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La prima masterclass del 40 Torino Film Festival vede una protagonista speciale, Paola Cortellesi, l’attrice italiana che, come dice lo stesso Steve Della Casa, negli ultimi anni ha incassato di più in assoluto. Una carriera straordinaria la sua, iniziata casualmente con i “cori” di Cacao Meravigliao e continuata in televisione, al teatro, in sala di registrazione e di doppiaggio, in radio e, ovviamente, al cinema.

Io non credo alle occasioni e ai treni che passano. – racconta l’attrice - Nel mio caso nulla è casuale. È tutto frutto di una scelta, di un desiderio di fare cose diverse. Perché questo mestiere ti permette di farlo. Da ragazza cantavo e me la cavavo pure bene. Quando un produttore voleva produrmi una canzone, mi chiese che genere volessi fare. Ma a me piacevano tutti i generi, sceglierne uno era impossibile, non sarei mai stata brava, perché non avevo il fuoco su un genere solo. Il mestiere che mi ha dato la possibilità di affrontare tanti generi e registri è stato quello dell’attrice, che mi ha dato la possibilità di spaziare e di cambiare. Ho fatto scientemente questo percorso. Anche se non è stato facile Negli anni in cui avevi successo con il teatro ho fatto fatica a lavorare per il cinema perché ero teatrale, quando ho avuto successo con la Gialappa's, la gente si aspettava che facessi quei personaggi. Avevo l’etichetta da personaggio tv, quando io facevo prosa. E la gente a teatro non se lo aspettava. Ci si fa un’idea su un personaggio. Non sono stato perseguitata ma queste idee vanno scardinate. È una cosa che ho cercato, anche se con difficoltà”.

Un talento così strabordante che la inquadra come una delle felici eccezioni non solo del nostro cinema ma dell’intero sistema culturale e dello spettacolo. Soprattutto quando si parla di opportunità date alle donne: “ho avuto la possibilità di fare dei film scritti da me e sono quelli in cui ho raccontato al meglio le cose che mi interessano. Se vuoi raccontare una storia è difficile che ti arrivi così come la vuoi da qualcun altro. Soprattutto se sei donna. Lavorando con la tua squadra puoi scriverti esattamente il ruolo che vuoi. Le donne sono meno degli uomini, sono pagate meno. Sono felice di cambiare questa tendenza”.

“Vorrei fare questo mestiere finché mi reggono le gambe. – conclude Cortellesi - Questa è una minaccia. È un mestiere bellissimo perché non ha fine. Purtroppo dopo un po’ scema, soprattutto per le donne, perché già ci sono pochi ruoli, figuriamoci per una donna matura”.

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