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Mondocane, l’opera prima di Alessandro Celli presentata con buon esito alla Settimana della Critica di Venezia 2021, esce negli Stati Uniti.

Jeannette Catsoulis sul ‘New York Times‘ intitola così la sua recensione: “Amicizia a pezzi, mondo a pezzi. Due orfani travolti da una gang criminale in un thriller post-apocalittico”.

“Nel suo cuore sgangherato, Mondocane di Alessandro Celli tratta della dissoluzione di un'amicizia. Eppure questo cinico thriller poliziesco ambientato in un futuro prossimo, con un’etica stile Hunger Games e un'estetica alla Mad Max, è troppo impegnato a rendere attraente la violenza e non riesce ad approfondire la relazione centrale tra i protagonisti“,

Ambientato a Taranto, una città portuale italiana in cui il disastro delle contaminazioni ha avvelenato l'area e ha costretto i residenti rimasti a lottare per la sopravvivenza, la vicenda si concentra su due orfani. Pietro e Cristian (Dennis Protopapa e Giuliano Soprano) sono due amici che vivono alla giornata su un vecchio peschereccio. Cristian, che soffre di convulsioni debilitanti, è il più sconsiderato dei due poiché crede che la sua malattia indefinita lo ucciderà. Quando vengono reclutati dagli Ants, una banda criminale di monelli selvaggi guidata dal sociopatico Hothead (Alessandro Borghi), l’attrazione di Cristian per il caos lo spinge immediatamente verso l’apice”.

“Una favola derivativa e distopica (narrativamente indebitata con i problemi di vecchia data di quella zona dovuti alle emissioni delle acciaierie), Mondocane dipinge un mondo post-apocalittico color rame brunito e oro sfavillante. Mentre i due ragazzi imparano a sparare e a eseguire rapine nei quartieri bene della città, la loro anti-educazione è tormentata da un ritmo altalenante e dalle attenzioni distraenti da parte d’un ossessivo agente di polizia e del suo giovane informatore”.

“Le scene d'azione tentacolari sembrano più de rigueur che essenziali rispetto ad una trama imperniata su tragedia e tradimento. Ma quando Celli si rilassa affidandosi al talento dei suoi giovani protagonisti - ad esempio, nel corso di una rapina, scoprono con gioia una doccia da cui sprizza acqua calda - il film ci affascina grazie a un naturalismo senza sforzi. Momenti come questo ci ricordano che, per chi si trova ai margini, l'innocenza è sempre la prima vittima”.

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