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Pochi registi nella storia di Hollywood hanno lasciato un’impronta indelebile come quella impressa dal piede di Martin Scorsese, uno di quei registi di cui, come si dice, c’è stato un “prima” e ci sarà un “dopo”. Nel giorno del suo 80° compleanno, ci occuperemo del “durante”, ovvero dei suoi oltre 50 anni di carriera, non ancora terminata, in cui ha regalato agli amanti della settima arte un numero impareggiabile di capolavori, riuscendo nell’impresa rara di muoversi nel confine tra il cinema commerciale e quello autoriale. Otto film da riscoprire – un numero puramente arbitrario – con cui ripercorrere le tappe di un percorso lungo, straordinario e ancora in divenire.

Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno - 1973

È stato con il suo terzo lungometraggio, Mean Streets - Domenica in chiesa, lunedì all'inferno, che il nome di Martin Scorsese ha iniziato a risuonare in tutto il mondo. Oltre alla consacrazione del giovane regista, a questo film si deve tantissimo: in primis il lancio definitivo nell’Olimpo dei grandi attori di Robert De Niro, con un ruolo che fornirà le basi per tutta la New Hollywood nella definizione canonica del gangster movie. Un genere che era appena stato rilanciato dal successo epocale de Il Padrino e a cui Scorsese ha dato un contributo definitivo. Primo capitolo di quella che è considerata la “trilogia della Mafia”, Mean Streets è ambientato a Litte Italy ed è ricco di riferimenti alle origini italiane di Scorsese. Protagonisti sono la fantastica coppia interpretata da Harvey Keitel (sodale del regista fin dal suo primo film) e lo stesso De Niro, nei panni di Charlie e Johnny Boy, due scapestrati ragazzi di strada, amici fraterni, alle prese con la criminalità locale. Johnny è un inaffidabile piantagrane, violento e col vizio del gioco, e Charlie sarà costretto a farsi in quattro per aiutarlo a uscire dai guai. In Mean Streets ci sono in nuce tutti gli elementi che renderanno riconoscibile il cinema di Scorsese: la criminalità, la violenza, la vita dissoluta e, soprattutto, il volto iconico di Robert De Niro.

Il film è disponibile in streaming a noleggio su Apple Tv e YouTube.

Taxi Driver - 1976

“You talkin’ to me?” basta questa frase per richiamare una scena iconica, forse la più memorabile di tutta la filmografia di Scorsese. Taxi Driver è indubbiamente uno dei capolavori del regista statunitense, un film entrato di diritto nell’immaginario collettivo grazie alla costruzione di un personaggio, quello del tassista Travis Bickle, che incarna le contraddizioni e le ferite di un Paese appena uscito dalla guerra del Vietnam. De Niro, ancora una volta, veste alla perfezione i panni di un uomo piegato dall’insonnia e dalla psicosi, incapace di opporsi a un’infelice routine metropolitana, in un pattern caratteriale che verrà riproposto da Scorsese più volte in film come Re per una notte e Cape Fear – Il promontorio della paura. Vincitore della Palma d’Oro a Cannes, Taxi Driver è un thriller psicologico a tinte noir che riesce mirabilmente a cogliere le contraddizioni e le ipocrisie della società americana.

Il film è disponibile su Netflix.

Toro Scatenato – 1980

Ancora una volta, inevitabilmente, Robert De Niro. Il volto imbolsito e martoriato del pugile Jack LaMotta, un personaggio realmente esistito, regala all’attore uno delle sue interpretazioni più intense e memorabili, premiata giustamente con il suo secondo Oscar, il primo come protagonista. Primo e unico film a tematica sportiva di Scorsese, Toro scatenato è una pietra miliare della sua carriera, tanto da valergli la sua prima nomination alla Miglior regia sia agli Academy Awards che ai Golden Globe. I tratti del protagonista autodistruttivo e paranoico sono ormai un marchio di fabbrica per un film che sarà un esempio per i cineasti degli ultimi 40 anni anche per l’uso eccellente e calzante del bianco e nero.

Quei bravi ragazzi - 1990

Quando Martin Scorsese torna a occuparsi di argomenti mafiosi, non è più il regista di Mean Streets: è ora un artista affermato e maturo, capace di riproporre i topos del suo cinema con una consapevolezza totale. Ciò che viene fuori è Quei bravi ragazzi, un’epopea criminale che ripercorre la vita di Henry Hill, uno che “ha sempre voluto fare il gangster”, o meglio “essere qualcuno in un quartiere di gente che non era nessuno”. Il volto del protagonista/narratore questa volta è affidato a Ray Liotta, con i soliti De Niro e Pesci come co-protagonisti al suo fianco. Una storia lunga quasi quarant’anni che ci porta alla scoperta degli aspetti più affascinanti della mentalità mafiosa: lo spirito di gruppo, il sentirsi parte di qualcosa di grande e, al tempo stesso, l’incombenza perenne del pericolo, del tradimento, della morte. Il secondo capitolo della "trilogia della mafia" è una partitura cinematografica perfetta, in tutti i suoi aspetti. Imitato da molti, in particolare da David Chase per la sua serie cult I Soprano, è probabilmente uno dei punti più alti del cinema contemporaneo.

