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Un secondo e un pugno di fotogrammi in cui compare la figlia 14enne, studentessa modello impegnata a trasportare pesanti sacchi di farina, che però non vuole più saperne di lui dopo che il padre è stato condannato ai lavori forzati. Quel pezzetto di pellicola è l'ossessione di Zhang (Zhang Yi), che fugge dal campo di lavoro e attraversa il deserto, rischiando tutto per poter vedere un cinegiornale in cui appare per un attimo l'amata figlioletta. Nel frattempo farà la conoscenza con un'orfana e ladruncola (Liu Haocun) tra fughe, rincorse, pellicole rigate e lavate per togliere la polvere, il tutto raccontato con stile chapliniano (viene in mente in particolare Il monello) e con scene in cabina di proiezione che ricordano Nuovo Cinema Paradiso.

Ostacolato dalla censura, ritirato prima dal Festival di Berlino e poi dal Golden Rooster, arriva finalmente in anteprima alla Festa di Roma One second, il nuovo film di Zhang Yimou che sarà distribuito da Fenix Entertainment e Europictures, La storia distributiva di One second inizia alla vigilia della Berlinale 2019, quando con un annuncio sui social, il film viene ritirato per 'problemi tecnici'. In effetti dietro queste vaghe espressioni si nasconde sempre qualche forma di censura poiché i film cinesi vengono sottoposti a vari controlli, sia in fase di sceneggiatura che nella versione montata. Questo in particolare, nonostante il grande prestigio internazionale del regista (con tre candidature agli Oscar e premi in tutti i festival principali per film come Lanterne rosse e Ju Dou), potrebbe essere stato definito "inappropriato" da un punto di vista del contenuto generale, rendendo così impossibile al regista un intervento in tempi brevi. Alcune modifiche vennero apportate in vista del Festival di Cannes, ma non andò bene neanche stavolta. Poi il film venne ritirato anche dai Golden Rooster Awards 2019, i David di Donatello cinesi. Mentre l'uscita in sala in Cina è stata permessa ed è avvenuta il 27 novembre 2020 con discreto successo. Nel frattempo il regista ha girato la gangster story Under the light e ha rimontato One second ammorbidendo le critiche al periodo della Rivoluzione Culturale, in cui è ambientato.

Avendolo visto possiamo dire che di quell'epoca One second mostra la retorica estrema e i metodi coercitivi, ma lo fa con uno stile slapstick e mettendo in campo anche una nostalgia profonda per quel pubblico ingenuo e appassionato, che aspetta con fervore quasi religioso la proiezione dell'epico Figlie e figli eroici e si affolla nella sala di un villaggio polveroso e misero dove lo schermo è allestito con un lenzuolo e spettatori di tutte le età guardano il film sia davanti che 'dietro' lo schermo. L'uomo più stimato e rispettato in paese è Mr. Film, il proiezionista impeccabile, esperto persino nella tecnica del loop, devoto nel proteggere le 'pizze' riposte nelle classiche scatole di metallo e trasportate in motocicletta da un villaggio all'altro. Una lettera d'amore per il cinema che colpisce al cuore ogni cinefilo che si rispetti. 

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