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Il numero 59 della rivista bimestrale 8 ½ - Numeri, Visioni, Prospettive del Cinema Italiano a novembre 2021 – anche scaricabile gratuitamente su www-8-mezzo.it - dedica la copertina al rapporto tra il nostro cinema e la pubblicità, interrogandosi se si tratti di un’attrazione fatale o di una relazione pericolosa.

L'editoriale del direttore Gianni Canova apre celebrando lo stato di grazia del cinema italiano mostrato/visto alla recente Mostra del Cinema di Venezia, scrivendo di un cinema "maturo, ambizioso, soprattutto plurale".

La sezione Scenari s’immerge nel tema con un pezzo del direttore che si pone alcuni quesiti sull’advertising e il cinema: "Come vede la pubblicità il cinema italiano? Come un demone da esorcizzare? Come un’opportunità da sfruttare? O come un possibile terreno di ricerca e sperimentazione?". Giuseppe Mazza ripercorre in breve la storia della relazione tra registi italiani e pubblicità. Andrea Guglielmino scrive dell' "amore e odio" tra i due soggetti, con esempi iconici come Ho fatto splash e Ladri di saponette. Si dà poi spazio a punto di vista degli autori: Carlo D’Acquisto ha raccolto le testimonianze di Alessandro Genovesi, Daniele Luchetti, Luca Lucini, Luca Miniero. Ma "esiste uno stile pubblicitario?", ci si domanda nel Pro-Contro in cui si confrontano i pareri di Mauro Donzelli e Paola Casella. "Il cinema e la pubblicità moderna sono nati insieme. E allora perché in Italia persiste un pregiudizio nei confronti di questa forma espressiva?", argomenta Vanni Codeluppi. Ma nel dibattito viene spontaneo interrogarsi se da quando nel 2004 una legge regola il rapporto tra cinema e pubblicità il product placement funzioni o meno: Ilaria Ravarino ha raccolto il parere delle principali agenzie specializzate. E l’online? Come funzionino le nuove forme di advertising in Rete connesse al cinema lo racconta Carmen Diotaiuti. Inoltre, "come cambia la comunicazione pubblicitaria nel momento in cui sul web si diffondono pratiche orizzontali basate sulla condivisione di esperienze?" si chiede ancora Canova. Chiude il Sondaggio di Alice Bonetti.

La rubrica Innovazioni dedica l’approfondimento alla figura professionale dell’agente cinematografico: Francesca Cualbu disegna un profilo del mestiere, confrontando Italia, Europa e Stati Uniti. Segue Mimmo Morabito, che traccia una piccola mappa degli Studi – di lungo corso e più recenti – che rappresentano gli artisti italiani. Il punto di vista degli agenti lo raccontano in prima persona Gianni Chiffi, Paola Dragone, Federica Illuminati e Daniele Orazi, nelle interviste di Margherita Bordino e Giulia Bianconi. E gli sceneggiatori, i registi, chi li rappresenta? Federica Aliano ha parlato con alcuni agenti specializzati: Fabrizio Rossi Marcelli, Fiamma Consorti, Jean Paul Bosco. Infine, Franco Montini raccoglie sul tema il punto di vista di critici e giornalisti di settore, ma anche di attori e registi.

Andrea Mariani in Reprint propone Cocteau e la poetica del film di Gianni Boni, da "Anticipazioni"; mentre per Racconti di Cinema l’ispirazione arriva da Cannibal Holocaust con lo scritto Il dio giaguaro di Stefano Dell’Unto.

A 50 anni da Giù la testa, Luca Ferrando nella rubrica Anniversari ripercorre la storia del film di Sergio Leone, dando particolare spazio alla vicenda della sceneggiatura.

La rubrica Cinema e Istituzioni ospita Paolo Moretti, italiano alla direzione della Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, intervistato da Michela Greco.

La sezione Cinema e… apre con l’Arte e con la produzione Sky Original Art Riders – Caccia ai tombaroli, per cui Nicole Bianchi ha raccolto il punto di vista del co-sceneggiatore Donato Dallavalle. Per Cinema e Musica la firma è quella di Marco Testoni, che parla del fascino della musica minimalista; per parlare di Animazione, Nicole Bianchi ha incontrato due produttrici, Sabrina Callipari ed Evelina Poggi. Per Cinema e Fumetto si confermano le tavole di Remo Starr – il cinenauta, con testi di Fumasoli e disegni di Farina, a cura di Bugscomics.

La ricetta di CineGourmet è un piatto giudaico-romanesco, le melanzane, per cui Andrea Gropplero di Troppenburg ha incontrato Carlo Hintermann. Con Scanner, la DG Cinema e Audiovisivo del MiC in questo numero propone l’Identikit delle opere che hanno ottenuto il tax credit alla produzione con la Legge cinema e audiovisivo, a cura di Rossella Gaudio, Iole Maria Giannattasio, Monica Sardelli e Bruno Zambardino.

 Il Pakistan è il Paese del Focus curato da Gian Luca Pisacane, con il contributo critico di Aijaz Gul. La rubrica Cinema Espanso apre con un tributo a Leonardo Sciascia, a cent’anni dalla nascita, curato da Cristiana Paternò. Poi, Oscar Cosulich approfondisce il rapporto tra il cartoonist Lorenzo Mattotti e la realizzazione dei manifesti della Mostra di Venezia. Beatrice Moia rammenta l’omaggio che il Lecco Film Fest ha dedicato a Ennio Morricone, nell’anniversario dalla sua scomparsa. La mostra Photocall. Attrici e attori del cinema italiano viene raccontata da Sara Colombini. Una stalla sperduta nella campagna iblea diventa un piccolo cinema, progetto che ha affascinato Gianni Canova, che scrive anche del libro Cinema futuro di Simone Arcagni, sull’ibridazione tra cinema e Rete. Conclude ancora Paternò, con un piccolo saggio sul rapporto tra il maestro polacco Kieślowski e il nostro Paese.

Geografie fa tappa online: Oscar Iarussi scrive della rinnovata dimensione interattiva di Italy For Movies, sito dedicato alle location e ai bandi di agevolazione per i produttori, con 20 nuovi itinerari cine-gastronomici.

Internet e Nuovi Consumi, a cura di Carmen Diotaiuti, pone attenzione al fenomeno dell’uso dei droni a fini audiovisivi, per la proposta di una poetica digitale verticale.

Pedro Armocida per Punti di vista indaga il confine tra diritto di cronaca e rispetto per la privacy, nello specifico caso della scomparsa dell’attore Libero De Rienzo.

Sempre “stellare” la rubrica Constellaction! a cura di Simon&theStars: scopriamo il segno del Sagittario con Paola Cortellesi e Gianni Morandi e quello del Capricorno, con Margherita Buy e Adriano Celentano.

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