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CANNES - Conclusasi questa particolare 74ma edizione del Festival di Cannes, la prima dopo l’inizio della pandemia, spazio alla voce dei giurati che, sotto la guida di Spike Lee, hanno assegnato la Palma d’oro a Titane di Julia Ducournau e tutti gli altri premi.

I nove componenti della Giuria si presentano in conferenza dopo una cerimonia di premiazione estremamente caotica dove il Presidente, probabilmente in confusione per il gap linguistico, ha goffamente annunciato la Palma d’oro in anticipo. Le prime parole sono quindi di scuse da parte dello stesso Spike Lee: “Mi scuso con tutti, ho fatto davvero un disastro. Sono un appassionato di sport e questa volta devo ammettere che ho mancato la presa”.

Il regista statunitense continua raccontando il clima che c’è stato all’interno della Giuria: “è stata una vera democrazia, ognuno ha avuto l’occasione di parlare e di essere ascoltato, nel pieno rispetto reciproco”. Commentando la Palma d’oro spiega con un sorriso: “ho visto tanti film in vita mia, ma questa è la prima volta che vedo una Cadillac ‘mettere incinta’ una donna. È un film folle e geniale al tempo stesso”.

La regista di Titane, Julia Ducournau, è la seconda autrice donna a vincere la Palma d’oro. Un’occasione che si va a sommare al fatto che Spike Lee sia il primo presidente afro-discendente a capo di una giuria per la prima volta a maggioranza femminile. Tante coincidenze che fanno entusiasmare alcuni giornalisti in sala e con loro lo stesso Presidente che esclama con convinzione “è stato un Festival storico!”.

Anche la regista austriaca Jessica Hausner ci tiene a commentare il premio a Julia Ducournau, specificando: “Non abbiamo mai pensato che la regista fosse una donna. Quando parlavamo del film non lo abbiamo mai considerato. Quando abbiamo preso la decisione ci siamo resi conto che avevamo premiato una donna e ne eravamo davvero felici”. Mylène Farmer, in tal senso, ci tiene a ringraziare tutti i suoi “compagni di viaggio” ed esprimere la sua felicità per la vittoria di Titane, “un film che non meritava di essere sottostimato”.

L’attore franco-algerino Tahar Rahim, celebre per il suo ruolo ne Il profeta, descrive l’esperienza in Giuria: “Abbiamo visto 24 film in 10 giorni, purtroppo non ci sono altrettanti premi. Abbiamo discusso molto, c’erano diversi punti di vista, ma grazie al grande Spike Lee ce l’abbiamo fatta”. La qualità dei film in Concorso ha portato la Giuria ad assegnare addirittura due ex-equo (Gran Prix e Premio della Giuria), in tal senso, il regista brasiliano Kleber Mendonça Filho ci tiene invece a specificare “due anni fa anche io ho condiviso il Premio della Giuria, ed è stata una cosa meravigliosa”.

L’attrice Maggie Gyllenhaal tranquillizza il suo Presidente di Giuria, specificando che i suoi errori durante la cerimonia sono stati “un’iniezione di umanità”. Poi aggiunge: “è stata una esperienza che mi ha molto ispirata. Mi è piaciuto tantissimo il fatto che fossimo un gruppo di persone sensibili e intelligenti eppure non c’era niente su cui fossimo interamente d’accordo”.

Solo ringraziamenti e saluti, infine, per gli ultimi componenti della giuria: Song Kang-ho, protagonista di Parasite, che si dichiara “onorato e felice di essere a Cannes”, e l’attrice conosciuta in tutto il mondo per il suo ruolo in Bastardi Senza Gloria Mélanie Laurent che con un sorriso sincero afferma: “mi mancherete tutti!”.

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