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La seconda giornata del Ca’ Foscari Short Film Festival porta a Venezia, seppur virtualmente, il mondo di Tsukamoto Shin’ya. Il regista giapponese (ma anche produttore, sceneggiatore, interprete e scenografo), che nel corso della carriera è riuscito a creare una sua personale idea di cinema visionario, è stato intervistato dalla direttrice artistica Roberta Novielli e ha ripercorso la sua carriera facendo riferimento ad alcuni film che ne hanno rappresentato dei momenti importanti.

Tetsuo, del 1989, è stato il primo film citato nella conversazione, così come è stato il primo film girato in 16mm che ha consacrato la popolarità di Tsukamoto e che ha ottenuto il Gran Premio al Fantafestival di Roma. Successivamente Tokyo Fist, prodotto nel 1995 e importante per la potenza visuale del cinema del regista; poi ancora Bullet Ballet del 1998 fino ad arrivare a un’altra pietra miliare della sua carriera: A snake of June, prodotto nel 2002, che è stato il primo film di Tsukamoto proiettato nelle sale cinematografiche italiane.

Il regista ha preso in considerazione anche Vital del 2004, Hazedel 2005, Kotoko del 2011, per cui ha vinto il premio come miglior film nella sezione Orizzonti del 68° Festival di Venezia, fino ai più recenti Fires on the Plain – Nobi del 2014 e Killing – Zan del 2018, entrambi in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia ed entrambi focalizzati sulla denuncia dell’iniquità della guerra.

Prosegue anche il Concorso internazionale, con la proiezione di altri 12 cortometraggi all’Auditorium Santa Margherita. Nel primo pomeriggio sono stati presentati The Balloon Catcher, corto di animazione giapponese prodotto da Isaku Kaneko, che con le sue immagini divertenti parla di un tema molto attuale: la diversità; Yard Kings del portoghese Vasco Alexandre, un cortometraggio che tratta della violenza domestica subita da una madre attraverso gli occhi della figlia Ellie, una bambina di 9 anni; The Next One del regista ceco Dominik György, ambientato nella Cecoslovacchia del 1989 e incentrato sul valore del libero arbitrio, in relazione al tema dell’aborto; Vegetariani di Marco Mazzone, un corto italiano ambientato nel Sud Italia che, con questo titolo provocatorio, critica la caccia attraverso l’analisi del rapporto tra un figlio e il padre che lo porta a caccia facendolo sparare per la prima volta con un fucile; Days Lost, della regista serba Jovana Avramovic, che in 20 minuti racconta della disillusione e della ricerca del suo posto nel mondo di una ragazza di diciotto anni, dopo la morte dell’unica persona che riteneva importante, il fratello.

Chiffon di Roopkatha Purakayastha è un cortometraggio indiano in cui la vita di Bijoli, una sarta per abiti che conduce un’esistenza solitaria, viene sconvolta dalla visita inaspettata di un uomo. A seguire, altri sei corti: The boy who walked barefoot, film polacco diretto da Gracjana Piechula, che si focalizza sulla storia di un garzone molto semplice che ha un legame speciale con gli animali ma che è considerato strano dalla ragazza dei suoi sogni.

Il ragazzo decide di voler diventare un uomo e per questo sacrificherà parte della sua vita; Dayfly,corto del regista cinese Yi Baoxingchen in cui vita e morte sono considerate effimere, processi tanto corti quanto meravigliosi che si incrociano continuamente nell’universo che cicirconda; Pile of salt, dello spagnolo Marc Camardons, dove Mateo, diligente seminarista, è portato a scontrarsi con delle pulsioni risvegliate in lui da un compagno di corso. L’animo del protagonista viene angosciato da un contrasto tra le norme della fede e questi istinti, condannati dalla fede in cui Mateo crede; Weightlessness, corto prodotto nella Federazione Russa dalla regista Lyubov Knyazeva, che attraverso tecniche di fotografia molto particolari racconta della crisi artistica di un giovane ballerino; The Heart of the Volcano, diretto dalla regista Montserrat Cattaneo, corto tedesco ambientato nella natura e dallo sfondo magico. Uno dei personaggi, infatti, è uno stregone, che ha maledetto l’anima del padre della ragazza protagonista, la quale dovrà cercare un modo per salvare il padre all’interno di un vulcano; The Other, corto iraniano di Ako Zandkarimi e Saman Hosseinpour, dove un uomo curdo molto religioso e tradizionalista comincia a sospettare che la moglie abbia avuto una relazione con un altro uomo, dopo la morte della stessa.

Durante la mattinata, come da consuetudine, sono stati proiettati i video vincitori della 17°edizione del Video Concorso “Francesco Pasinetti”, un concorso incentrato sul territorio, aperto ai ragazzi più giovani. Successivamente è stato dedicato uno spazio ai programmi speciali: Young filmmakers at Ca’ Foscari, un programma che si svolge da quattro anni, pensato per fare da vetrina ai titoli realizzati dagli studenti del Master in Fine Arts in Filmmaking dell’Università Ca’ Foscari e Films in Venice and Filming Venice, dove sono stati mostrati i video frutto dell’omonima Summer School, alla sua terza edizione. Infine è stato presentato il programma speciale Lo Sguardo Sospeso, un progetto curato da Elisabetta di Sopra, che conclude l’approfondimento dedicato alle opere di videoarte italiana formalmente collegabili all’animazione e presenti nell’archivio Yearbook, Annuario di Videoarte Italiana nel periodo compreso tra 2006 e 2021.

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