/ ARTICOLI

VENEZIA - “Il rap ha del contenuto, la trap no, ma lo facciamo apposta”: in questa frase enigmatica si nasconde la complessità e, in un certo senso, la fragilità del protagonista di Lovely Boy, il nuovo film di Francesco Lettieri, che firma la sua seconda regia dopo il successo targato Netflix di Ultras. Il film presentato nella selezione ufficiale delle Giornate degli Autori di Venezia è un prodotto Sky Original e continua nel tentativo dell’autore di affondare le radici in ciò che più affascina e spiazza del contemporaneo.

Nic (Andrea Carpenzano) è un trapper in rampa di lancio per il successo, conosciuto come Lovely Boy con il suo partner Borneo forma un duo che si sta rapidamente affermando nell’ambiente musicale romano e nazionale. Porta con sé, però, un peso che si fa sempre più grave, quello della tossicodipendenza, che, raggiunto il punto di rottura, lo costringerà a cercare aiuto in un centro di riabilitazione nascosto tra i monti. I due archi narrativi, quello di perdizione e quello di rinascita, sono raccontati in parallelo con continui salti avanti e indietro nel tempo. A fare da punto di riferimento per non perdersi nelle linee spazio temporali sono i tatuaggi sul volto di Nic, tipici dei trapper, che rappresentano quasi una mappa degli eventi passati e futuri del musicista.

“Abbiamo girato due film diversi, scritti e girati separatamente – racconta Francesco Lettieri - abbiamo usato approcci completamente diversi, anche nelle stesse ottiche. A Roma il ritmo è frenetico, la camera è mossa, c’è tanta musica. Bolzano è la sua antitesi, inquadrature fisse e ampie, lenti carrelli, non ci sono musiche, c’è molto più silenzio tra le battute. Raccontarle in ordine cronologico sarebbe stato molto più scontato, l’idea di non seguire troppo un flusso narrativo rende il film più contemporaneo”.

Il viaggio che lo spettatore compie nel mondo della trap è indubbiamente affascinante, una dinamica già vista, quasi classica, ma al tempo stesso un qualcosa di nuovo ed estremamente fresco, al passo con i tempi e perlopiù sconosciuto per la maggior parte di noi, che la osserviamo da lontano, senza comprenderla del tutto. “Abbiamo studiato tanto – continua il regista - principalmente storie di Instagram, che è stata la nostra prima fonte. Ci siamo resi conto che il rischio più grande poteva essere quello di scimmiottare il mondo reale, per cui l’operazione è stata quella di creare un mondo originale, fatto di costumi, di tatuaggi, di canzoni originali, un mondo realistico, ma di finzione”.

Fondamentale nella costruzione di questa finzione narrativa è la scelta di affidarsi nel ruolo principale ad Andrea Carpenzano, astro nascente del cinema italiano che aveva già dimostrato di sapere immergersi proficuamente in un personaggio respingente e divorato dal successo, quale il calciatore protagonista del film Il campione. L’attore, con il suo fisico dinoccolato, col suo volto e suoi capelli perennemente cangianti e la sua espressione sofferente e annoiata, è sempre credibile nel ruolo di Lovely Boy. “Sono andato a osservazione – rivela – il movimento, il modo di parlare, di usare il telefono. Osservare è stato un approccio importante per me. Prima di scegliere un personaggio, lo leggo, vedo se c’è un pensiero, se è un pensiero negativo va bene, è già un qualcosa che mi spinge. Sto cercando di variare nei ruoli, per quanto possa fare".

Il film, prodotto da Indigo Film e Vision Distribution, sarà distribuito su Sky Cinema e in streaming su Now TV a partire dal 4 ottobre.

VEDI ANCHE

VENEZIA 78

Ad