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Giovanni Merla è un uomo sui quaranta, che vive insieme alla sua cara nonna di centodue anni. Dopo un passato burrascoso, è alla costante ricerca di redenzione dopo una lunga storia di tossicodipendenza. Si è ritagliato uno spazio nel mondo, vive in mezzo alla natura con i suoi amici animali, che come lui sono sopravvissuti a situazioni molto difficili. Nonostante i mostri del passato non lo lascino in pace, la natura lo aiuta a essere felice e a ritrovare sé stesso. La sua missione è salvare gli animali, ma nell'intento di sottrarre alla morte Rosi, una vitellina destinata al macello, Giovanni inciampa nel suo passato da cocainomane, rischiando di perdere tutto ciò che ha costruito con tanta fatica.

Passa al Biografilm in anteprima mondiale la docufiction Squilibrio di Luca Rabotti, una storia reale che segue persone autentiche cercando di restare il più possibile limpido e senza filtri. E’ una sorta di ritorno al neorealismo, anche dal punto di vista fotografico, con un grande lavoro in bianco e nero della direttrice della fotografia Gaia Panigalli.

“Ho sfidato la tempesta e sono stato travolto – dice Merla - Ho affrontato il mare in burrasca con una zattera e sono affondato. Il destino mi ha dato un’altra chance, l’ennesima. E come un naufrago che ha perso tutto ho dovuto fare i conti con la vita. 15 anni di cocaina non si cancellano più. Ci convivi. Arriva un giorno e accetti che con lei non puoi vincere mai. Quel giorno la luce è diversa, i colori, le cose, le facce della gente sono diverse. Ti svegli e sei nuovo. Sei ancora tu, ma più forte. Ora il sentiero è tracciato. Attorno erba alta, insidie, paura di cadere giù. Ma la via è quella giusta e l’orizzonte lontano sembra più vicino.  Grazie all’amore della mia famiglia mi sono ritrovato. Grazie ai miei animali mi salvo ogni giorno. Loro mi hanno regalato una speranza. Loro hanno ridato un senso alla mia vita”.

L’avventura comincia il 7 gennaio 2019 quando Luca, Gaia e il collettivo di artisti di Brixiart si calano totalmente nella vita di Giovanni in campagna, vivendo a stretto contatto con lui dall’inverno all’estate a Lovere, sul lago d’Iseo.

Merla ne esce come una sorta di nuovo San Francesco, dal passato maledetto, che ‘interpreta’ sé stesso cercando un equilibrio che forse non tornerà mai.

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