/ ARTICOLI

Si tengono a Roma all’Ara Pacis gli Stati Generali della lotta alla pirateria tra legalità e sicurezza, con la presentazione della nuova ricerca FAPAV/IPSOS sulla pirateria audiovisiva italiana.

A introdurre è Federico Bagnoli Rossi, Presidente e DG FAPAV – Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali. “Per la prima volta abbiamo deciso di promuovere un’iniziativa chiamandola ‘Stati Generali’ per poter coinvolgere tutti i soggetti che possono essere coinvolti nel fenomeno dello sfruttamento illecito. La legalità è il tema da mettere al centro per la ripartenza delle industrie dei contenuti. La sicurezza resta una delle finalità principali. Abbiamo introdotto dei cambiamenti: abbiamo formalizzato l’apertura all’industria sportiva. Per questo è cambiata anche la denominazione: noi tuteliamo le industrie delle emozioni, abbiamo una grande responsabilità. Abbiamo molti strumenti ma non bastano. La pirateria è una filiera e alla base c’è la volontà di fare del business. Ci tengo a sottolineare la campagna We are Stories che sta andando in onda sulle principali emittenti, e poi “Rispettiamo la Creatività” che è rivolta alle scuole. C’ il tema della lotta al Camcording, con un articolo specifico nella nuova legge e una grande attività di sensibilizzazione del pubblico. Infine oggi annunciamo un nuovo accordo quadriennale con IPSOS, con il supporto di ANICA e UNIVIDEO che ci aiuteranno a costruire il budget di questa nuova iniziativa. Dobbiamo usare strumenti tempestivi, se viene caricata una partita di calcio o un film abbiamo bisogno di poter intervenire a 30 minuti dalla messa online, soprattutto per gli eventi sportivi. Non si può permettere che una volta che il contenuto illegale viene rimosso venga poi ricaricato. Bisogna che i provider collaborino con noi. E dobbiamo poter raccontare a tutti cosa è il fenomeno e cosa c’è dietro. Infine l’utilizzo distorsivo degli account: negli ultimi anni si usa tantissimo, c’è una vera compravendita di account. Un tema fondamentale affrontato a oggi con troppa superficialità. Confermo il mio supporto a istituire una Task Force attiva h 24 e anche nei fine settimana, dove si concentra in particolar modo la fruizione illegale degli eventi di tipo sportivo”.

Si prosegue con i saluti istituzionali di Valentina Vezzali, Sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con Delega allo Sport. “Per contrastare il fenomeno della pirateria è necessario muoversi di concerto a livello istituzionale con i vari operatori per analizzare i problemi e riuscire a fornire soluzioni tempestive. Ogni industria del comparto è sotto attacco. La pirateria crea danni economici diretti e crea anche danni indiretti a causa della perdita di valore dei diritti sui contenuti e sulle opere stesse. La tecnologia ha molti pregi e pone altrettante sfide. Per ora non si è rivelata sufficiente ad arginare il fenomeno, in particolare per gli eventi sportivi. Il modo migliore per arginare il fenomeno è bloccare il tutto a monte. Risulta difficile limitare i danni ex post. La repressione delle condotte illecite è un rimedio residuale. Occorre fare ogni sforzo possibile per cercare di prevenire il danno che soprattutto per le manifestazioni in diretta si presenta nel momento stesso in cui si fruisce del contenuto”.

A moderare ci sono Marco Cattaneo e Giorgia Rossi, giornalisti e conduttori DAZN.

La presentazione dei dati FAPAV/IPSOS è di Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Italia.

Tra i dati essenziali acquisiti dalla ricerca va segnalato il +43% di incidenza della pirateria audiovisiva tra gli italiani adulti che hanno fruito illegalmente di film, serie e fiction e programmi ed eventi sport live. Il danno economico potenziale per le industrie dei contenuti audiovisivi è pari a 940 milioni di euro. Nel 2021 stato preso in considerazione anche l’extra danno legato alla possibilità, per chi offre contenuti in abbonamento, di perdere clienti per l’intero anno. Ipsos ha stimato questo ulteriore danno potenziale, che si sostanzia in 458 milioni di euro legati alla pirateria di film e 306 milioni di euro per le serie/fiction. L’impatto potenziale combinato della pirateria di film e serie/fiction si stima in circa 673 milioni di euro. 1.7 miliardi di euro è invece la stima del fatturato perso dall’intero sistema paese, con 9.400 posti di lavoro a rischio. La novità è il dato relativo agli eventi sportivi live, pari a 267 milioni di euro, con 11 milioni di fruizioni perse.

