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TAORMINA - L’edizione 68 del Taormina Film Festival sta per concludersi, così come il mandato affidato agli organizzatori di Videobank, durato un quinquennio. “Il bando a cui abbiamo partecipato è stato fatto per la prima volta, diviso in un biennio e in un triennio, mentre prima veniva fatta un’assegnazione diretta”, spiega il patron Lino Chiechio, che traccia con CinecittàNews un primo bilancio della manifestazione che terminerà sabato sera con la premiazione al Teatro Antico condotta da Anna Ferzetti, che accoglierà Giuseppe Tornatore con il suo Ennio. “Questa edizione ha tutti i numeri per essere considerata, tra le cinque organizzate da Videobank, quella che ha raggiunto il livello nettamente più alto, anche dal punto di vista dei contenuti. Anzi, credo che sia l’edizione migliore non solo del mio mandato, ma degli ultimi dieci anni. Di sicuro abbiamo valorizzato il marchio, lasciandolo meglio di come l'abbiamo trovato”, afferma Chiechio, che ha dovuto confrontarsi con due stagioni segnate fortemente dalla pandemia. “I due anni del Covid sono stati due anni col freno a mano, in cui Videobank ha fatto uno sforzo pazzesco per coprire le passività – dice Chiechio - Nel 2020 non si è potuto usare per nulla il Teatro Antico e abbiamo dovuto fare il festival online con una piccola parte in presenza e limitazioni di capienza. Nel 2021 avevamo mille posti al Teatro Antico ma ancora tutte le limitazioni e le mascherine. Questa è un’edizione aperta e la differenza si vede tanto”.

L’apertura con Francis Ford Coppola che si è generosamente “accomodato” sul palco del Teatro Antico per chiacchierare col pubblico è stata senz’altro la punta di diamante della manifestazione: “Questo è un festival molto ambito, gli attori vogliono venire anche perché viene vissuto dentro la città e a contatto con la gente, anche grazie al red carpet sul Belvedere, che è stata una nostra invenzione. Ho la sensazione che ai talent piaccia proprio questo aspetto, che non trovano ormai in nessun altro festival, sicuramente non a Venezia, né a Cannes. Coppola ha fatto un grande regalo alla città e al festival: sul nostro palco ha fatto una masterclass a tutti gli effetti, qualcosa che rimarrà nella storia per sempre”.

Resta il rammarico per un numero di spettatori inferiore alle aspettative: “La bassa affluenza di pubblico è determinata dal fatto che non è stato possibile da parte nostra fare investimenti adeguati in comunicazione. Le risorse a disposizione del festival sono limitate e affidate quasi esclusivamente ai privati. Da due anni c’è un contributo della Regione Sicilia di 200mila euro a edizione e, se facciamo un confronto con altri festival, si capisce che la cifra è inadeguata. La cosa positiva è che siamo partiti da zero e siamo arrivati a 200mila euro, per cui ringraziamo la Regione per il segnale”. Il budget complessivo del Taormina Film Fest in questa gestione si aggira intorno ai 700mila euro. “Potremmo dire che c’è un Long Covid anche per il cinema – aggiunge Gianluca Russo, responsabile dell’ufficio cinema - Il festival si situa in una stagione cinematografica in cui sono cambiate le abitudini. C’è stata di nuovo una forte presenza, ma non come nell’èra pre-Covid. Forse quelle affluenze non esistono proprio più, nemmeno in sala”.

“Ho tanti rimpianti, sono convinto che si sarebbe potuto fare molto di più se le condizioni legate al territorio fossero state diverse - sottolinea Chiechio, con una punta di amarezza - ma noi lavoriamo nelle condizioni date e questo era il massimo ottenibile. Anzi, abbiamo ottenuto di più di quello che mi aspettavo”. E il futuro? “Il mandato si conclude quest’anno e ci sarà un nuovo bando – risponde - Vedremo che condizioni verranno date e decideremo se partecipare oppure se il nostro impegno finisce qui, comunque felici di aver realizzato il traghettamento di un festival preso in condizioni disastrose. Nel 2017 era stata fatta un’edizione di soli quattro giorni, solo al Palazzo dei Congressi, con pochi film e senza ospiti, solo per mantenere in vita il festival”.

E sull’inedita scelta di affidare la manifestazione a un trio di direttori - composto da Alessandra De Luca, Francesco Alò e Federico Pontiggia - Russo aggiunge: “I tre direttori hanno fatto un lavoro encomiabile soprattutto perché hanno saputo integrare le loro tre diverse personalità: sono riusciti a metterle insieme e creare valore proponendo un cinema che va da un concorso con opere prime e seconde sofisticate ai grandi classici come Coppola, passando per il cinema mondiale pop, con la presenza di Eva Longoria e i Minions. Le tre anime si sono sposate con equilibrio e con un programma non soffocante, che ha consentito di viverlo in tutte le sue declinazioni”. “È stato fatto un lavoro di altissimo livello – conclude Chiechio - ma una condizione senza la quale non andrei avanti è la presenza del duo organizzativo formato da Gida Salvino e Gianluca Russo”.

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