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Arriva la seconda stagione di Doc – Nelle tue mani con protagonisti Luca Argentero e Matilde Gioli, che andrà in onda in prima visione su Rai 1 a partire da giovedì 13 gennaio alle ore 21:25. 

La serie è composta da 16 episodi in 8 serate. E’ una produzione Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction.

Nel cast principale, tra gli altri, Pierpaolo Spollon, Alice Arcuri, Sara Lazzaro, Simona Tabasco, Alberto Malanchino, Beatrice Grannò, Marco Rossetti, Elisa Di Eusanio, Silvia Mazzieri, Giovanni Scifoni, Gaetano Bruno, Gianmarco Saurino e Giusy Buscemi. La regia è affidata a Beniamino Catena e Giacomo Martelli. 

La serie è presentata alla stampa con una visita virtuale sul set in collegamento Zoom, in cui gli attori si presentano come se fossero i protagonisti. La caratteristica è che la serie parla di pandemia, forse uno dei rari casi in cui l’attualità del Coronavirus viene direttamente affrontata da una narrazione di fiction.

Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, dice “la prima stagione è stato un grande successo, il medical funziona tanto nella serialità e anche in Italia. Ci sono ingredienti di grande novità in una cornice tradizionale: c’è il team, c’è il gruppo, c’è un leader con un grave problema ma riesce a tenere insieme il team. E poi la variante impazzita della pandemia. E’ la prima volta che una serie ne parla. Oggi festeggiamo, ma la pandemia non è finita. Doc pensa alla pandemia con un’emergenza, la giusta dose di allarme e non allarmismo, la giusta attenzione di cura da dare all’emergenza ma anche un orizzonte di ottimismo. L’idea è fare squadra davvero per uscire da una situazione drammatica in cui ancora siamo dentro”.

Il produttore Luca Bernabei sottolinea “non era scontato che il medical avesse successo in Italia quando abbiamo iniziato. In questo laboratorio si creano molte serie televisive amate, tra cui anche Don Matteo e A un passo dal cielo. Qui abbiamo ingegneri, scrittori e grandi professionisti. Il gruppo è accomunato dalla voglia di far bene il proprio lavoro. Tutti vorremmo essere ricoverati nella squadra del dottor Fanti. Così come tecnici e registi fanno tutti bene il loro lavoro. Ci si prepara, si arriva puntuali e si sta sul set 12 ore al giorno. Anche il set è grande e ben costruito. Ci sono bravi attori ma anche bravi personaggi. Tutti fanno il loro lavoro con passione e compassione. Se ti manca una di queste due caratteristiche non puoi essere un medico professionale”.

“La serie – dice il presidente di Lux Vide Matilde Bernabei – è stata venduta in oltre 100 paesi e la Sony ha acquistato anche il format per riprodurlo in inglese. Abbiamo fatto una cosa che andasse bene in Italia ma che potesse anche essere un buon format internazionale. E questo ha richiesto a tutti un nuovo modo di lavorare. Doveva poter essere venduta prima, durante e dopo la lavorazione e anche le prossime serie vogliamo farle così. Essere internazionali già di partenza”.

“Potrei anche condurre Sanremo – scherza Argentero, che ha introdotto la conferenza – sarebbe un vero onore. Naturalmente sento una grande responsabilità ma anche tanto entusiasmo. E’ stato faticoso gestire un set così complesso, ma l’ansia da prestazione è diventata energia visti i risultati che abbiamo raccolto, c’è tanta voglia di fare ancora meglio. Abbiamo affrontato con grinta le storie e mettersi al servizio di un format così forte non è semplice. Ma dato che riceviamo grandi storie tutto ne viene facilitato. Le storie sono sempre incredibili e noi abbiamo la responsabilità di non rovinare quello che ci mettono in mano gli sceneggiatori. Da una decina d'anni mi prendo cura anche io delle persone, attraverso l'organizzazione uncaffè.org che prende spunto dalla tradizione del caffè sospeso napoletano, per cui si regala un caffè a chi ne ha bisogno". 

Francesco Arlanch, sceneggiatore, spiega “la prima stagione è stata una biografia del dottor Fanti ispirata alla vera vicenda del dottor Pierdante Piccioni, qui la biografia è dell’intero paese, attraverso i personaggi raccontiamo l’emergenza ma anche il modo di uscirne. E' stato lo stesso Piccioni, in prima linea contro il Covid, a darci aggiornamenti giornalieri sull'evolversi della situazione. Abbiamo attinto a racconti e casi di cronaca".

Aggiunge la sceneggiatrice Viola Rispoli: “raccontare il Covid era un problema ma il problema è diventato opportunità, e ci ha permesso di raccontare il paese e le nostre vite”.

Matilde Gioli racconta “nella seconda stagione il personaggio di Giulia evolve, perfino fisicamente. Si taglia i capelli. E sarà sempre in prima linea per affrontare vicissitudini importanti. Continua ad essere una donna lucida, seria e puntuale. Il personaggio mi sta insegnando molte cose, e io sono molto cresciuta e migliorata. Personalmente non mi sono mai ammalata di Covid e nemmeno i miei cari, sono stata in casa ma serenamente a cucinare e guardare film. Non mi sono mai lamentata, ho seguito le regole e fatto il vaccino, non mi posso lamentare. Ho solo empatizzato molto con chi ha sofferto. Girare le scene in un reparto Covid mi ha fatto capire quanto io sia stata fortunata nella vita reale. Abbiamo avuto testimonianze, abbiamo girato nelle tute con doppia mascherina, doppi guanti, abbiamo capito le grandi difficoltà di chi ha lavorato in questi reparti”.

“Nessuna difficoltà ad alternarci – dicono i due registi – l’impostazione era chiara. Abbiamo lavorato insieme già tanto negli anni e quindi ci siamo ritrovati molto bene”.

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