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Quello che stiamo vivendo è un periodo storico di riflessione e, chissà, ridefinizione del rapporto tra individuo e lavoro. Il quite quitting o la riduzione del numero delle ore di lavoro, la valorizzazione del proprio tempo al di fuori del lavoro e il lavorare meno e lavorare meglio sono delle esigenze che si stanno affacciando nel discorso sociale con sempre più frequenza (altrove più che in Italia). Anche il mondo del cinema si sta facendo portatore di queste istanze, con attori e attrici che sempre più spesso decidono di prendersi lunghi periodo di pausa per non farsi schiacciare dalla macchina produttiva. Jonah Hill, per esempio, ha annunciato che non parteciperà più alla promozione dei film a cui prenderà parte, o che realizzerà da regista. È notizia freschissima che Gary Oldman stia pensando di ritirarsi entro un paio d’anni: “la carriera non è tutto e io ho altre cose che mi interessano oltre alla recitazione. Quando sei giovane pensi che riuscirai a fare tutto, poi gli anni passano”.

A febbraio di quest'anno un grande attore del nostro cinema, Ivano Marescotti, ha annunciato il ritiro per “godersi la vecchiaia”, “seguendo l'esempio di Jack Nicholson che a 73 anni s'è ritirato dalle scene”. Quentin Tarantino sta dichiarando da anni che non farà il regista per sempre, e che anzi il prossimo lungometraggio, il suo decimo, sarà l’ultimo. "Ho fatto film per trent'anni ed è il momento di chiudere”, ha confermato anche recentemente nel programma di Chris Wallace sulla CNN. 

Insomma, il lavoro non è tutto, nemmeno se sei un cineasta o un attore di successo. È vero anche, però, che “once an actor, always an actor”, e se un ritiro “prematuro” fa scalpore, ancor più clamorosi sono i ritorni, magari dopo anni, dopo che tutti, fan e addetti ai lavori, avevano perso ogni speranza. 

Certo ci sono stati alcuni annunci di ritiro poco credibili fin dall’inizio. Su tutti quello di  Joaquin Phoenix, che nel 2008 aveva annunciato che avrebbe smesso di fare l’attore per diventare un rapper. Si scoprì che era una “bugia a fin di cinema”, visto anche quella dichiarazione faceva parte di un mokumentary che stava girando,  Joaquin Phoenix - Io sono qui!, che fu diretto da Casey Afflek e presentato fuori concorso a Venezia nel 2010. 
Nel video una delle occasioni in cui Phoenix ha annunciato il ritiro:

 

Si era convintamente ritirato, invece, Joe Pesci, che nel 1998 annunciò seriamente quello che Phoenix aveva detto per “scherzo”: avrebbe lasciato il cinema per dedicarsi alla sua altra grande passione, la musica. E lo fece, dedicandosi al suo jazz. Ma il richiamo del cinema è stato irresistibile. Nel 2006 rientra per The Good Shepherd, ma è solo un cameo per l’amico De Niro, poi nel 2010 si lascia convincere da Taylor Edwin Hackford per Love Ranch e, soprattutto, 9 anni dopo, nel 2009, torna con i “bravi ragazzi” in The Irishman, in quello che ha il sapore di un “last dance”, per il quale è stato candidato all’Oscar come miglior attore non protagonista. 

Due altri “grandi vecchi” del cinema statunitense hanno fatto una promessa che, forse, sapevano da subito di non poter mantenere. Nel 2008, dopo la presentazione di Gran Torino, Clint Eastwood dichiarò che avrebbe interrotto la sua carriera da attore per dedicarsi unicamente alla regia. Non durò molto: già nel 2012 recitò infatti in Di nuovo in gioco di Robert Lorenz. Ci siamo tutti un po’ commossi con Old Man & the Gun, quello che era stato annunciato come l’ultimo film di Robert Redford. In una recente intervista, Redford ha fatto sapere che forse era stato un po’ avventato nella dichiarazione, e che chissà che il tempo di un nuovo film non arrivi presto. 

Tra i ritirati-e-poi-tornati in buona fede vanno annessi senza dubbio tre mostri sacri: Audrey Hepburn, Jane Fonda e Marlon Brando. Per una motivazione o per l’altra i tre sembravano davvero decisi, ma tra il dire il fare c’è di mezzo il fatto che once an actor, always an actor. Si prese una pausa molto lunga Hepburn, che non girò film dal 1967 al 1976, 9 anni nei quali ebbe diverse vicissitudini di carattere personale e nei quali avvenne una trasformazione nel suo rapporto col cinema e con la sua immagine. A testimonianza che qualcosa si fosse incrinato anche un mero dato statistico: il suo ultimo film uscì nel 1989, 13 anni dopo la ripresa, 13 anni nei quali Hepburn girò solamente 4 film. Ancor più lunga fu la pausa che si prese Jane Fonda, che non recitò dal 1990 al 2005, e che nel 1992 annunciò addirittura l’addio a Hollywood. Il suo ritorno fu “oliato” dal documentario impegnato V-Day: Until the Violence Stops, e poi certificato ufficialmente da Quel mostro di suocera, nel 2005. Pienamente “recuperata”, Fonda si sarebbe poi dedicata anche alla serialità televisiva, soprattutto con Grace and Frankie. E poi il grande malinconico Marlon Brando, che dopo incredibili successi e fragorosi fallimenti, dopo una fulgida carriera trascorsa, anche, a contestare dall’interno un sistema che non aveva mai amato, annunciò il ritiro nel 1980. A partire dal 1989, però, cominciò a riaffacciarsi sul grande schermo, spesso con ruoli molto piccoli ma utili per il portafoglio, non è un mistero, infatti, che riprese anche per motivazioni economiche. Nel 2000 girò persino uno spot per Telecom, questo:

 

 

Non si ritorna solo per soldi, però. Giovanna Ralli, un’assoluta signora del nostro cinema, con una carriera che tocca addirittura gli 80 anni (classe ‘35, iniziò a recitare prestissimo, nel ‘42) si è progressivamente ritirata a vita privata, ma si riserva il diritto di scegliere i progetti. L’ha fatto per Un ragazzo d’oro di Pupi Avanti nel 2014, e poi di nuovo per Marcel! di Jasmine Trinca (foto), dove è stata conquistata dall’elemento autobiografico e dal carico emotivo che intravedeva nel film, e nel suo ruolo della nonna. 

C’è, infine, chi è nel bel mezzo dell’annunciato ritiro. Parliamo di Daniel Day Lewis che ha parlato di un suo addio al cinema nel 2017, dopo aver interpretato Reynolds Woodcock nel capolavoro Il filo nascosto. Il tre volte premio Oscar non è nuovo a questo genere di scelte. Come è noto, già dal 1997 al 2001 si allontanò dalle scene e lavorò da un calzolaio fiorentino. Stavolta sembra che la sua decisione sia definitiva, ma ha solo 65 anni, siamo proprio sicuri che saprà resistere alle proposte che potrebbero arrivargli nei prossimi dieci anni?

 

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