Considerando dunque la perdita relativa a film, serie ed eventi sportivi si parla di una perdita di PIL di circa 716 milioni di euro e di circa 9.400 posti di lavoro. Inoltre, c’è una crescita di incidenza tra gli adolescenti: nel 2019 coinvolgeva il 39% della popolazione in età 10-14 anni: nel 2021 il 51%, con diffusione legata alla modalità digitale. Si conferma però diffusa la consapevolezza dell’illegalità del fenomeno: più del 75% dichiara di essere un pirata e oltre la metà ritiene probabile di essere scoperto e punito, anche tra gli adolescenti. Si propone come soluzione un giusto equilibrio tra repressione ed educazione.

Moltissimi gli ospiti. Dalla Camera dei Deputati gli Onorevoli Alessio Butti, Mirella Liuzzi e Vincenza Bruno Bossio. Poi Stefano Aizzi, CEO DAZN Italia, Pierluigi Bernasconi, presidente UNIVIDEO, il Colonnello t ST Gian Luca Berruti, del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza, Gaetano Blandini, Direttore Generale della SIAE, Innocenzo Cipolletta, Presidente Confindustria Cultura Italia, Luigi De Laurentiis, produttore Filmauro e Presidente SSC Bari, Luigi De Siervo, AD Lega Serie A, Andrea Duilio, CEO Sky Italia, Ivano Gabrielli, Direttore Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, Nicola Maccanico, AD di Cinecittà, Charles H. Rivkin, Chairman and CEO Motion Picture Association, Francesco Rutelli, presidente ANICA, Stefano Selli, Vice Presidente Confindustria Radio TV e Direttore Relazioni Istituzionali Italia Mediaset, Egidio Viggiani, Direttore Affari Generali e Istituzionali Prima TV.

Emerge la necessità di puntare il dito non solo contro i cittadini che usufruiscono della pirateria ma anche e soprattutto sull’industria alternativa illegale che c’è alla base, con la deliberata volontà di lucrarci sopra, e di farlo attraverso l’educazione e l’informazione. E’ in lavorazione un testo base, di cui si voteranno a breve gli emendamenti per arrivare a un progetto unico e deciso di contrasto della filiera ‘nera’.

Rutelli commenta in videomessaggio: “Dobbiamo difendere valore industriali, economici, produttivi e creativi. I dati sono significativi e significativo è il numero sulla perdita di valore economico, e sulla perdita di posti di lavoro. Sono significativi anche i dati relativi alla consapevolezza delle giovani generazioni. Dobbiamo fare leva su questo. Se si perdono quasi diecimila posti di lavoro per pratiche illegali e abusive bisogna che le giovani generazioni sappiano che lottare contro la pirateria è nel loro interesse perché sono loro a perdere posti di lavoro. I pirati non vanno trattati come mecenati e vanno combattuti”.

Dichiara Blandini: “Credo che i due aspetti più importanti siano da un lato la normativa di cui si discuterà in parlamento a partire da domani, forse bisogna agire senza pensare troppo al meglio. Il meglio è nemico del bene, ci serve uno strumento rapido ed efficace. Poi c’è il tema della comunicazione, bisogna sedersi a un tavolo e fare squadra, siamo tanti e bisogna far sì che ci siano testimonial efficaci. Non bastano Blandini e Cipolletta, ci vogliono attori, grandi atleti, autori, cantanti. Il rischio di metterci la faccia è anche di perdere popolarità. Va sottolineato che se agli operatori arrivano meno soldi, diminuisce la qualità del prodotto. Bisogna lavorare sugli strumenti di contrasto e poi qualche legnatina anche agli utilizzatori finali, magari staccando Internet per un periodo. Un po’ come gli schiaffoni educativi che io ho preso da ragazzino”.

