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Dopo l’anteprima ad Alice nella Città, arriva nelle sale italiane dal 16 giugno Come prima di Tommy Weber distribuito da Luce Cinecittà. Leggi l'intervista

Il film è una produzione Mad Entertainment con Rai Cinema in coproduzione con Rosebud Entertainment Pictures e Alcatraz Films. Prodotto da Maria Carolina Terzi, Luciano e Carlo Stella e coprodotto da Angelo Laudisa, Laurence Clerc e Olivier Thery Lapiney.

La storia è quella di due fratelli, separati dal tempo e dal loro carattere, e del loro viaggio di ritorno in Italia, verso casa, nell’estate del 1957. Fabio e Andrè - interpretati rispettivamente da Francesco Di Leva e Antonio Folletto - non si vedono da 17 anni, da quando Fabio ha lasciato la casa della sua famiglia a Procida, per combattere al fianco delle camicie nere di Mussolini. Il padre è appena morto. E, da sua ultima volontà, André è andato in Francia a cercare il fratello affinché assista ai funerali. Inizia un lungo viaggio in macchina per raggiungere l’isola natale. Il film è un road movie alternativo e avvincente, tratto dall’omonima graphic novel del fumettista francese Alfred e già vincitrice del prestigioso Fauve d'or al Festival International de la Bande Dessinée d'Angoulême, uno degli appuntamenti per il fumetto più importanti al mondo.

Il viaggio diventa per i due fratelli un modo per riavvicinarsi, per quanto possibile, superando il trauma della guerra. André perdonerà suo fratello per averlo abbandonato? E Fabio, riuscirà ad accettare il suo passato? Chi è Maria, il cui nome sembra perseguitare i due fratelli?

“E’ da quando sono bambino, che sogno l’Italia – dice il regista - sogno La strada con Anthony Quinn, i piedi nel mare di notte; sogno Mastroianni in Otto e 1/2, con gli occhiali da sole, che si aggira nei giardini della sua immaginazione; sogno Procida, dove Arturo - l'eroe del romanzo di Elsa Morante - finge di morire per sentirsi amato… Sogno, e ho sempre sognato, l'arte italiana, soprattutto il suo cinema.  Mai avrei immaginato di avere la possibilità di girare un film in Italia, ed ora che finalmente ne ho avuto la possibilità, stento a credere sia successo davvero.

Sembra sciocco, detto da un sognatore come me: e proprio per questo mio modo di essere, è stato un regalo ancora più magico. Come nel fumetto, il film doveva raccontare gli eventi di un’estate, ma non abbiamo potuto che girarlo tra l’autunno e l’inverno. Il film doveva essere girato, almeno in parte, in Francia ma a causa del Covid non siamo stati liberi di muoverci.  Niente è andato come mi aspettavo…per fortuna! Ecco tutto ciò che amo del cinema: l'imprevisto, l'ignoto e la libertà che ne deriva. In questo progetto, Francesco di Leva e Antonio Folletto son stati dei partner meravigliosi. All’inizio, ero terrorizzato dall'idea di dirigerli, di guidarli mentre recitavano in una lingua che non capivo, eppure loro hanno saputo mettermi subito a mio agio, invitandomi a fidarmi di loro. Abbiamo parlato molto prima delle riprese: questo lavoro ci ha uniti e spronati a dare tutto sul set e ho sentito che questa fiducia si è trasmessa a tutta la troupe. Sono stato molto felice durante le riprese e spero che, in qualche modo, questa gioia si percepisca guardando il film. Come prima è una storia che, sin dall'inizio, mi ha toccato per quello che dice sulla fratellanza. L’ho scelta perché mi sembrava un modo catartico per rivivere il complesso rapporto che ho con mio fratello. Man mano che l'avventura procedeva, la profondità della storia si è imposta in tutta la sua universalità. E da quel momento, questa storia non è stata più solo mia, è diventata della troupe e dei futuri spettatori. Può sembrare scontato; per me, che avevo fatto unicamente film (quasi) da solo, sempre pensando solo a me stesso, fare un film con gli altri e per gli altri mi ha aperto, sono cresciuto. Come André e Fabio, che attraverso questo viaggio crescono, liberandosi dalle loro più grandi paure per non essere più soli, per ritrovarsi ed accettare il fatto, ovvio, che si amano”.

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