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Amazing Grace, film concerto girato da Sydney Pollack 46 anni fa (porta però la firma del produttore Alan Elliott, per scelta del regista), su una storica esibizione di Aretha Franklin, fino ad oggi non ha potuto vedere la luce a causa di problemi di vario genere. Ora arriva in sala come evento il 14,15 e 16 giugno con Adler Entertainment.

E' la registrazione del ritorno della star al Gospel con un disco live registrato in una chiesa battista di Los Angeles. L'inno per eccellenza dei protestanti – qui in una versione da brividi, 11 minuti con il Southern California Community Choir – diventa una straordinaria performance vocale che si arricchisce di episodi e personaggi, dal sermone del padre di Aretha all’apparizione di Mick Jagger, accorso ad applaudirla. Un’ora e mezza di puro godimento. 

Il girato è rimasto chiuso negli archivi della Warner, perché la tecnologia dell'epoca non permetteva una buona sincronizzazione delle canzoni al video. Quella performance fu dunque incisa su disco e divenne uno dei dischi gospel più venduti di sempre. Elliott, amico di Pollack, ha comprato il girato ma non è stato in grado di assicurarsi i diritti per la distribuzione del film. “Pollack sapeva di essere malato – ha spiegato alla Berlinale, dove il film venne presentato in anteprima – e mi consegnò letteralmente i destini del suo lavoro. E’ stato molto generoso da parte sua. Mi ha detto che io avrei saputo continuarlo al meglio. Gli chiesi anche se voleva che comparisse il suo nome e mi ha detto di no, anche se questo mi ha spezzato il cuore. Una delle immagini che preferisco vede Aretha cantare e Sydney alle sue spalle, mentre sta filmando”.

Nel 2015 il film avrebbe dovuto avere la sua premiere al Festival di Toronto, ma Franklin si rifiutò di concedere il permesso. “E’ questo che succede quando hai a che fare con la regina della musica – dice ancora il produttore – c’è stato un momento per cui chiunque avrebbe pagato milioni di dollari per riportarla a cantare nello stesso luogo del concerto, anche una sola canzone. Ma lei rifiutò. Tutto potevano dire ‘ok, ci parliamo, la convinciamo’ ma la verità è che nessuno aveva il potere di farlo”. Dopo la morte della cantante, i problemi legali si sono risolti. Il film è rispettoso della forma originale, non aggiunge interviste o voce fuori campo.

Semplicemente è la ripresa filmata di uno dei più grandi concerti di Aretha, in due incredibili serate che hanno richiamato tra il pubblico anche ospiti importanti come Mick Jagger e Charlie Watts dei Rolling Stones, che erano in città in quei giorni per registrare l’album 'Exile On Main Street' e sono accorsi come scolaretti ad ascoltare il loro mentore. “Ho provato per anni a contattare Jagger – dice ancora Elliott – ma non ci sono riuscito. Non è uno che ama molto le persone. Poi ho letto un articolo in cui parlava di quel concerto, e della sua esperienza di essere lì”. Anche solo per il certosino lavoro svolto, e per la sua storia travagliata, il film merita di essere visto: “Quando ho cominciato a frugare tra le scatole di girato – dice ancora il produttore – ho trovato una serie di elementi interessanti, ma spezzettati: c’era un nastro VHS con 153 minuti di montato, ma solo parte delle canzoni, e una ricevuta firmata da Alexander Hamilton, che dirigeva il coro, per 200 dollari di sessione di lettura delle labbra. Era il segno che le cose non erano andate bene. C’erano centinaia di pezzi di film senza montaggio, e di tentativo di sincronizzarli con la registrazione audio. Ce n’è voluto di tempo per arrivare a un risultato finale, ma oggi siamo qui”.

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