Bernasconi sottolinea: “i numeri sono impressionanti, soprattutto quelli relativi ai posti di lavoro. Di che posti di lavoro stiamo parlando? Di competenze tecniche e ispirazione artistica? Noi italiani siamo considerati artisti. Si dice spesso che con la cultura non si mangia ma non è vero. Non parliamo solo di 9.400 stipendi ma di tramandare e stimolare nei giovani delle competenze che rischiamo di disperdere. 9.400 posti sono moltissimi ma il contenuto e la qualità dei posti di lavoro in un settore così qualificante sono importanti, un patrimonio da tramandare alle nuove generazioni. Il fenomeno della pirateria è devastante, forse l’equivalente di tutto il settore produttivo del nostro settore. A maggior ragione bisogna operare una chiamata alle armi generale: gli amici dei miei amici sono miei amici e i nemici dei miei nemici sono miei amici. Tutti i comparti dell’audiovisivo devono fare un passo indietro rispetto ad altri interessi e investire nella lotta a questo fenomeno, in forze, risorse e competenze. E la parola ‘pirateria’ va associata più spesso alla parola ‘criminalità’. Non deve risultare solo un’azione “da furbetto” ma qualcosa di grave e devastante”.

Mario Lorini, presidente di ANEC dice, da remoto: “siamo da sempre vicini alla FAPAV nella sua lotta. Il fenomeno crea ingenti danni a tutto il settore. La sala cinematografica è uno dei luoghi in cui attraverso il camcording si attua il furto di contenuti. Quindi è un luogo centrale per operare campagne di sensibilizzazione”.

Conferma Gabrielli: “C’è una criminalità vera e propria, con investimenti e strutture e il termine ‘pirateria’ con il suo campo semantico guasconesco ormai è sorpassato. C’è una struttura ma bisogna lavorare sull’intervento in tempo reale con operatività significativa. Stiamo lavorando come Polizia di Stato sull’AGCOM per far sì che l’attività criminale sia resa svantaggiosa. Parliamo di operazioni a livello internazionale, con centrali di trasmissione che non solo riproducono e diffondono contenuti sul territorio nazionale o europeo ma con lanci mondiali. E’ una criminalità organizzata con prospettive delinquenziali che vanno oltre la criminalità comune. Dunque ben venga l’educazione ma noi lavoreremo all’impedimento in diretta dell’attività criminale e al contrasto”.

Dice Berruti: “Oggi possiamo identificare gli strumenti da remoto con le piattaforme di Web Intelligence, ci sono possibilità di intervenire anche con delle ispezioni ed esistono sanzioni pecuniarie e il rischio di reclusione anche per l’utente”.

Aggiunge De Laurentiis: “Se pure gli utenti sono consapevoli di star compiendo un reato, se ne frega finché qualcuno non va a bussargli alla porta. Quello che serve è un ufficio stampa che faccia capire all’utente che le forze dell’ordine possono arrivare a casa, a sequestrare apparecchiature o condannarti. Questo è il genere di comunicazione a cui penso, che sottolinei che anche un ragazzo di 17 o 18 anni è un pirata e può essere considerato tale”.

Chiude i lavori il Commissario AGCOM Massimiliano Capitanio: “Ho apprezzato particolarmente i temi della qualità del prodotto e del comparto emozionale. Chi acquista un prodotto acquista anche emozioni. Alla Camera dei Deputati abbiamo seguito un percorso strutturato. Si sono persi quattro anni ma si è anche investito del tempo in un periodo non facile segnato dalla pandemia e dalla guerra. A livello culturale abbiamo avuto il ritorno dell’educazione civica nelle scuole con particolare occhio alla cittadinanza digitale. Conta comunicare che dietro alla pirateria si celano non solo organizzazioni criminali ma vere e proprie mafie, che occorre chiamare con il loro nome”.

VEDI ANCHE

PIRATERIA

Ad