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SAN SEBASTIAN - "La vie est un rêve dans un rêve" (la vita è un sogno dentro un sogno), afferma Dario Argento, protagonista di Vortex di Gaspar Noé. Questo film francese ha vinto il massimo premio della sezione Zabaltegi Tabakalera alla 69ma edizione del Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián. A questa sezione sperimentale, che si svolge nelle due sale della Tabakalera, un museo d’arte contemporanea inaugurato tre anni fa, hanno preso parte cineasti quali Kirill Serebrennikov, Radu Jude, Péter Kerekes, con opere già presentate, e in alcuni casi premiate, a Berlino, Cannes, Venezia.           

La caratteristica peculiare di San Sebastián rispetto ai big "rivali" che lo precedono nel folto calendario festivaliero è quella di puntare anzitutto ad ampliare le prospettive culturali e cinematografiche dell’intera penisola iberica. Libero dalle nevrosi delle "anteprime mondiali" a tutti i costi, delle superstar da far sfilare senza sosta sul red carpet, José Luis Rebordinos dirige San Sebastián in maniche di camicia, costantemente rilassato. Grande cinéphile e specialista di cinema horror, El Rebor in passato aveva diretto la tuttora popolarissima Semana de Cine Fantástico y de Terror di San Sebastián (vedi link)        

La sua innovativa gestione ha espanso via via le ambizioni del Festival, il quale si può oramai comparare, per molti versi, alla nostra acclamatissima Biennale di Venezia. In attività cioè per dodici mesi all’anno e su molteplici livelli: scuola internazionale di cinema; polo coproduttivo per filmmaker internazionali, in particolare per quelli dell’America Latina; centro di ricerche storiche; archivio filmico e laboratorio di restauro; ente per lo sviluppo della produzione cinetelevisiva nei Paesi Baschi. Tutto ciò in vista dei festeggiamenti previsti per celebrare in pompa magna il 70° anniversario nel 2022.         

I network televisivi iberici, pubblici e privati, si disputano i tabelloni pubblicitari lungo i viali del centro storico di San Sebastián, competendo ad armi pari con giganti mondiali quali Netflix, Amazon, HBO. Abbiamo avuto il piacere di apprendere a San Sebastián da Marco Chimenz, CEO Cattleya, che la sua compagnia, tra i leader del mercato europeo, sta aprendo una filiale a Madrid al fine di svilupparvi delle produzioni seriali di notevoli ambizioni.            

Tra polemiche feroci e ovazioni da parte del pubblico, Johnny Depp si è meritato il Premio Donostia alla carriera. Ha tenuto una conferenza stampa sotto forma di autoanalisi, avvincente come i suoi migliori film (vedi video).

Un altro Premio Donostia alla carriera è stato attribuito a Marion Cotillard. La giuria ufficiale della sezione competitiva presieduta dalla regista georgiana Déa Kulumbegashvili ha assegnato cinque dei massimi allori a cineaste donne. Concha de Plata: Crai nou / Blue Moon (Romania) di Alina Grigore. Premio speciale della giuria: Earwig (Gran Bretagna, Francia, Belgio) di Lucile Hadzihalilovic. Concha de Plata per la miglior regia: Du som er i himlen / Like in Heaven (Danimarca) di Tea Lindeburg. Concha de Plata per la migliore interpretazione, assegnato ex aequo: Flora Ofelia Hoffman Lindahl per Du som er i himlen / Like in Heaven (Danimarca); Jessica Chastain per The Face of Tammy Faye (Stati Uniti) di Michael Showalter. Concha de Plata per la migliore interpretazione non protagonista: il cast di Quién lo impide / Who’s Stopping Us (Spagna) di Jonás Trueba. Premio della giuria per la migliore sceneggiatura: Terence Davies, Benediction (Gran Bretagna). Premio della giuria per la migliore direzione della fotografia: Claire Mathon, Enquête sur un scandale d’état / Undercover (Francia) di Thierry de Peretti.

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