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C’era una volta… un vitigno, un nonno – capostipite di una famiglia tutta al maschile, compreso il cane - e un’ “apparizione” di nome Uma: così potrebbe cominciare la narrazione di Uma per Tutti, fiaba contemporanea, opera prima di Susy Laude.

Una tradizione nella viticoltura, quella della famiglia Ferliga, rigorosamente portata avanti dal ramo maschile: Nonno Attila (Antonio Catania), padre padrone, il fratello minore Dante (Lillo Petrolo), “bamboccione” bipolare, il figlio Ezio (Pietro Sermonti), vedovo dedito all’apicoltura, e i nipotini Francesco (Gabriele Ansanelli), appassionato di danza, e “Nano” Emanuele (Valerio Bartocci), il più piccolino, quando un principesco scompiglio irrompe con Uma – l’attrice Laura Bilgeri -, figura femminile del film insieme a Carolina Rey. Con loro, Dino Abbrescia, “zio” Victor per cui “tempus est pecunia”. 

“Ho voluto omaggiare Spielberg e quello che ha significato per me bambina”, dice Susy Laude. “Sono da sempre connessa anche al Teatro Ragazzi, quello ‘Delle Briciole’ di Parma con cui abbiamo fatto tournée in Europa, e nel mio film il punto di vista è stato raccontare le cose in una fiaba: volevo che i bambini spettatori ritrovassero quello che nelle scuole succede, come il bullismo. È fondamentale raccontare le fiabe, ma trovo una cosa molto reale questo film. Credo che tutti i bambini nascano buoni, nessuno cattivo: anche la filosofia e la religione ci insegnano che possediamo il bianco e il nero, fondamentale è l’equilibrio. E per noi il cattivo – Victor, Dino Abbrescia - ha perso l’amore, è arido: bisogna insegnare sempre l’equilibrio. Sono molto soddisfatta, onorata di lavorare con questi personaggi e ringrazio per la fiducia, ma ho avuto e ho tutt’ora paura, però mi è rimasta impressa una frase che lessi: ‘siamo fatti al 90% dei film che abbiamo visto’. Oggi, come diceva mia madre, insegnante di Storia dell’Arte, non si può tanto inventare, ma attingere dal passato: io ho voluto rischiare, con l’incoraggiamento dei miei attori, e con questa partita ho voluto sperimentare, cosa che in teatro può accadere, mentre il cinema ha compartimenti più stagni, infatti non credo che il film sia strettamente incasellabile”, seppur certamente sia un “family”, come nelle volontà iniziali del progetto. 

“Mi prendo volentieri la responsabilità del film! Siamo molto contenti del lavoro di Susy: lo stimolo era fare prodotti per famiglie, cosa - con il nostro cinema - non banale ma necessaria, e sono certo che raggiungiamo risultati quando percorriamo vie con rischio. Non dobbiamo in questo momento guardare i numeri del box office, ma essere in sala, come segnale di fiducia per il cinema e con Uma possiamo cominciare a pensare di riportare in sala anche le famiglie. Puntiamo alle 150 copie, come minimo”, queste le parole di Massimiliano Orfei per Vision Distribution. 

Uma per Tutti prende il via da un momento prolungato di insofferenza famigliare, che patisce anche del declino di quell’azienda, un tempo famosa in tutta Italia, ma proprio con il sopraggiungere di questa misteriosa Uma l’andatura storta del contesto comincia a raddrizzarsi, dinnanzi alla fanciulla affatto intimorita da quella caotica Babele famigliare, che da quel subbuglio si fa capace di far emergere il meglio di ciascuno. 

“Mi ero disegnata la sceneggiatura, fatta lo storyboard con il dop, ma non avevo calcolato le ‘incognite’ di Lillo e Sermonti, due vulcani: in una scena, in cui sono scoppiati a ridere per un mio gesto verso Dino, da grandi attori, per non rovinare la situazione, si sono abbracciati e hanno cominciato a saltare e questo è stato un dono, infatti l’abbiamo poi montata”, continua ancora la regista, restituendo lo spirito del progetto e degli interpreti. 

“Il film mi è servito per superare il trauma infantile delle punture delle api!” commenta subito Pietro Sermonti. “Questo film è un oggetto davvero anomalo, e l’amore verso Susy-regista nasce nel riconoscere una famigliarità con certo teatro delle città del Nord negli Anni ’90, e il suo amore per gli attori è davvero prezioso. Ho sentito la libertà di quando ‘da ragazzino’ in teatro facevo l’assistente: così, qui era un’anarchia organizzata fantastica. E la precisione dei caratteri, i colori dei personaggi, sono stati il balsamo che mi hanno fatto attraversare una stagione complessa per tutti”. 

Lillo, del suo ruolo da eterno bambino, dice: “è chiaramente perfetto per me, che sono così nella vita. Quando mia moglie non vi vede io gioco, l’immaturità del personaggio mi si addice molto, è stato un piacere. I video che fa il mio personaggio sono certamente il tentativo di emergere, Dante ha sicuramente derive artistiche che non ha saputo sfruttare. Io personalmente, come corrispettivo, ho la chitarra: quando solo, mi metto davanti allo specchio a fare i grandi assoli del rock”. 

“Susy, mia moglie, ha deciso di coinvolgermi con un ruolo un pò distante da me, il cattivo delle fiabe. L’atmosfera è stata famigliare, ed essere diretto da lei a volte è stata dura, mi ha anche rimproverato, trattato come dovrebbe fare un regista con un attore, tirandomi fuori però cose da interprete che mai avevo messo in scena”, racconta Dino Abbrescia del suo ruolo dark-comic. 

Il nonno, Antonio Catania, ricorda: “È una famiglia di maschi, manca la matriarca: il mio capofamiglia ha quindi un ruolo (finto) burbero per tenere insieme una famiglia un pò sfilacciata per l’assenza di una figura femminile importante”. 

“È stata la mia prima commedia, entusiasmante, una storia adorabile, dolce. Mi piace la dolcezza di Uma, l’amore che porta in casa, come parla ai bambini, una sorta di Mary Poppins in stile italiano. È un film delicato,”, commenta ancora Laura Bilgeri, la Uma del film.

Tutti per Uma è una produzione Camaleo insieme all’austriaca Ellly Film, con Vision Distribution e in collaborazione con SKY e Prime Video. Arriverà nelle sale dal 2 giugno 2021 distribuito da Vision Distribution.

 

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