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In apertura del 40mo Torino Film Festival, l’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco anticipa alcune delle novità targate 01 Distribution. Un “listino luminoso”, come lui stesso lo definisce, perché “il cinema illumina la nostra vita e ci arricchisce da un punto di vista personale, culturale, di riflessione e di sogno”. Non è un caso che tra i titoli sia presente il nuovo capolavoro di Steven Spielberg The Fabelmans e l’atteso nuovo film di Gabriele Salvatores Il ritorno di Casanova. Due film che dell’amore per il cinema fanno la loro colonna portante. In particolare, il film del regista italiano, di cui è stata mostrata una prima clip che alterna il bianco e nero al colore, sembra quasi essere un omaggio a 8 ½, con un Toni Servillo nei panni di un “maestro” del cinema incapace di concludere il suo film sul Casanova.

Tra i film presenti nel listino, ci sono tante recenti conoscenze festivaliere come Educazione Fisica di Stefano Cipani, Le vele scarlatte di Pietro Marcello e The Son di Florian Zelle, e soprattutto tantissimi nuovi e attesissimi titoli. Insieme agli italiani La conversione di Marco Bellocchio, Il Sol dell’Avvenire di Nanni Moretti, Io Capitano di Matteo Garrone, Mia di Ivano De Matteo, La Chimera di Alice Rohrwacher e le commedie Tramite amicizia di Alessandro Siani e Mixed by Erri di Sydney Sibilia, spiccano alcuni veri e propri colossal. Abbiamo, ad esempio, Killers of the Flower Moon, il nuovo film di Martin Scorsese, che a 80 anni appena compiuti per la prima volta dirige contemporaneamente i suoi attori feticcio Robert De Niro e Leonardo DiCaprio. Un film che solo noi italiani avremo il privilegio di vedere in sala, in quanto in tutto il resto del mondo verrà distribuito da Apple TV. Ma c’è anche The Palace, film “italiano” di Roman Polanski con tra i vari Oliver Mascucci, Fanny Ardant e Michey Rourke anche Luca Barbareschi (anche produttore) e Fortunato Cerlino. Completano il listino Ferrari di Michael Mann con Adam Driver e Penélope Cruz e Golda di Guy Nattiv con Helen Mirren.

“In questo periodo abbiamo prodotto molto, - dichiara Del Brocco - con due obiettivi: il primo è quello di tenere fede al nostro mandato principale che è quello di investire e sostenere la realtà industriale e culturale del sistema cinema italiano, il secondo è che continuiamo a essere convinti di una cosa: dalla quantità nasce la qualità. Mi spiego meglio, perché su questo tema c’è stato un grande dibattito. Alla domanda: si producono troppi film? Io non credo ci sia una risposta giusta o sbagliata. Perché naturalmente tutto è opinabile. Viviamo in un momento di mercato completamente diverso rispetto a qualche anno fa. Alcuni titoli non hanno risultati dignitosi in sala e altri titoli non riescono neanche ad approdare sulle piattaforme, soprattutto film italiani. D’altro canto io credo che se non avessimo investito tanto in piccoli film di giovani sconosciuti e non avessimo gettato nel mare, come dice Paola Delle Fratte, le reti delle possibilità, non avremmo scoperto talenti come Alice Rohrwacher, Susanna Nicchiarelli, i fratelli D’Innocenzo e tanti altri. Avendo anche il cappello del servizio pubblico, abbiamo anche una maggiore responsabilità”.

In chiusura l’ad ci tiene a ricordare tre importanti progetti ancora in fase di produzione, quindi non inclusi nel listino attuale: Il capitano di con Pierfrancesco Favino, attualmente sul set a Taranto, Lubo di Giorgio Diritti e Finalmente l’alba di Saverio Costanzo con Lily James e Willem Defoe, film dal grandissimo budget, ambientato in una città anni ’50 ricostruita a Cinecittà, dove il film è stato quasi interamente girato.

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