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Il film Havana Kyrie di Paolo Consorti è tra i film italiani selezionati dal Festival Internacional del Nuevo Cine Latinoamericano, insieme a Martin Eden di Pietro Marcello e Citizen Rosi di Didi Gnocchi e Carolina Rosi. Nel cast, oltre a Franco Nero, ci sono Ron Perlman, Jorge Perugorria, Jacqueline Arena, Luca Lionello, Federico Pacifici, Riccardo Mei, Caterina Boccardi e Nicola Anselmi. La storia è quella di un vecchio maestro rossiniano in crisi, che si ritrova, suo malgrado, a dirigere un coro di bambini a l’ Avana. Il suo carattere burbero ed austero dovrà̀ fare i conti con i colori e l’allegria cubana e con un fugace passato vissuto nell’isola. Un film introspettivo che indaga sulle disillusioni di chi è vittima di sé stesso e della sua chiusura al mondo. Girato a Cuba e sostenuto dal Mibac, ha ottenuto un grande riscontro al Chinese Theater di Los Angels. In quella occasione ha ottenuto il plauso del regista premio Oscar per Green book Nick Vallelonga.  

“Il film è estremamente affascinante e sentimentale – ha detto Vallelonga - mi sono commosso numerose volte ed ho ed il finale è pieno di gioia,un film magnifico, e  la recitazione di Nero è eccezionalmente bella e poetica; è come se avesse preso tutto dalla sua leggendaria opera artistica, nonché la sua vita straordinaria e l’avesse rovesciato in questo unico personaggio.”

Per l’occasione abbiamo intervistato in esclusiva Franco Nero. “Il film è nato quasi casualmente – spiega l’attore – quattro anni fa ero in vacanza a Cuba con uno dei produttori, Franco Faggiani e sua moglie, forse quattro o cinque anni fa, eravamo in un posto vicino a L’Avana, e Franco mi disse: “Sai, sanno che ti trovi qui a Cuba, ti vorrebbero in tv…”, non ero così propenso poiché ero in vacanza. Successivamente, tramite una sua conoscenza sapemmo che c’era il direttore dell’ICAIC (Centro Nazionale di Cinematografia Cubano) che voleva incontrarmi. Quando ci siamo visti mi disse del desiderio di volermi far girare un film a Cuba. Avevo una storia molto significativa, tra bambini e boxe ma non l’avevamo né in spagnolo né in inglese. Poi parlando con il regista e mio amico, Paolo Consorti, insieme a Franco Faggiani siamo andati a Cuba, a fare dei sopralluoghi, e cominciare a scrivere un inizio di sceneggiatura. E fu scritta una storia; una volta consegnata il budget si rivelò spaventoso, i cubani non erano molto propensi a dare denaro e noi avremmo dovuto finanziarlo fino all’ultimo centesimo. La sceneggiatura era stata completata, tornammo a Cuba e venni a sapere che a Mariela Castro, figlia di Raùl, ex presidente cubano, la storia piacque molto, volle conoscermi e così iniziò. La Vedado film, di Gabriel Beristein quando ha saputo che c’ero anch’io ha proposto di mettere il 50%. E’ stato fatto un accordo, questa è la prima in coproduzione italo- cubana, e non sapevo che tra i duecento paesi in cui sono molto popolare, c’è anche Cuba. Pensi, mentre ero lì a girare il film, hanno fatto una retrospettiva di una settimana dedicata a tante mie pellicole. Un’ idea di una scena significativa del film viene dal grande pianista Arturo Benedetti Michelangeli, che abbandonò la scena a metà di un concerto, provocando grande sgomento nel pubblico. E’ un film un po’ particolare, che ha già vinto più di dodici festival, tra cui anche in India, a Mubai. Ci siamo accorti della bellezza di questo film a L’Avana, a dicembre 2019, con una sala di 3000 posti, avendo ricevuto applausi a scena aperta. A febbraio 2020, un’altra proiezione, al Chinese Theatre di Hollywood, all’interno del Los Angeles-Italia Film, Fashion and Art Fest, ha riscosso altrettanto successo. Era pieno di registi, attori, produttori, cui si è unita la dichiarazione di Vallelonga”.

Con la musica Nero ha un rapporto speciale, che al cinema era stato già sottolineato da Forever Blues, di cui era anche regista. “Sono pazzo per la musica – dichiara – e in quel caso mi ero dedicato alla passione per il jazz, il dixieland e il blues, ma sono nato a Parma, la città della lirica. A 17 anni facevo la comparsa al Teatro Regio, il più importante del mondo, perché lì la gente se ne intende. Si accorgono anche delle piccole stonature e se un cantante sbaglia parte un coro di ‘bu’. I più grandi ci sono passati: La Callas, la Tebaldi, Di Stefano. Dicevano ‘se ce la facciamo qui ce la possiamo fare in tutto il mondo’. Quando venne proiettato a Los Angeles il direttore del festival di New Orleans mi contattò dicendo che voleva farlo vedere al pubblico, colsi l’occasione per portare anche la mia orchestra e facemmo un concerto. Poi a Ravenna era stato invitato il maestro Muti, che di solito se ne andava sempre a venti minuti dall’inizio del film, fu dunque una grande soddisfazione a fine proiezione vederlo ancora presente a interessato. Io avevo detto che si trattava di un piccolo film. Lui venne e mi disse ‘non lo dica mai più. Questo è un grande film!’”.

In Havana Kyrie c’è anche Ron Perlman: “E’ stato lui a insistere per partecipare. Era amico del produttore messicano e chiese di esserci, la sua parte non c’era, l’abbiamo creata apposta. Abbiamo avuto una bellissima relazione, era un po’ intimidito dalla mia presenza, devo dire, ma è andato tutto bene”. L’anteprima di Havana Kyrie si tiene questa sera, 22 settembre, alle ore 19.00 alla Casa del Cinema di Roma, in collaborazione con Visioni&Illusioni -Presidente Associazione Ettore Spagnuolo,Presidente Onorario Giuliano Montaldo. Responsabile Evento e Comunicazione Francesca Piggianelli Presidente Associazione culturale Romarteventi.

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