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Anche le piattaforme e gli streamers entrano in Anica. Un passaggio storico sottolineato da una conferenza stampa in cui il presidente Francesco Rutelli ha presentato ai giornalisti i nuovi vertici delle varie associazioni, tra cui l'Unione Editori Media Audiovisivi che ha appena eletto Jaime Ondarza come presidente. La nuova unione è costituita da aziende del calibro di Amazon Prime Video, Chili, Disney, Netflix, Tim e ViacomCBS. "La nascita dell’Unione Editori Media Audiovisivi - sottolinea Rutelli - conclude e sancisce la nuova fase di trasformazione dell’Associazione, al cui interno d’ora in poi le Unioni di ANICA potranno dialogare in rappresentanza delle diverse realtà della filiera industriale e creativa del cinema e dell’audiovisivo in Italia”.

Il neo presidente Jaime Ondarza commenta: "L'industria dell'audiovisivo, dei media e dell’intrattenimento sta vivendo un periodo di sviluppo, effervescente creatività e profonda trasformazione nel quale questa Unione può svolgere all’interno di Anica un ruolo attivo, come tutti gli altri attori dell’industria. L’obiettivo è creare valore positivo, contribuire al pluralismo e stimolare la crescita virtuosa di un settore in cui l’Italia deve poter giocare un sempre maggior ruolo da protagonista a livello globale”. E fa sua la parola d'ordine della trasparenza in riferimento ai dati.

Ondarza ha oltre 22 anni di esperienza internazionale, nel 2020 è approdato in ViacomCBS ed è oggi alla guida del nuovo South Hub, con responsabilità estese su Italia, Iberia (Spagna e Portogallo), Francia, Medio Oriente, Grecia, Turchia e Africa, si occupa anche di sviluppo dello streaming nella stessa area geografica e in America Latina.

In Anica, dunque, sono confluiti editori media e audiovisivi, editori e creators digitali, esportatori internazionali, oltre alle tradizionali categorie: produttori, editori e distributori cinematografici, imprese tecniche

Rutelli ha ribadito più volte la centralità del cinema in sala, sottolineando come, nonostante le difficoltà, il comparto regga. "Dal 21 agosto gli spettatori negli stadi sono stati due milioni e 700mila, mentre al cinema sono andate 15 milioni di persone. La dimensione popolare della sala resta insostituibile, anche dal punto di vista economico e commerciale. Ma ci sono nuovi device e non poteva non essere rappresentata questa realtà". Anica si dota tra l'altro di un codice di condotta antitrust e pro concorrenza andando anche verso la trasparenza dei dati di ascolto (attualmente le piattaforme, com'è noto, non divulgano il numero di spettatori).

Luigi Lonigro, presidente distributori, aggiunge: "La salvaguardia delle sale per noi è fondamentale. Siamo stati i più colpiti dalla pandemia, anche se il ministero con un intervento mirato e tempestivo ci ha consentito di salvare tutti, ora dobbiamo ottimizzare la proposta. Il pubblico è cambiato e occorre alzare l'asticella sulla qualità, in sala deve andare solo chi abbia ambizioni fondate. Se il Natale sarà brillante - ha aggiunto poi -  anche per i segnali che ci arrivano da Spider-Man, che sono eclatanti, arriveremo quest'anno complessivamente a 30 milioni di biglietti venduti. Nei nostri anni medi pre-pandemia ne vendevano 100 milioni, negli anni migliori 120, in quelli peggiori 80. Abbiamo un problema che non è solo nostro, ma planetario. Il nostro era un mercato già debole rispetto ad altri europei ed ha patito in modo importante questa crisi".

Benedetto Habib, neo presidente dei produttori, succeduto a Francesca Cima, ricorda che "la sala è al centro del nostro modello di business, ma oggi si fatica di più a portare il pubblico perché si è diversificata l'offerta". Infine Rutelli ricorda come Cinecittà sia il fulcro dell'industria e possa diventare centrale nell'industria europea grazie agli investimenti del PNRR. "La centralità di Cinecittà è stata dimostrata da Draghi nell'invitare lì Ursula Von Der Leyen". 

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