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BERLINO - “Ringrazio chi ha messo l’anima in questo film, soprattutto la mia famiglia che mi ha avvicinato a questo mondo. E dedico il premio a tutte quelle piccole famiglie di contadini che amano la terra”. Con Alcarràs (leggi articolo), poetico e rurale ritratto corale di tre generazioni, la catalana Carla Simón ha vinto l’Orso d’oro alla 72ma Berlinale, un’edizione totalmente conquistata dalle donne con 6 premi femminili su 8, decisi dalla Giuria internazionale guidata dal regista americano M. Night Shyamalan, e tornata in presenza dopo quella virtuale dello scorso anno. "Siamo la metà del mondo e dobbiamo contare qualcosa. Abbiamo bisogno della parità", ha aggiunto ancora l'autrice spagnola.

A produrre il film spagnolo, ambientato in una piccola cittadina della Catalogna, dove una famiglia lotta tra tradizioni e futuro in cambiamento, c’è anche l’italiano Giovanni Pompili di Kino Produzioni.

Delusione, invece, per l’unico film a rappresentare a pieno titolo il nostro Paese, Leonora addio di Paolo Taviani, che proprio durante la cerimonia ufficiale ha ricevuto, in tutt’altro cinema della Capitale tedesca, il premio Fipresci (leggi articolo), commentato anche dal ministro Dario Franceschini (leggi articolo). 

L’Orso d’argento - Gran premio della Giuria è andato a The Novelist’s Film di Hong Sang Soo che, talmente sorpreso del riconoscimento, sul palco del Berlinale Palast ha saputo semplicemente ringraziare la Giuria, invitando accanto a sé la protagonista del film.

L’Orso d’argento - Premio della Giuria lo ha conquistato Robe of Gems di Natalia López Gallardo, storia familiare che mescola realismo, sogni e metafore in cui tutti i personaggi sperimentano vari gradi di perdita e abbandono. “Ringrazio i miei figli che sono sempre di infinita ispirazione per me e anche le persone messicane che sono state così generose da condividere con me la loro visione della vita”, ha detto la regista.

Claire Denis ha vinto la Miglior Regia con il suo dramma di amore e passione Both Sides of the Blade, con protagonisti Juliette Binoche e Vincent Lindon “senza i quali - ha detto la regista francese - questo film non sarebbe stato possibile”.

Due i premi per Rabiye Kurnaz vs George W. Bush diretto da Andreas Dresen, sia alla protagonista Meltem Kaptan che a alla sceneggiatrice Laila Stieler, per questa storia su una donna turco-tedesca che inizia un viaggio nel cuore della politica mondiale quando il figlio viene accusato di terrorismo e portato a Guantanamo.

Miglior Performer di Supporto è stata ancora una donna, Laura Basuki di Nana (Before, Non & Then) diretto da Kamila Andini. “Grazie per l’energia che si è creata sul set e per avermi dato questo splendido personaggio che è stato di ispirazione per me”, ha detto l’attrice.

A Rithy Panh e Sarit Mang è andato l’Orso d'argento per l'Eccezionale Contributo Artistico per Everything Will Be Ok, storia distopica del ventunesimo secolo raccontata attraverso l’animazione in stop-motion.

Ancora, la Menzione Speciale è stata assegnata dalla Giuria diretta dal regista americano M. Night Shyamalan a Drii Winter di Michael Koch.

E i premi alle donne sono arrivati anche da parte delle altre Giurie.

Il Miglior Film della sezione Encounters è stato Mutzenbacher di Ruth BeckermannMiglior Opera Prima (scelta da una giuria in cui c’era anche Gaia Furrer e concorreva Una femmina di Francesco Costabile) a Sonne di Kurdwin Ayub, un autentico linguaggio cinematografico sulla cultura identitaria. Miglior Documentario alla produttrice Corinne van Egeraat di Myanmar Diaries diretto dal collettivo The Myanmar Film Collective. Miglior Corto a Trap di Anastasia Veber; mentre, Miglior Film sezione Generation Kplus è stato Comedy Queen di Sanna Lenken.

Soddisfatto di questa 72esima edizione, nonostante le difficoltà dovute alle pandemia, il direttore artistico Carlo Chatrian: “Sono molto grato a tutti coloro che hanno reso possibile il Festival, che andrà avanti con le proiezioni per il pubblico fino al 20 febbraio. Stasera celebriamo i vincitori, ma voglio ringraziare tutti coloro che sono stati qui con noi. È stato fatto un lavoro collettivo, tutti insieme, rivolto al pubblico, che ha avuto il piacere di vedere tante storie diverse”.

 

 

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