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“Sono qui, Signore e Signori, per portarvi in un mondo fantastico”, annuncia il personaggio di Israel (Giorgio Tirabassi), capocomico del circo Mezzapiotta di Freaks Out, dalle sequenze del film: parole e personaggio scelti per aprire la serata della 67ma edizione dei David di Donatello non sarebbero potuti essere più calzanti per far immergere nella cerimonia dedicata allo spettacolo del cinema, universo della fantasia, dell’onirismo, dell’esaltazione dell’umano e di tutto il prisma di suoi talenti. 

Carlo Conti, conduttore con Drusilla Foer, sul palco del Palastudio del “tempio del cinema, Cinecittà”, apre l’evento chiamando accanto a sé il ministro Dario Franceschini: “Il cinema ha attraversato questa specie di deserto degli ultimi due anni con una forza straordinaria, che sta portando il cinema italiano ad una stagione formidabile. Sono molto ottimista. Purtroppo c’è un momento di difficoltà per le sale, ma ci sarà un investimento molto convinto dello Stato: credo che la distinzione significativa non sia più tra piccolo e grande schermo, ma tra esperienza individuale e collettiva”. 

Prende poi la parola Drusilla, personaggio sofisticato quanto ironico, sempre capace di una profondità non retorica: “Del cinema amo anche il dopo, quando ci si confronta sui sentimenti, si comunica, un modo molto bello e civile di stare insieme, questo è il tratto principale di una civiltà e tutti dobbiamo allenare questa attitudine, il saper stare insieme”. 

La presidente dell'Accademia del Cinema Italiano, Piera Detassis, entusiasta della possibilità di poter conferire il riconoscimento nel suo luogo più deputato e iconico, Cinecittà appunto, annuncia e premia, come Miglior Film, È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, prodotto con Lorenzo Mieli. “Ringrazio mia madre, mio padre e tutta la mia famiglia camuffata dentro il film, senza di loro non ci sarebbe stato”, commenta il regista stringendo la statuetta tra le mani. 

Sorrentino conquista anche il David per la Miglior Regia, suo sesto premio su 23 candidature: “Qui ci sono tantissimi napoletani con cui ho cominciato, che ringrazio, oltre la troupe e gli attori, mia moglie e i miei figli, e dedico il premio anche a Ludovica Bargellini, che ha lavorato con me ai costumi, e purtroppo non c’è più da pochi giorni”. 

Silvio Orlando, poi, è Miglior Attore Protagonista per Ariaferma, che accoglie la chiamata, dapprima seduto in sala, con una reazione fisica e mimica visibilmente incredula: “non me lo aspettavo, giuro!”, commenta particolarmente commosso, una volta sul palco. Dedica il premio a Maria Laura, la moglie “la persona migliore che abbia mai conosciuto in vita mia. Ringrazio Toni (Servillo) senza cui non sarei qui a prendere questo premio e Di Costanzo che mi ha costretto a fare questo film, così lontano dalle mie corde. Per continuare ad andare avanti, credo che l’indicazione sia: muovere il culo” come lui ha fatto quest’anno con i chilometri e chilometri percorsi per le oltre quaranta date teatrali che ha portato in tournée nel Paese. 

Un premio particolarmente atteso, quello per la Miglior Attrice Protagonista, a Swamy Rotolo per A Chiara: “Ringrazio tutta l’Accademia del Cinema Italiano”, afferma tra le lacrime la 17enne calabrese. “Ringrazio le mie sorelle che hanno arricchito questo film e Jonas (Carpignano), che come un fratello mi ha fatto conoscere questo mondo”. 

E dopo una giovanissima, il ricordo per “una grandissima che ci ha lasciati quest’anno, Monica Vitti”. Una sequenza di immagini da un’intervista informale e lieve, come da film in bianco e nero e a colori. “Io sono una che cerca di essere una persona normale che cerca di fare una professione. Oggi dovrebbe essere proibito essere una diva”, diceva disincantata già qualche decennio fa. “Il cinema è stato per me una necessità primaria, una libertà. Aiuterà tutti, amatelo”. E un lungo applauso, una standing ovation, sono l’inchino della sala a Monica Vitti. Poi, gli altri “miti senza fine” che ci hanno lasciato quest’anno: da Piera Degli Esposti a Nino Castelnuovo a Gianni Cavina - tra gli altri - sulle note di Senza fine intonate da Drusilla, voce e piano. In questi minuti, purtroppo, giunge anche la notizia della scomparsa di un altro artista del nostro cinema, Lino Capolicchio.  

