorare nel vivo, anche quando i cinema riapriranno a pieno regime. L’obiettivo di Solo al Cinema è di creare un progetto aperto per recepire, coordinare e valorizzare spunti e suggestioni interne al settore, ma anche di avere la grande capacità d’ascolto dell’esterno, dialogando con istituzioni, associazioni, agenzie, David di Donatello, Alice nella città e tutti coloro che vorranno partecipare, con la consapevolezza della lunga durata del progetto, a media-lunga visione. Quando alcuni mesi fa ci sono state proposte le Notti Bianche le abbiamo recepite con entusiasmo: non è l’unico progetto, perché Solo al Cinema è in divenire. Il 25 maggio ci sarà una grande conferenza stampa con i dettagli delle varie attività finora pianificate, per connetterci a tutto ciò che possa ribadire la centralità del cinema”.

“In un programma così ambizioso, le Notti Bianche dovranno funzionare come un reagente, che allarghi la platea. L’estate sarà un momento di socialità straordinario: per chi deciderà di partecipare all’accensione contemporanea di queste ‘scintille’ vogliamo trasformare le notti in eventi memorabili con al centro il pubblico, coinvolte tutte le professionalità del settore. Sarà un progetto di trincea, e in queste ore si stanno aggiungendo tantissime associazioni di categoria e culturali: l’importante è che queste scintille possano accendere un fuoco”, commenta Gianluca Giannelli di Alice nella Città, cui fa eco Fabia Bettini: “100Autori e UNITA lavoreranno accanto a noi, con gli artisti che andranno nelle città, Vittoria Puccini a Firenze e Giorgio Diritti a Bologna, mentre Medusa ci ha già concesso il film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Non bastava una Notte sola, ne servono due e sarà una festa”. 

Sulla scia anche di quest'ultima testimonianza, “L’unità ci deve portare alla ripartenza”, chiosa Simone Gialdini alle battute finali, non nascondendo un’umana emozione per il pulsare di questa ripartenza, dando appuntamento alle Giornate Professionali Energy di fine novembre. 

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