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VITA DA CARLO 2 Carlo Verdone torna a raccontare se stesso con la seconda stagione di Vita da Carlo, in lavorazione fino a Natale e destinata successivamente ad essere programmata su Prime Video in dieci puntate. A conferma dell’immarcescibile popolarità dell’attore, la presentazione della serie ha trovato ampio spazio sui principali quotidiani. Su Il Messaggero, nell’articolo di Gloria Satta, Verdone anticipa caratteristiche e novità della seconda stagione: “Niente più politica: è stata bannata. Si comincia con la mia rinuncia a fare il sindaco di Roma a dispetto dei sondaggi trionfali. Capisco che la politica con la sua perfidia non fa per me, così mi metto in testa di fare qualcosa che non ho mai fatto: voglio dirigere un film d’autore intitolato Maria F, come il personaggio della giovane prostituta che rievoco nel mio libro autobiografico La carezza della memoria. E’ una storia carica di tenerezza, ma l’esilarante produttore terra-terra (Stefano Ambrogi) storce il naso e, nella speranza di trascinare i giovani al cinema, scrittura la popstar Sangiovanni per il ruolo di Carlo da giovane. E’ una vera follia, cosa c’entra con me un 19enne vicentino? In più è talmente timido, inesperto e fragile da esitare ad accettare la parte”. Nell’articolo, Verdone confessa anche che non avrebbe voluto realizzare la seconda stagione: “Poi il successo della prima -dice- mi ha convinto. Finché non ho il riscontro ho sempre paura di non esser adeguato… ma sono felice di aver rotto il ghiaccio con la serialità”.

LUCA GUADAGNINO E LA SOLITUDINE AMERICANA In occasione dell’uscita in sala di Bones and All, Domani pubblica a firma di Johnathan Bazzi una lunga intervista con Luca Guadagnino. Una delle domande è centrata sulla solitudine dei due adolescenti protagonisti della storia e il regista afferma: “Tutti i personaggi del film vivono immersi in una profonda solitudine. Io la penso come Lukas: essere una persona significa essere soli. Tutte le figure di questo film sono schiacciate da un isolamento devastante: penso a Sully e alla sua incapacità di decifrare i segni che gli arrivano da Maren, e, quindi all’ostinazione ad interrompere la sua solitudine imponendosi con le buone o con le cattive. Penso alla nonna di Maren, chiusa in quella casetta tutta in ordine per tenere lontanissimo il perturbante che l’ha travolta. Sono tutti personaggi radicalmente soli e questo è interessante anche in riferimento agli Stati Uniti e alla loro cultura, perché l’America coltiva da sempre l’individuo in maniera sfrenata. Premiando in maniera così intensa l’individualismo, gli americani restringono il campo dell’interazione sociale. Il sentimento di solitudine nella vastità circostante è molto americano: un aspetto su cui, passando tanto tempo lì per le riprese, ho riflettuto a lungo. Mi interessava cercare di restituirlo sulla scena”.

IMPREVEDIBILI FICARRA E PICONE Sempre nella giornata di domani, giovedì 24 novembre, arriva nei cinema anche il primo lungometraggio di Vincenzo Pirrotta: Spaccaossa, distribuito da Luce Cinecittà. Una storia durissima che racconta la ferocia della criminalità siciliana e uno degli aspetti più sorprendenti, insieme ad un inedito ritratto di Palermo, è che a firmare la sceneggiatura, insieme al regista e ad Ignazio Rosato, siano Salvo Ficarra e Valentino Picone. A proposito dei quali nell’articolo di Marta Occhipinti, pubblicato sull’edizione siciliana de La Repubblica, Pirrotta dice: “Ficarra e Picone non sono solo due comici. La loro abilità va oltre la scrittura della commedia, per come siamo abituati a vederli. E ho avuto modo di impararlo nel lavoro dietro le quinte, fianco a fianco. Mi hanno consigliato su alcuni snodi del film. Ad esempio, mi hanno fatto tagliare una scena, una rapina, che non faceva parte della storia. E hanno fatto bene”.

RITORNO AL PASSATO DELLA DISNEY Fra gli addetti ai lavori ha suscitato grande interesse la notizia che la Disney abbia richiamato al vertice della società Robert Iger, che, dopo esserne stato l’amministratore delegato fra il 2005 e il 2020, si era ritirare a godere la meritata pensione. “Adesso -si legge nell’articolo di Matteo Persivale su Il Corriere della Sera -  Iger è stata richiamato d’urgenza in servizio, domenica scorsa, dal board della Disney e ha subito dimostrato nella sua prima mail ai dipendenti che cambiano le circostanze- il post pandemia, il rapidissimo mutamento degli scenari dello streaming- ma la sua filosofia è la stessa: raccontare storie è la linfa vitale di questa azienda e deve essere messo al centro del modo con cui organizziamo le nostre attività”. Insomma, meno strategie economico/finanziarie e più creatività.

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