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Palma d’oro al Festival di Cannes, il film Titane di Julia Ducournau conferma il talendo dell’autrice dopo il debutto Raw di cinque anni fa, nel ramo del body horror cronemberghiano ed inquietante. In Italia è rimasto impresso  lo scherzoso commento di Nanni Moretti sulla vittoria della pellicola al Festival: “Invecchiare di colpo. Succede. Soprattutto se un tuo film partecipa a un festival. E non vince. E invece vince un altro film, in cui la protagonista rimane incinta di una Cadillac. Invecchi di colpo, Sicuro”.

Il film – ça va sans dire – mette a dura prova lo stomaco degli spettatori, tra sesso, violenza, corpi deformi e tante automobili. Ha una trama intricata e non è piaciuto a tutti. Eppure ha vinto, ed è un segno dei tempi. Forse un sintomo d’incertezza, forse un grido al cambiamento.

Singolare, certamente, che sia stato scelto per il riavvio del cinema Troisi in Via Induno, una rinascita voluta dall’Associazione Piccolo America, proprio a due passi dal Nuovo Sacher gestito da Nanni in Largo Ascianghi (chissà se gli fischiano le orecchie). La sala riapre dunque dopo 8 anni di chiusura, e a 10 dall’inizio delle attività del Piccolo America, doppia occasione per festeggiare. La rinascita del Troisi è “il coronamento del sogno di riaprire un luogo di cultura, un’isola per chi non c’era e per chi, come i ragazzi del Piccolo America, vuole attraversare e vivere il centro della Capitale”, dice il presidente dell’associazione Valerio Carocci. “Uno dei motivi che ci ha portato a candidarci al bando per la gestione del Troisi - continua Carocci - è l’intuizione di poter realizzare anche un’aula studio, aperta h 24. Un luogo che abbiamo sognato per Roma sia da quando, nel 2011, abbiamo iniziato a riunirci come assemblea, nucleo originario di quella che sarebbe diventata, tre anni dopo, l’Associazione”.

La pellicola, distribuita da I Wonder Pictures, è accompagnata dalla regista e dal protagonista Vincent Lindon. Ma la programmazione proseguirà anche con pellicole più commerciali e di richiamo come 007 – No Time To Die. “Non abbiamo fatto quello che abbiamo fatto – prosegue Carocci – perché eravamo cinefili. Bertolucci diceva che di cinema sapevamo poco o nulla. Ma lo abbiamo fatto per avere uno spazio, che ci potesse abituare a vivere il cinema in uno spazio urbano come un operatore culturale vivente. Ad esempio in queste ultime settimane abbiamo riattivato l’illuminazione di Via Induno e ripulito le strade”.

“Sono molto impressionata dalla forza del team – dice Ducornau – è una storia incredibile e mi commuove moltissimo. Un cinema che si apre è sempre una festa, voglio dire grazie per il coraggio, per la gioventù e per averci qui in casa vostra, è un grandissimo onore”. Landon dice invece: “Non è solo l’apertura della sala a colpirmi, ma anche l’atto politico, affermare il cinema nel momento in cui il mondo si rivolge alle serie e alle cose di facile consumo. Questo mostra che al di là di Internet ci sono cose formidabili e film che vanno visti innanzitutto al cinema, senza interruzioni, concentrati solo sul film. E’ una vera lotta titanica, sono davvero molto commosso, nella vita non mi è capitato frequentemente di provare emozioni forti come quelle che sto provando qui. E’ un atto di estremo coraggio che ha richiesto grandi sacrifici”.

E a proposito di politica, non potevano mancare i commenti delle istituzioni.

“L’apertura del nuovo Troisi – dice il Ministro della Cultura Dario Franceschini – è una bella notizia per la città di Roma, per gli appassionati del grande schermo e per tutto il mondo del cinema italiano. Il Ministero ha sostenuto e supportato il progetto di riammodernamento e trasformazione tecnologica portato avanti dal Piccolo America che ha lavorato per la riapertura della sala, all’interno della struttura dell’ex Gil a Trastevere, progettata negli anni ’30 da Luigi Moretti. Quest’operazione è stata resa possibile anche grazie ai fondi del MIC previsti nel piano straordinario per il potenziamento delle sale cinematografiche e polifunzionali. Ingenti le risorse messe a disposizione: dal 2017 al 2021 sono stati erogati 120 milioni di euro per l’ammodernamento e la riapertura dei luoghi dove vivere le emozioni del cinema. Un plauso al Piccolo America per il lavoro che sta portando avanti”.

“Dopo 10 anni di battaglie e ostacoli burocratici superati – dice il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – l’apertura del Troisi è un traguardo per l’intera città. La storia di questo gruppo, che parte da un atto illegale, è diventata il simbolo di una rivoluzione culturale per il riscatto di Roma. Da anni, quest’onda di ragazzi appassionati invade con il cinema le piazze delle nostre città, del centro e della periferia. E’ l’emblema di una nuova generazione che, accettando la strada della legalità, innesca la rinascita culturale e sociale di Roma con tenacia e potenza”.

“Questa importante novità in città – dice la sindaca di Roma Virginia Raggi – favorirà una nuova fruizione degli spazi di questo storico cinema e permetterà ai romani di godere anche della visione di film alternativi alle pellicole dei circuiti principali. E’ simbolico e significativo, inoltre, che l’apertura avvenga alla vigilia della 16ma edizione della Festa del Cinema di Roma, che quest’anno si svolgerà dal 14 al 24 ottobre”. In chiusura Carocci ci tiene a ringraziare “le nostre famiglie, che hanno dato in garanzia le loro case consentendoci di realizzare il progetto, grazie all’apporto e al confronto con BNL Paribas che ha concesso la linea di credito. Se siamo qui è grazie anche alle nostre mamme, papà e nonni”.

Sulla "polemica" con Moretti Ducaurneau chiede "ma ha visto il film? Perché se non lo ha visto come fa a giudicare? Per favore, Nanni, guardalo", e poi ha modo di sottolineare che per lei questo "è un periodo storico per le cineaste, un momento chiave anche se non so a che velocità si realizzerà". "Dobbiamo ricordarci però che il cinema è solo una parte molto piccola, nella lotta per l'uguaglianza, e che nella prospettiva più ampia c'è ancora molta strada da fare" sottolinea.

Così come un certo legame col cinema italiano: "Da teenager ho scoperto il neorealismo, che ha cambiato la mia visione su molte cose. Quei film sono stati un'influenza nel mio lavoro, magari non diretta, ma sono rimasta conquistata delle libertà di autori come Pasolini e Fellini nella loro arte. Sogno di essere libera come loro". La regista ama molto anche Dario Argento, "la sua influenza su di me è stata ancora più diretta. Amo soprattutto Suspiria... mi è piaciuta anche la versione che ne ha fatto Guadagnino". Da Hollywood stanno già arrivando inviti? "Non posso dire nulla - risponde sorridendo -. Lavorare lì sarebbe un'esperienza molto diversa, il regista raramente è anche autore".

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