La statuetta del David di Donatello 2022 come Migliore Attrice Non Protagonista va a Teresa Saponangelo per È stata la mano di Dio, alla sua prima candidatura : “Grazie Paolo (Sorrentino) per questa possibilità per me importante e per te così intima. Ringrazio parte della mia famiglia artistica che è qui, con cui ho cominciato a lavorare, da Mario Martone a Nicola Giuliano”. 

David alla Carriera a Giovanna Ralli, non una sorpresa ma “una grande gioia”, commenta Conti. Molto commossa, questa signora di 87 anni con “70 anni di carriera, iniziata qui a Cinecittà, dove mangiavo il mio cestino nei giardini degli Studi. Il mio personaggio della ragazza romana è stato scritto dai più grandi del cinema italiano, da Scola, Age e Scarpelli, Moravia; Villa Borghese con Vittorio De Sica mi ha dato grande popolarità. Poi ho cercato di fare cose diverse, fino a vincere il Nastro d’Argento per La fuga con Anouk Aimée. Amo Roma, e Sordi per me è stato un grandissimo amico, con cui ho fatto due film e sempre si scoppiava a ridere nelle scene: è stato un uomo molto generoso, i fiori più belli me li mandava lui, ma non voleva mangiare i funghi per paura di essere avvelenato o il pesce perché temeva non fosse fresco. Dopo 8 anni di progetti che ho rifiutato, sono tornata al cinema convinta dalla sceneggiatura di Jasmine Trinca, Marcel!, per cui mi preparo per essere a Cannes il 21 maggio”. Prende tra le mani il David, la signora Ralli, e commenta, con la sua consueta ironia: “ma che bel ragazzo, starà in camera con me”, mentre saluta mandando un caldo bacio a tutto il pubblico. 

Il premio per la Migliore ScenografiaMassimiliano Sturiale e Ilaria Fallacara per Freaks Out diretto da Gabriele Mainetti che ha totalizzato complessivamente sei statuette: “Grazie per aver dato un senso al lavoro fatto. Il cinema ha ispirato i nostri sogni: a volte la vita è come un film, in cui può succedere di tutto, anche questo!”.  

Poi, Migliore Montaggio a Massimo Quaglia e Annalisa Schillaci per Ennio.

Il David per il Miglior Attore Non Protagonista va a Eduardo Scarpetta per Qui rido io. “Mario Martone mi disse che tutto nacque perché mio padre Mario – che ho perso a 11 anni e mezzo e a cui lo dedico - trovò lo scritto originale e lo consegnò a lui 25 anni fa. Viva il cinema, tanta merda a tutti gli altri e grazie”. 

Il David dello Spettatore consegnato ai Me Contro Te per il film Il Mistero della Scuola Incantata, protagonisti Luì e Sofì: “Ringraziamo il nostro giovane pubblico, grazie a loro siamo qui a ritirare questo premio. Con i nostri film cerchiamo di trasmettere valori positivi per i più piccoli, la generazione del futuro. Siamo ragazzi che hanno cominciato a raccontare col telefonino dalla propria cameretta, per cui tutti i sogni si possono realizzare”.

Come atteso, il David Speciale a Sabrina Ferilli, annunciato con frizzante entusiasmo da Drusilla Foer: “Io stasera sono il pappice” dice subito l’attrice romana, recitando in napoletano il detto: “Dice la pulce alla noce, dammi tempo che prima o poi ti apro”. E poi continua: “Ho 31 anni di carriera, il premio gratifica l’ego, non cambia la percezione delle cose ma te lo godi come premio al percorso fatto. Il mio primo film da protagonista fu Diario di un vizio con Marco Ferreri, ma arrivo da una lunga gavetta, iniziata con Maurizio Ponzi. Grazie al cinema che mi ha premiato e alla mia famiglia che meriterebbe tanti David perché mi sopporta. Grazie, grazie, grazie”. 

Per il Miglior Esordio alla Regia, premiano a quattro mani i fratelli D’Innocenzo, e consegnano il riconoscimento a Laura Samani per Piccolo corpo: “Confesso che sono superstiziosa e non ho preparato un discorso e ora me ne pento in questo momento (ride). Ringrazio i produttori italiani di Nefertiti Film e la mia famiglia che mi permette di esplorare il mondo. Sono stati cinque anni lunghissimi ma significativi in cui ho imparato che, come diceva Marie Curie, non bisogna avere paura”.

