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TORINO – L’abitudine all’eroe viene sovvertita e Luigi Lo Cascio diventa, suo malgrado, un machivellico villain: The Bad Guy – nuova serie Prime Original italiana – segue la storia di Nino Scotellaro, pm siciliano con la rinite cronica che “…ho passato la vita a combattere Cosa Nostra, qualcuno mi ha addirittura definito un eroe…”, ma improvvisamente viene accusato di “essere uno di loro” e così “ho deciso di diventare quello in cui mi avevano trasformato”. 

Il cattivo e la cattiveria, dunque, per Lo Cascio, anche se “non è una categoria che io tengo molto presente. Mi è capitato in teatro di fare Iago ma nessuno mi chiedeva del cattivo perché in teatro è più chiara la dimensione della maschera: al cinema, invece, sembra si chieda anche qualcosa di quasi personale. All'inizio, Nino, che rappresenta il bene, sconfina per mestiere nel regno del male, indossando quasi teatralmente la cattiveria per sembrare cattivo: c’è da capire se ci sia in lui una fascinazione per il male, se si scioglierà e prenderà la sua forma (nello svolgimento delle puntate)”. 

Un inedito Lo Cascio, anche nella costruzione estetica del personaggio, cristologico e carnale, occhi verdi, entra in scena sulle evocative note della Bandiera Bianca di Battiato – non l’unica sequenza musicale della grande musica leggera/autorale italiana, sempre usata con metaforico, ironico, simbolico spirito - e “si racconta” fuori campo, in voce: ma, 8 anni prima…, l’ennesimo incontro-confronto con il groviglio omicidiario della mafia, nello specifico della persona di Mariano Suro, vertice apicale e mandante di “200 omicidi, 28 ergastoli, questo signore è libero!!! … mi sono scassato la minchia di farmi prendere per il culo”, tuona il pm. 

La condanna e la vendetta s’infilano contigue per Scotellaro: un piano alla Machiavelli e “la trasformazione” in The Bad Guy – titolo della serie in 6 puntate e ruolo -, profilo che gli è stato ingiustamente cucito addosso, appunto: “È difficile trovare le parole per dire cosa succeda al mio personaggio, è ampio, a più strati, molto aereo. Ho letto le sceneggiature delle 6 puntate e mi sono trovato a completarle pensando che mi sarebbe piaciuto esserci: sono rimasto colpito da qualcosa che va oltre i temi, dal divertimento in senso pieno, dalla vivacità di quello che succede, forte per la libertà d'invenzione per cui può essere visto anche come un dramma shakespeariano, per stoffa caratteriale ma anche per le opportunità d'attore. Tra le forme di libertà, c’è il far parlare i personaggi nella loro lingua: il mio parla proprio la lingua dei quartieri, qualcosa già successa ne Il traditore, e questo cattura lo spettatore perché cala in una realtà”, per Luigi Lo Cascio.   

Mentre “La mia è più una trasformazione interiore: fuori Luvy è semplice, anche un po' brusca ma, a differenza del padre e del marito, i criminali ha deciso di difenderli; il suo mondo è sfaccettato” spiega Pandolfi del proprio personaggio, l’avvocata Luvy Bray, figlia sopravvissuta all’attentato a Paolo, suo padre appunto, Procuratore fatto saltare nella sua imbarcazione con 30kg di tritolo, il cui ordine era arrivato proprio da Suro”. 

Una coppia, quella di Luvy e Nino, che Lo Cascio racconta guidata “dalla scrittura e dalla stima per la compagna di scena, qualcosa questa che porta fiducia nel personaggio come se fosse accaduto qualcosa di profondo tra di noi. Lei, poi, è un personaggio affascinate, una forza della natura, una creatura di cui non si può non essere innamorati”. Un concetto che ricorre anche per Claudia Pandolfi, per cui “di Luvy e Nino era importante tener sempre presente l'innamoramento di lei per lui” e, senza poter scendere nel dettaglio dello svolgimento, l’attrice accenna che, come coppia, nella serie: “le strade sono destinate a separarsi e per lei è un lutto che ha difficoltà a superare”. 

Ludovica Rampoldi, che ha scritto la serie con Davide Serino, sulla costruzione di una figura come quella di Scotellaro spiega come nella società ci sia “bisogno di creare un eroe, che assolve alla nostra incapacità di fare quello di cui non siamo capaci. E se non muore, l’eroe, il suo piedistallo ci inizia a dar fastidio, allora scatta il bisogno atavico di buttarlo nel fango”, ma The Bad Guy, pur proponendo un eroe, ma anche le sue contraddizioni, è una storia capace di commedia che “significa trattare le ferite ancora aperte con un po’ più tono leggero, scanzonato, sopra le righe: la loro regia - di Giuseppe G. Stasi e Giancarlo Fontana - ci permette di bordeggiare il grottesco, prossimo al realismo. Su questo abbiamo innestato un tono un pochino drogato”.

Il genere si mescola e il crime incontra qui la commedia nera, cui danno anima, oltre a Lo Cascio e  Pandolfi, anche Vincenzo Pirrotta, Selene Caramazza, Giulia Maenza, Antonio Catania e Fabrizio Ferracane.

La serie sarà distribuita in due parti su Prime Video: i primi tre episodi debuttano l'8 dicembre, gli ultimi tre saranno disponibili la settimana successiva, dal 15 dicembre.

L'approfondimento video: guarda qui

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