/ ARTICOLI

LOCARNO. Yaya e Lennie - The Walking Liberty, il film d’animazione di Alessandro Rak, ha incantato il pubblico di Piazza Grande. Il nuovo lungometraggio della Mad Entertainment arriva sul grande schermo del Festival di Locarno con una storia che parla di amicizia e libertà e con una costruzione visiva sorprendente e affascinante. Un sogno ad occhi aperti che riesce a divertire e nello stesso tempo a far riflettere, legandosi anche in questo senso ai precedenti L’arte della felicità e Gatta Cenerentola.

“Yaya e Lennie ha un tema che lo caratterizza e lo assimila alle nostre produzioni e agli altri film di Alessandro Rak: parla di relazioni umane, di rapporti tra gli uomini. È un tema complesso, volutamente complesso. Ma crediamo fortemente che il cinema debba fare proprio questo, essere capace di veicolare contenuti importanti, in tanti casi difficili, nella maniera più comprensibile possibile. E per quanto ci riguarda vorremmo dare il nostro contributo perché finalmente il cinema d’animazione non sia più considerato solo come un prodotto per bambini, con temi distensivi, facili e pedagogici. E infatti Yaya e Lennie ci racconta una storia di amicizia sullo sfondo di una società futura che deve sopravvivere al disastro ecologico e a un potere autoritario e disumano. È la storia di un’amicizia, di un amore nel senso più profondo del termine tra due persone sole, che hanno mille problemi dentro di loro e mille difficoltà in un mondo ostile”.

Il produttore Luciano Stella, che insieme a Maria Carolina Terzi ha reso possibile questo terzo lavoro di Rak, ha le idee molto chiare. Lo scopo, a suo avviso, era di realizzare un film che mantenesse il senso del meraviglioso ma che al tempo stesso prendesse posizione sui gravi problemi che oggi l’umanità ha di fronte.

Per il regista si è trattato di una vera e propria scommessa: “Lo abbiamo realizzato in tempo di lockdown, teoricamente eravamo avvantaggiati rispetto ai colleghi perché il lavoro per realizzare l’animazione si svolge al chiuso, ognuno nel suo studio e di fronte a un computer. In realtà, credo che nelle immagini sia molto visibile la voglia di uscire all’aperto che vivevamo un po’ tutti in quel periodo, un desiderio che chi fa il nostro mestiere in realtà sperimenta ogni volta. È un film che nasce in sostituzione di un altro progetto che per il momento abbiamo accantonato, ma in cui abbiamo comunque creduto dal primo momento in cui abbiamo messo a fuoco la storia che volevamo raccontare. È un film che tocca questioni attuali e ci ricorda che il futuro è frutto delle nostre azioni, e che proprio per questo motivo tutti noi siamo chiamati alla responsabilità. È il futuro in cui dovranno vivere quelli che verranno dopo di noi, proprio come i due giovani protagonisti del film”.

A chiarirci  più nel dettaglio la genesi di questo progetto è Carolina Terzi, anche lei produttrice del film: “È vero, Yaya e Lennie nasce da un'altra idea che avevamo già sviluppato e sui stavamo lavorando da un po’ di tempo, la storia di una ragazzina che per inseguire la nonna finisce nel regno dei morti, poi però ci siamo dovuti bloccare quando è uscito Coco… non potevamo combattere con la Pixar, così abbiamo deciso di cambiare strada e sono felice che questo cambio di rotta ci abbia portato a un film che racconta i sentimenti fra le persone, l’amore per la natura, la voglia di cambiare il mondo”. L’animazione del film è molto complessa, cattura l’attenzione dello spettatore e non risparmia effetti visivi che nulla hanno da invidiare agli effetti speciali che sono ormai diventati un passaggio obbligato per i blockbusters americani.

Secondo Terzi “l’animazione che Alessandro Rak e i suoi collaboratori hanno immaginato per questo film è più evoluta, più adulta rispetto ai film precedenti. Realizzare un film che narrasse una vicenda complessa e facesse riflettere lo spettatore era il nostro primo obiettivo, e l’accoglienza che abbiamo ricevuto mi conforta”. Il film immagina infatti due ragazzi, lei combattiva e affascinante lui invece grande e grosso ma con un evidente ritardo mentale in una giungla nata sulle vestigia di una città del ventunesimo secolo. I loro nemici sono soprattutto i soldati di un governo spietato che vuole avere un controllo assoluto e totale sulle giovani generazione, ma nel corso di questa avventura faranno vari incontri: un gruppo di scalcinati rivoluzionari, una comunità che vive secondo i dettami della vecchia cultura hippie, un giovane ufficiale dello stato che vuole differenziarsi dai metodi autoritari e dittatoriali dei suoi colleghi. Ci sono molti colpi di scena, alcuni decisamente inaspettati, ma emergerà evidente la tesi che il regista sostiene: l’amicizia e la relazione tra esseri umani sono, anche nel futuro terrificante tratteggiato dal film, le uniche forme di sopravvivenza possibili. 

Yaya e Lennie uscirà in sala a novembre distribuito da Nexo, per quattro giorni, come evento speciale.

 

VEDI ANCHE

LOCARNO 2021

Ad