Quei bravi ragazzi è disponibile su Sky e in streaming su Now.

Gangs of New York – 2002

Tra tutti i film a cavallo del nuovo millennio non può mancare di certo l’epico Gangs of New York, non tanto per l’indiscussa qualità della ricostruzione di un periodo storico come quello della Guerra Civile Americana, né per la pioggia di nomination e premi ricevuti, ma principalmente perché segna l’inizio del secondo grande sodalizio artistico della carriera di Scorsese, quello con Leonardo DiCaprio. L’ennesimo attore di origini italiane non era affatto una scelta scontata: reduce dai grandi successi commerciali di Titanic e La maschera di ferro, e dall’insuccesso di The Beach, DiCaprio era spesso ingiustamente etichettato come un attore più bello che bravo. Con questo ruolo da protagonista, opposto a un fantastico Daniel Day-Lewis, la sua carriera, in termini di reputazione, è letteralmente esplosa, legandosi inevitabilmente a quella del regista. Due destini artistici intrecciati per raggiungere le vette altissime, toccate in ben quattro altri film. Nota di merito: il film è interamente girato negli studi di Cinecittà con le scenografie realizzate dal premio Oscar Dante Ferretti. 

Gangs of New York è disponibile a noleggio su Prime, Apple Tv e Youtube.

The Departed – Il bene e il male – 2006

Con quattro premi Oscar, tra cui quello alla Miglior regia, The Departed è di certo il film più premiato della carriera di Scorsese. Remake del cinese Infernal Affairs, è un thriller da manuale che gioca sapientemente nel conflitto tra due spie: Matt Demon interpreta il figlioccio dello spietato boss Frank Costello infiltratosi nell’unità speciale anticrimine della Polizia; Leonardo DiCaprio interpreta un infiltrato della Polizia proprio nella gang di Costello. Un film spietato e avvincente, ricco di colpi di scena che il regista riesce a sfruttare al meglio delle sue possibilità, ma soprattutto un film basato sui caratteri e sulla continua lotta intestina di ognuno di noi, divisi perennemente tra la spinta verso il bene e la fascinazione del male.

The Departed è disponibile su Sky e in streaming su Now e Infinity.

The Wolf of Wall Street – 2013

Un’esaltante, straripante, logorroica, volutamente eccessiva critica all’edonismo americano, raccontata con una freschezza e un’ironia senza pari da un regista 70enne: anche questo è Martin Scorsese. The Wolf of Wall Street con il suo viaggio nella vita del broker realmente esistito Jordan Belfort ci regala uno dei migliori film dell’ultimo decennio, con quella che forse sarà ricordata come la migliore performance di un istrionico Leonardo DiCaprio. Ingiustamente snobbato agli Oscar, nonostante le cinque candidature, questo film merita di stare qui anche solo per il coraggio e l’intraprendenza di uno Scorsese che, in questa sua seconda parte di carriera, non si pone più alcun limite espressivo e narrativo.

The Wolf of Wall Street è disponibile su RaiPlay e su Netflix.

The Irishman – 2019

Questa carrellata non poteva che chiudersi con quello che può essere considerato il testamento artistico di Martin Scorsese. Un film tenuto nel cassetto per decenni è realizzato solo grazie all’intercessione di Netflix. Anche in questo, dunque, il regista siculo-americano anticipa i tempi sfruttando cinicamente tutto il potenziale dato dalle nuove piattaforme digitali con un’opera colossale, lunga oltre tre ore, ideale compendio di tutto il suo cinema. The Irishman è il quarto capitolo fuori tempo massimo della "trilogia della mafia", con il ritorno di quasi tutti i volti, spesso ringiovaniti in cgi, che hanno reso grande il genere di gangster: gli immancabili De Niro, Pesci e Keitel, oltre che l’eterno Al Pacino, sorprendentemente alla prima collaborazione con il regista. Ancora una volta nessun Oscar, nonostante le 10 candidature, ma un consenso unanime di pubblico e critica, per quello che sarebbe potuto essere l’addio perfetto al cinema, un saluto in grande stile.

Scorsese però, a dispetto dell’età, non ha nessuna intenzione di fermarsi. Presto, infatti, vedremo sugli schermi altri due suoi progetti: Killers of the Flower Moon (nel 2023) e The Wager (in lavorazione), entrambi con Leonardo DiCaprio. Insomma, con 8 decadi sulle spalle il piccolo grande regista newyorkese ha ancora voglia di aggiungere pagine alla storia del cinema. E chi siamo noi per lamentarci?

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