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‘Il cinema italiano e il fantasma della guerra’ è il tema del numero 65 della rivista ‘8 ½ - numeri, visioni e prospettive del cinema italiano’ edita da Cinecittà SpA.

L’editoriale del direttore Gianni Canova si apre con un ricordo di Jean-Luc Godard, morto il 13 settembre. “Cosa resta di lui nel cinema italiano? – si chiede Canova - Tutto Bernardo Bertolucci, per prima cosa. Molto Marco Bellocchio, in secondo luogo. Il primo, bellissimo, Tinto Brass (anche se molti fanno finta di non saperlo o di averlo dimenticato). Qualcosa di Luca Guadagnino. Ma restano anche la sintassi sincopata dei videoclip, Blob e Fuori Orario di Enrico Ghezzi, gli spot più raffinati e spregiudicati della scuola italiana, e poi tutta quell’area mutante e proteiforme che pensa e fa e mangia cinema con insolenza e irriverenza, non per un innato spirito di provocazione ma per un’intelligenza lungimirante che non si accontenta di applicare formulette giù viste e facili luoghi comuni”.

Mentre la guerra torna nel cuore dell’Europa, e la pace degli ultimi decenni viene messa sempre più sconsideratamente in discussione, può essere utile interrogarsi su come i media italiani e il cinema in primis hanno raccontato la guerra, su come l’hanno messa in scena, e sugli effetti che tale rappresentazione ha prodotto e può produrre sull’immaginario collettivo e sulle convinzioni individuali. E’ lo stesso Canova ad aprire l’approfondimento per ‘Scenari’ che prosegue con articoli di Nicole Bianchi, Rocco Moccagatta, Gabriele D’Autilia, Roland Sejko (che si concentra in particolar modo sulla rappresentazione della seconda guerra mondiale nei documentari dell’Istituto Luce), Margherita Bordino, Matteo Marelli, Giona A.Nazzaro, Simona Pezzano, Aldo Grasso, Andrea Guglielmino e Ilaria Ravarino.

La sezione ‘Sui generis’ è dedicata al musical, un genere tutto sommato poco usato nel cinema italiano. ‘Perché espressione di una tradizione culturale diversa dalla nostra? - si chiede Canova - O perché la sua stessa struttura drammaturgica e spettacolare sfida i canoni del realismo e della verosimiglianza, disegnando mondi dominati dall’artificio e dalla finzionalità più spudorata?’.

Ne scrivono Luca Cerchiari, Mimmo Gianneri, Anton Giulio Onofri, Marco Danieli, Andrea Giordano e Cristiana Paternò, tracciandone la storia e le declinazioni. Giuseppe Fantasia intervista invece chi il musical in Italia ha cercato di portarlo: Roberta Torre, Marco & Antonio Manetti, Franco Piersanti. Infine un sondaggio, a cura di Alice Bonetti: a “Qual è il musical più bello di sempre?”, che mostra un certo disappunto verso il genere da parte degli intervistati.

Per ‘Cinema e Istituzioni’ Stefano Stefanutto Rosa intervista Gaia Tridente, direttrice del Mercato Internazionale dell’Audiovisivo di Roma, mentre Carlo D’Acquisto parla della RCI – Rete del Cinema Indipendente, nata come risposta al problema delle sale, che sceglie l’anonimato per rappresentare tutti i soggetti della filiera e che non vuole avere testimonial, figure di riconoscibilità immediata, portavoce o direttivi.

Il ‘Reprint’ ripropone un articolo del regista Enzo Ferrieri, vero e proprio manifesto programmatico del circolo ‘Cineconvegno’ da lui diretto. Il ‘Racconto di cinema’ è ‘L’acqua continua a salire’ di Raffaele Ospite, ispirato ad America Latina. ‘Anniversari’ è dedicata invece al Roma di Fellini e a Sbatti il mostro in prima pagina di Bellocchio, che compiono entrambi 50 anni.

Va da sé che anche la sezione ‘Cinema e musica’ si dedichi al musical, con storie particolari di trasposizioni di musical teatrali a Hollywood, da Jesus Christ Superstar ad Hair. ‘Cinema e Letteratura’ presenta un’intervista a Mario Desiati, vincitore dello Strega 2022. ‘Cinema e Animazione’ coinvolge invece il figlio d’arte Andrea Bozzetto.

Sempre divertenti le avventure a fumetti di ‘Remo Starr – Il cinenauta’, curate da Bugs Comics, che stavolta si trova proiettato in pieno Bianco, Rosso e Verdone. ‘Cinegourmet’ analizza i gusti cinealimentari di Alessandro Haber. Mariagrazia Fanchi e Matteo Tarantino aprono la sezione ‘Scanner’, con un’analisi sulla crisi pandemica parte del lavoro di monitoraggio e di valutazione degli impatti del finanziamento pubblico alle imprese dello schermo condotto da Università Cattolica e PtS Clas per conto della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero dal Cultura.

Il ‘Focus’, a cura di di Gian Luca Pisacane, è dedicato all’Armenia. Per ‘Cinema Espanso’, si parla dell’ultimo lavoro di Gian Piero Brunetta, ‘La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. 1932-2022’, pubblicato in coedizione da Marsilio e dalla Biennale (articolo di Canova) e della storia della prima regista d’Italia raccontata da Flavia Amabile in un romanzo storico edito da Einaudi Stile Libero: ‘Elvira’, con riferimento a Elvira Coda Notari (articolo di Hilary Tiscione).

E ancora ‘La rivoluzione siamo noi. Arte in Italia 1967-1977’, mostra fotografica collettiva, a cura di Ludovico Pratesi, organizzata e promossa dall’Archivio Luce - Cinecittà in collaborazione con Camera - Centro Italiano per la Fotografia di Torino e ‘Short cuts. Il cinema in 12 storie’ (Laterza) libro di Alberto Crespi sul biennio cruciale 1959-60.

Ne ‘La prima volta’ Franco Montini intervista Ferzan Özpetek sul suo film d’esordio Il bagno turco-Hamam. In coda gli ‘Sguardi Eccentrici’ sugli ibridi tra uomini e animali nel cinema italiano, il rapporto tra TikTok e il cinema in ‘Internet e nuovi consumi’ e il Cine-oroscopo di Simon&the Stars.

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