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KARLOVY VARY – Dopo l’edizione 2021, dirottata alla fine dell’estate – subito prima della Mostra di Venezia – in seguito alla pandemia, il festival di Karlovy Vary, appuntamento cinefilo di prestigio in Repubblica Ceca, torna alle date più consone – in questo caso 1-9 luglio – per l’annata 2022. Un’edizione, la 56ma, con grandi nomi (sono previsti riconoscimenti per la carriera a Geoffrey Rush e Benicio Del Toro), e molto cinema italiano, a cominciare dalla serata inaugurale.

Il film d’apertura del festival, infatti, sarà Supereroi, di Paolo Genovese, su una coppia (Jasmine Trinca e Alessandro Borghi) alle prese con le piccole “eroiche” difficoltà della vita quotidiana. E sempre Borghi è al centro de Le otto montagne che, come quasi tutti i film italiani in programma quest’anno, fa parte della sezione Horizons, che propone una panoramica dei titoli internazionali più interessanti degli ultimi mesi (spesso visti a Berlino, Venezia e Cannes).

Nella medesima sezione troviamo altri tre degli otto titoli che battono bandiera italica a Karlovy Vary: Una femmina di Francesco Costabile, Il buco di Michelangelo Frammartino e, in realtà proveniente dalla Polonia ma parzialmente girato dalle nostre parti, EO di Jerzy Skolimowski. Una selezione eclettica che riflette la diversità delle (co)produzioni italiane recenti, nel contesto di un evento importante come quello ceco, da sempre attento alle nuove forme del cinema internazionale in generale e di quello europeo in particolare.

Altri due film, un lungometraggio e un corto, sono ospitati nella sezione Imagina, dedicata alle nuove declinazioni del linguaggio cinematografico. Il lungo è Atlantide di Yuri Ancarani, vero e proprio caso della stagione festivaliera 2021-2022 sin dalla sua prima proiezione a Venezia lo scorso settembre, con successivi appuntamenti all’interno di manifestazioni importanti in tutto il mondo, dalla Viennale all’IDFA di Amsterdam passando per Göteborg. Il corto, invece, è una co-produzione con gli Stati Uniti ed è The Cadence – A Tale of Paper and Cloth, racconto animato con cui il regista Luca Dipierro riflette in modo personale e giocoso sulla morte.

Infine, il 2 luglio, il festival renderà omaggio a una sua storica collaboratrice, che è venuta a mancare qualche mese fa: Eva Zaoralová, direttrice artistica di Karlovy Vary dal 1994 al 2011 e successivamente consulente, nonché figura fondamentale nell’aver risollevato le sorti della kermesse – anche e soprattutto in termini di prestigio internazionale – quando l’evento era a rischio di chiusura definitiva.

In suo onore, data la sua passione per il cinema italiano, sarà proiettato La strada di Federico Fellini, il film che ha cambiato per sempre la sua vita a livello cinefilo e professionale. Fu lei a curarne l’adattamento cecoslovacco, e tradusse per il mercato locale anche la biografia del cineasta scritta dal critico Tullio Kezich. Con Fellini ci fu anche un rapporto epistolare, che purtroppo non si tramutò mai in un incontro faccia a faccia, anche se nel 1986, proprio a Karlovy Vary, la futura direttrice ebbe modo di conoscere la di lui moglie Giulietta Masina. Probabile che i cinefili presenti sul posto la riconosceranno in una delle tante foto che completano l’omaggio, tramite un’apposita mostra all’Hotel Thermal, centro nevralgico del festival.

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