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CANNES - Valeria Golino si prende la scena - anche parlando in francese con qualche piccolo errore subito corretto da Thierry Frémaux - con la sua bellezza e simpatia nella serata conclusiva di Un Certain Regard, alla Sala Debussy. L'attrice, produttrice e regista italiana è la presidente della giuria di questa sezione di ricerca e sperimentazione, sempre più importante, destinata alle scoperte. E una scoperta assoluta è il vincitore del primo premio, l'esordio francese Les pires di Lise Akoka e Romane Gueret, che si colloca in quello spazio tipico del cinema contemporaneo tra documentario e finzione, mettendo in campo e dichiarando la presenza dei cineasti. Girato in un quartiere difficile come Cité Picasso, a Boulogne-Sur-Mer, nel Nord della Francia, ha per protagonisti, in una dimensione corale, quattro giovanissimi - Lily, Ryan, Maylis e Jessy, quattro facce davvero incredibili - che vengono scelti per recitare in un film nonostante siano "i peggiori" o forse proprio per questo. Il film sarà distribuito in Italia da I Wonder che si è aggiudicata anche il "coup de coeur" della giuria Rodeo di Lola Quivoron e Metronom di Alexandru Belc (Miglior regia).

La migliore sceneggiatura è quella di Maha Haj, regista di Mediterranean fever; i migliori attori sono Vicky Krieps per Corsage, di Marie Kreutzer, sulla imperatrice d'Austria Sissi, e Adam Bessa per Harke, il Premio della Giuria onora Joyland di Sim Sadiq con cui per la prima volta il Pakistan vince a Cannes, il film ha ottenuto anche la Queer Palm, narra la storia d'amore tra il rampollo di una famiglia religiosa e tradizionalista e una seducente ballerina trans.

In competizione c'erano 20 lungometraggi (nessun italiano) e tra questi sette opere prime. In giuria, oltre a Valeria Golino, la regista Debra Granik, l'attrice polacca Joanna Kulig, l'attore Benjamin Biolay e l'attore e produttore Edgar Ramirez.

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