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CANNES - La fluidità sentimentale, sensuale e sessuale dei giovani di oggi incontra quella visiva, in bianco e nero, di Jacques Audiard, che porta al Festival di Cannes, concorrendo per la Palma d’Oro, Les Olympiades. Il titolo del film, ispirato a dei fumetti dell'americano Adrian Tomine, e scritto dal regista francese insieme a Céline Sciamma (di Ritratto della giovane in fiamme) e Léa Mysius, fa riferimento ai grattacieli del 13esimo arrondissement di Parigi. Ed è proprio qui che si svolge questa storia fatta di pulsioni, impulsi, smarrimento, nella quale si incrociano le vite di tre ragazze e un ragazzo.

Émilie (Lucie Zhang), di origini cinesi, vive nell’appartamento di sua nonna, ricoverata in una casa di cura affetta da demenza. Alla ricerca di una coinquilina, la ragazza incontra però Camille (Makita Samba), un insegnante di liceo, che sta per lasciare il proprio lavoro per dedicarsi alla sua tesi di dottorato. I due già la prima sera vanno a letto insieme, e questa situazione andrà avanti per qualche giorno, fino a quando il giovane non metterà in chiaro con Émilie che non si vuole legare sentimentalmente.

Nora (Noémie Merlant) scappa a Parigi dopo essere stata vittima di bullismo all’università per uno scambio di identità. Una sera in discoteca, indossando una parrucca bionda platino a una festa, viene presa per Amber Sweet (Jehnny Beth), una ragazza che lavora vendendo il suo corpo nelle chat sessuali online. Incontrerà anche lei Camille che, nel frattempo, dopo aver lasciato la casa di Émilie, si è messo a lavorare in un’agenzia immobiliare per mettere da parte dei soldi per il suo dottorato.

“Ho vissuto a lungo nel 13esimo arrondissement di Parigi, un luogo di grande compenetrazione sociale e culturale, dove ho visto muoversi una mescolanza di persone. È un’ambientazione che si presta bene a giochi d'amore”, racconta Audiard, 69 anni, che ha scelto una fotografia in bianco e nero per il suo film per dare “più linee e dimensioni all'architettura di quel quartiere e rendere le notti più belle”.

Come protagonisti della sua commedia il regista di Dheepan-Una nuova vita, Palma d’oro nel 2015, ha scelto “giovani, già diplomati, colti, che hanno avuto esperienze di vita differenti e anche complicazioni, e devono trovare ancora il loro posto nella società”. In un film dove i movimenti dei corpi si fondono con i suoni della voce, Audiard dona una certa musicalità alle sequenze proprio grazie alla mescolanza di lingue e culture (qui ci sono bianchi, neri e asiatici), come già accadeva nel suo precedente Il profeta, Grand Prix Speciale della Giuria sempre al Festival di Cannes nel 2009. "A volte Lucie per trovare la giusta intenzione prima recitava la battuta in cinese e poi la rifaceva in francese - conclude l'autore - Mi piace il fatto che non si capisca tutto ciò che viene detto e che la storia abbia un andamento musicale".

Les Olympiades uscirà prossimamente nelle sale italiane distribuito da Europictures in collaborazione con Cine1.

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