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Donne da tutta Europa giungevano nel laboratorio di Giovanni Boldini per farsi ritrarre. E ognuna diventava, attraverso la pittura e il suo sguardo, una nuova Venere. Il film Giovanni Boldini. Il piacere – Story of the Artist, diretto da Manuela Teatini, è stato presentato al Biografilm edizione 2021. Un documentario che ripercorre la vita dell’italiano più famoso al mondo, come è solito essere indicato Boldini (Ferrara 1842 - Parigi 1931), attraverso l’allestimento della mostra al Museo Mart di Rovereto - a lui dedicata a 90 anni dalla sua morte -, alcune sue opere e lettere, ma anche attraverso la ricostruzione di set evocanti la Belle Époque e fotografie in bianco e nero. Tra gli intervistati il presidente del Museo, Vittorio Sgarbi, e i curatori della mostra Giovanni Boldini. Il piacere, Beatrice Avanzi e Tiziano Panconi.

Più nello specifico, il film si sofferma sulperiodo trascorso da Giovanni Boldini nella Ville Lumière, durante il quale l'artista raggiunse l'apice del successo internazionale. Periodo nel quale strinse importanti rapporti con gli Impressionisti, con Proust, D'Annunzio e la “sua” marchesa Casati. Il film è accompagnato dalle voci di due attori, Alessia Patregnani e Francesco Mastrorilli.

Giovanni Boldini. Il piacere – Story of the Artist è un vero percorso d’arte. Un documentario che racconta un grande artista attraverso più dimensioni e sicuramente a colpire l’attenzione sono gli appositi set ricreati per riproporre l'atmosfera e lo stile elegante del periodo. “Ho fatto la set decoration da sola, con l’aiuto di miei amici coltissimi che hanno case di grande tradizione e mi hanno portato anche i loro oggetti, perché io cercavo cose speciali”, racconta la regista Manuela Teatini. “E’ stato faticosissimo ma anche divertente ricreare i vari set. Ho ricreato anche un set dannunziano davanti a un camino, dove abbiamo appoggiato stivali da cavallo, alcune bordature dell’esercito. Abbiamo messo tante cose che forse non si riescono a cogliere tutte ma che ricreano l’atmosfera dei salotti del tempo. Per questi set mi sono ispirata agli stessi quadri di Boldini ovviamente. Loro mi hanno dato la traccia e poi io ho aggiunto altre suggestioni facendo un’attenta ricerca”.

Giovanni Boldini è stato un pittore ritrattista, nato a Ferrara il 31 dicembre 1842, giovanissimo iniziato al disegno dal padre Antonio, pittore e restauratore di dipinti sacri e di ritratti, e anche abile copista di dipinti del Cinquecento e dei Vedutisti Veneziani. Già in quel periodo fu una celebrità a Ferrara per i suoi ritratti e gli scorci di paesaggio e, quando si trasferisce a Firenze per iscriversi all’Accademia di Belle Arti, diventa amico inseparabile di Michele Gordigiani e Cristiano Banti, con cui frequenta il Caffè Michelangelo, in quel momento punto d’incontro anche dei pittori della nuova corrente dei Macchiaioli. Il 1867 è l’anno in cui si trasferisce a Parigi per l’Exposition Universelle dove ammira le opere di Courbet e conosce i pittori Impressionisti Manet, Sisley e Degas. Poco tempo dopo, nel 1872, Parigi diventa il centro della sua ricerca artistica e pittorica, pur stando sempre in movimento, e della sua vera e definitiva fama.

Giovanni Boldini è il pittore che ha posseduto lo sguardo di tutte le donne della Belle Époque, e su questo non ci sono dubbi. Dai suoi quadri viene fuori però anche una ricerca estetica di bellezza e sinuosità. “Spesso c’era tutta una trattativa tra Boldini e le donne che da lui venivano ritratte”, aggiunge Manuela Teatini. “Prima di fare un ritratto lui le incontrava, le studiava, poi le accompagnava a scegliere vestiti e accessori che secondo lui dovevano rendere giustizia alla loro bellezza. Cosa avvenuta per esempio con Consuelo Vanderbilt, poi divenuta duchessa di Marlborough. Boldini non era d’accordo con quello che si era scelta per cui l’ha riaccompagnata da Paul Poiret, famosissimo sarto dell’epoca, costosissimo, dove andavano solo le principesse e le super miliardarie americane, e ha deciso lui tutto. E tutto ciò è riportato anche nelle varie lettere. Ad un certo punto si legge: ‘si porti i guanti mi raccomando e venga col corsetto, quello là che mi ha fatto vedere l’altra volta’. Lui le rendeva sicuramente tutte belle. Le ritraeva tutte longilinee. Volevano quindi tutte essere ritratte da lui e infatti io parlo di Boldini-mania. Studiando, leggendo e approfondendo ho capito che Boldini è stato un trendsetter, un personaggio che ha dettato un’epoca. Per un certo periodo, a Parigi, in Europa e nel mondo, esisteva solo lui per i ritratti”. 

Il piacere di Boldini fa riferimento alla sua passione per le donne, per la femminilità. Ha sicuramente avuto diverse storie d’amore con loro ma non con tutte. “Boldini apprezzava l’intelligenza, l’ironia, la follia nelle donne, quella capacità di essere diversi”, continua Manuela Teatini. “È stato molto amico della marchesa Casati, nonostante lei fosse l’amante di D’Annunzio. Si divertivano molto. La Casati organizzava feste sublimi a Venezia, al Palazzo dei Leoni, con animali, camerieri dipinti d’oro, e Boldini si divertiva come un matto”. Giovanni Boldini, tra i più virtuosi e fecondi pittori della sua epoca, ha vissuto decisamente scegliendo la bellezza, il piacere e il divertimento, senza mai smettere di cercare l’unicità delle persone che ritraeva, non solo donne ma anche passanti, avventori nei caffè e celebrità del momento, come il compositore Giuseppe Verdi. Da ricordare: ha fatto parte della prima commissione della Biennale di Venezia.

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