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Si tiene dal 21 al 26 maggio IPER, festival delle periferie, tre giorni dedicata al tema delle periferie con incontri, performance, lezioni, videoarte, concerti, talk, film e documentari, progetto in organizzato da Museo delle Periferie / Roma Culture / Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con: Periferiacapitale / Fondazione Charlemagne.

A moderare la conferenza, con tanti ospiti, c’è Giorgio De Finis, curatore del nuovo museo RIF di Tor Bella Monaca, che è appunto uno dei luoghi del festival. Il concetto è semplice, far chiaro a tutti che la periferia non è solo un luogo triste, grigio e a limite e tanto meno un dormitorio. “La dialettica centro-periferia è stratificata nei nostri pensieri ed è legata al rapporto tra vicinanza e lontananza. Ma il verbo ‘Periferein’ significa ‘circolare’, portare intorno, può essere legato anche a un ‘cercare’ o un ‘ricercare’. La periferia ci permette di assumere differenti punti di vista. Siamo inoltre stimolati dalle opzioni di gioco che la pandemia ci costringe a mettere in campo, facendoci abbattere spazi e distinzioni, usando lo streaming e tanti contributi che nascono proprio da questa esigenza”.

Particolarmente attente alla questione sono l’Assessora alla Cultura Lorenza Fruci e la Sindaca di Roma Virginia Raggi, entrambe presenti. Fruci racconta “sono nata e cresciuta in periferia ed è un tema a cui sono sensibile. Non mi sentivo a mio agio a parlare di un ‘museo’ delle periferie, avrei pensato più a un HUB o un laboratorio, ma è proprio qui che il confronto e il dialogo diventano importanti, andando a inquadrare meglio le definizioni di museo e di periferia, non più una zona limite ma un concetto interstiziale, un luogo accogliente di dialogo e di confronto. La pandemia ci mette di fronte all’assenza di sedi della cultura e di luoghi fisici. E’ una coincidenza, perché proprio questa può essere un’occasione di dibattito”.

“Tra le attività che ho ritenuto più importante organizzare – dice Raggi legandosi al discorso – c’è stata la diffusione di teatro d’Opera in periferia con un camion. Questo dimostra che si può fare cultura in maniera diversa, rompendo gli schemi. I bambini giocavano a palla e si fermavano ad ascoltare. Fare cultura al di là del luogo. E d’altro canto la pandemia ci impone proprio di rompere gli schemi. Lo stesso schema di distanza tra centro e periferia, perché le persone in realtà si spostano più volte al giorno dal centro alla periferia e anche da una periferia all’altra. Questo è stato il senso del mio mandato, far vivere le periferie come se fossero vere e proprie città e non solo lembi di città. La tecnologia ci aiuta in questa vocazione di raccontare la capacità insita nei luoghi di esprimere voci diverse, che possono parlarsi tra di loro e raccontarsi”. Tra gli ospiti annunciati Gabriele Mainetti, Daniele Vicari, Donatella Finocchiaro.

Il trailer vede protagonista Ascanio Celestini:

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