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LIONE - Con due soirées grandiose in ricordo del cineasta lionese Bertrand Tavernier scomparso mesi fa, si è aperta l'edizione 2021 del festival Grand Lyon Lumière, la tredicesima. 

Inaugurazione alla Hall Tony Garnier. 5.000 spettatori in piedi hanno dedicato un’ovazione in memoria del concittadino Tavernier, presidente sia del festival che delle attività tentacolari dell’Institut Lumière di Lione, diretto da Thierry Frémaux. Tra i numerosi ospiti vip che sono sfilati sul palcoscenico, Paolo Sorrentino, il produttore Lorenzo Mieli e l’attore Filippo Scotti. Il megatrailer del festival include un particolare hommage a Diego Armando Maradona collegato all’anteprima francese a Lione di È stata la mano di Dio.         

Tra gli ospiti illustri, Philippe Sarde, il compositore di 300 colonne sonore. La sua celebre Chanson d'Hélène, su testi di Jean-Loup Dabadie, è stata cantata da Alain Chabat e Irène Jacob, accompagnati dal pianista Didier Martel.  Citando il poeta Bukowski, l'attrice Irène Jacob, neopresidente dell'Institut Lumière, ha confidato la propria emozione nell'assumersi una simile responsabilità: "Fai attenzione, ci saranno degli ostacoli, eppure s’intravvedono degli sprazzi di luce da qualche parte. Possono essere pochi, ma battono il buio".

Tre clown scatenati, Benoît Poelvoorde, Édouard Baer e Alain Chabat, hanno dato il la a un coro in tutte le lingue ripetendo come un refrain le stesse cinque parole. François Damiens in fiammingo, Paolo Sorrentino in italiano, Maggie Gyllenhaal in inglese, Joachim Trier in norvegese. E la diva almodovariana Rossy de Palma ha concluso in spagnolo: "¡Declaramos el festival de Lyon abierto!".

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