David di Donatello per i Migliori CostumiUrsula Patzak per Qui rido io, al suo quarto David su cinque candidature (della costumista sono esposti due abiti nella mostra permanente degli Studi): “È stato un film molto speciale per me, Martone ha avuto molta fiducia in me: questo film ha combinato teatro e cinema. Grazie anche al lavoro straordinario di trucco e acconciature”.

Per la Miglior Sceneggiatura Originale, premio a Leonardo Di Costanzo, Bruno Oliviero, Valia Santella per Ariaferma.

Per la Fotografia, un ex aequo: Daria D'Antonio per È stata la mano di Dio, che ringrazia particolarmente “il mio maestro Luca Bigazzi”; e Michele D'Attanasio per Freaks Out: “Stare qui a Cinecittà è un sogno: sono un ragazzo di provincia, arrivo da Pescara, per cui dico a tutti di provare, ‘ce la farete’!”.

Dal cinema, per un attimo ci si ibrida con la musica di Umberto Tozzi, che da La casa di carta a Tonya ha “dato voce” a moltissimo cinema mondiale: “protagonista con tante sue canzoni” il cantante, in diretta sul palco, intona subito Ti amo, seguito “dal coro” dall’intera sala stampa, cui seguono le sue sempreverdi hit, fino all’immancabile Gloria

Da musica a musica per la Miglior Canzone OriginaleLa profondità degli abissi di Manuel Agnelli per Diabolik: “La musica è un lavoro e i musicisti sono dei professionisti, per cui dedico a D’Erasmo, Rondannini e Collima, chi ha collaborato con me a questo pezzo”. 

La Miglior Acconciatura è di Marco Perna per Freaks Out. E il Miglior Film Internazionale è Belfast di Kenneth Branagh. Ancora, premio “Cecilia Mangini” per il Miglior Documentario a Ennio di Giuseppe Tornatore: “Ha un significato particolare. In queste settimane mi sono chiesto a lungo la ragione del successo del film e non l’ho ancora trovata, credo il segreto sia nel modo in cui Ennio s’è raccontato rivolgendosi al pubblico come un amico di cui ci si può fidare. Dedico il premio a mia madre e a Maria Morricone”. 

Un David Speciale, per cui sale ancora sul palco Paolo Sorrentino, ad Antonio Capuano: l’intera sala si alza in piedi ad onorarlo. “Antonio è una maestro di libertà e vitalità”, dice il regista premio Oscar. 

Migliore Sceneggiatura Non OriginaleMonica Zapelli, Donatella Di Pietrantonio per L’arminuta; mentre Nicola Piovani è il Migliore Compositore per il film I fratelli De Filippo.             

David Miglior TruccoDiego Prestopino, Emanuele De Luca e Davide De Luca (prostetico o special make-up) per Freaks Out

Il Miglior Produttore 2022 al gruppo Andrea Occhipinti, Stefano Massenzi, Mattia Guerra (Lucky Red) – Gabriele Mainetti (Goon Films) – Rai Cinema. “È stata una lunga, complessa ma affascinante avventura, consapevoli che fosse un progetto un po’ fuori dall’ordinario: dedico il premio ai colleghi produttori, in particolare agli indipendenti, perché più fragili, ma sono il nutrimento e il sale di questa industria”, dice Occhipinti. “Ho costretto Goon Films a investire tutto quello guadagnato con Jeeg Robot ma quando eravamo in ginocchio Rai Cinema ci ha risollevato e accompagnato alla finalizzazione”, tiene a chiosare Mainetti.

Il premio David Giovani, assegnato da una giuria nazionale di studenti degli ultimi due anni di corso delle scuole secondarie di II grado, a È stata la mano di Dio.

Miglior Cortometraggio a Maestrale di Nico Bonomolo; e David per i Migliori Effetti Visivi – Vfx a Stefano Leoni per Freaks Out

Miglior SuonoEnnio. Presa diretta: Gilberto Martinelli, montaggio: Fabio Venturi, mix: Gianni Pallotto. “Il maestro ci manca molto, come uomo”. 

Ancora un "David Speciale alla gente invisibile che nel cinema ci lavora ogni giorno”, dice Carlo Conti, che dedica “un premio immaginario alle maestranze che ogni giorno fanno grande il cinema italiano”. 

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DAVID 2022

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