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Il cinema italiano riparte sotto il Vesuvio. Ad aprire le danze della 45ma edizione delle Giornate Professionali di Cinema nel pomeriggio di lunedì è il convegno degli esercenti, organizzato da ANEC in collaborazione con BoxOffice nella sala Ulisse dell’Hilton: ‘Le proposte dell’esercizio per una ripresa stabile’. Le parole d’ordine sono la sfida e l’azione comune, a partire dal titolo scelto quest’anno per la manifestazione, ‘New Challenges, Together!', che ricorrono nelle parole dei relatori in quella che è una fase decisiva per il riequilibrio dell’industria cinematografica italiana.

Iniziative a medio e lungo termine, una legge cinema più chiara, meno film e migliori, riportare al centro l’unicità dell’esperienza cinema, intercettare i più giovani, anche attraverso il lavoro con le scuole, indicare iniziative comuni su scala nazionale supportate dal governo: sono questi - a detta di tutti gli intervenuti - i primi passi da compiere per favorire la rinascita del mercato cinematografico italiano. “Lo scorso anno eravamo qui a cercare uno spiraglio per ripartire” - dice Mario Lorini, Presidente ANEC, introducendo i lavori - “Oggi occorre rialzare la testa, come fa la sirena che simboleggia queste nostre giornate”. Andrea Stratta, AD di Notorious Cinemas, mette l’accento sulla necessità di alzare il livello qualitativo delle sale stesse, accompagnandole con una serie di servizi più innovativi possibili, come nella strategia messa in campo dalla stessa Notorious. Senza tralasciare iniziative promozionali strutturate e supportate dal governo, per riequilibrare i prezzi e recuperare l’affezione del pubblico verso il cinema.

“Il settore è in grave difficoltà, è evidente che la tentazione sia quella di abbassare il prezzo del biglietto, ma io credo sia un’iniziativa sbagliata dal punto di vista industriale e scorretta dal lato dello spettatore - dice Tomaso Quilleri, Responsabile Programmazione e Marketing circuito Regno del Cinema -  Se si vuole riportare al centro dell’attenzione la cultura dell’esperienza cinematografica occorre andare nella direzione opposta, rendendo imperdibile l’esperienza unica dell’evento in sala. La strada è lunga, ma non può essere intrapresa dai singoli esercenti, separati dai distributori e dalle istituzioni”. Per Paolo Protti, storico esercente di Ariston – Cinecity di Mantova, invece “Si è sempre indirizzata la promozione al pubblico che non c’è, a quello che abbiamo perso. Ora dobbiamo puntare su quello che c’è, a quello che è tornato in sala anche durante la pandemia, al quale è evidente che non sappiamo comunicare. Si dice che si è perso il pubblico ‘maturo’, over 50, ma quello sta lentamente tornando. Io vedo molta difficoltà tra i giovani: una promozione sul prezzo tra gli under 18 in tutta Italia potrebbe avere molto successo”.

“Noi abbiamo la fortuna di lavorare in un settore che viene finanziato, ma non si può pensare che oggi spesso si facciano film pensando più al tax credit che non al contenuto” – dice Francesco Grandinetti, Managing director The Space Cinema. “Si potrebbe istituire il giorno dello spettatore cinematografico, come in Spagna il mercoledì, supportato dal governo e da una forte comunicazione su scala nazionale, con l’aiuto dei maggiori sponsor del settore. Poi c’è il tema delle scuole, serve una seria collaborazione tra il Ministero dei Beni Culturali e quello dell’Istruzione e del merito, per costruire una rete importante tra le sale e gli istituti scolastici, che rappresentano il pubblico del futuro”.

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