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I fondi per il Tax Credit ci saranno. Si apre con un sospiro di sollievo il convegno pomeridiano organizzato all’Hilton da ANEC e ANICA “Il Theatrical cuore della redditività economica dell’audiovisivo: siamo ancora in tempo?”, nell’ambito della 45° edizione delle Giornate Professionali di Cinema – New Challenges, together. “La buona notizia di oggi è che finalmente il Ministero dell’Economia e delle Finanze ci ha detto che il decreto che stavamo aspettando, che riguarda le sale, la produzione internazionale e la distribuzione, va bene: questo libererà 253 milioni di euro per il settore, attesi da moltissimo tempo”. Lo ha annunciato la senatrice Lucia Borgonzoni, Sottosegretaria di Stato al Ministero della Cultura, aprendo il convegno nel pomeriggio di oggi. “Ora dobbiamo riprendere in mano il settore dopo questa fase difficile, ridisegnare alcune parti del Tax Credit e della sua distribuzione per il prossimo anno” – ha aggiunto la Sottosegretaria. “Dobbiamo pensare insieme come aiutare maggiormente tutte le sale in modo che il pubblico possa vivere l’andare al cinema come un’esperienza da ricordare. Questo passa dai giovani. Sono 54 i milioni che investiamo quest’anno per raccontare l’audiovisivo nelle scuole. Mi è capitato di vedere i ragazzi ad Alice nella Città, sono loro i migliori sponsor che poi gireranno a raccontare quanto è bella una sala, innamorati di un’emozione che non avevano mai provato. Le sale sono i veri presidi sociali dei nostri territori, spesso gli unici presidi culturali”.

Per presidente ANEC Mario Lorini “ora però il Ministero dovrà lavorare anche sul tema della cedibilità del credito, perché dalle risorse che arriveranno per il Tax Credit si renderà necessaria, per molte delle nostre sale. E poi sul tema dei costi energetici, su cui c’era un decreto di 40 milioni che è rimasto lì, sul tavolo. È chiaro che è un inizio, vedremo ora nella Finanziaria, che purtroppo – e non credo sia responsabilità dei qui presenti - non ha un capitolo sulla cultura, e non è una cosa bella. C’era il decreto dei 10 milioni per la promozione del cinema italiano, però su questo pacchetto di urgenze incombeva il sistema. Quindi dobbiamo metterci a lavorare su una riprogettazione di tutto, a partire dalla notizia arrivata oggi su questa norma, che sarà una delle soluzioni importanti per il prossimo triennio”. 

“L'industria è sana, il mercato delle produzioni esplode, dunque un luogo come Cinecittà può essere pieno ed è pieno - dice Nicola Maccanico, AD di Cinecittà - E tutto questo è in grado di generare posti di lavoro, cosa che cercheremo di fare in maniera strutturata. Tutto questo in attesa che le attività legate al PNNR prendano la loro dimensione, quindi in attesa che Cinecittà cresca ulteriormente. La buona notizia è che quei 19 teatri costruiti nel 1937 e negli anni a seguire oggi creano valore, sono in utile e ospitano grandi produzioni italiane e internazionali. Rispondendo alla domanda ‘siamo ancora in tempo’ dobbiamo anzitutto dire che la politica c’è e aiuta questo settore, ha fatto tantissimo. Governi diversi hanno capito che questa è un’industria, hanno fatto arrivare fondi e opportunità. Siamo in buone mani, abbiamo continuità. Ma - continua Maccanico - non possiamo obbligare le persone ad andare al cinema, non può esserci una norma che imponga l’esperienza in sala. Questo implica che dobbiamo interrogarci sui nostri modelli di business, su come lavoriamo. Perché senza questo rischiamo di avere delle sale aperte, ma vuote. La chiave è anche nell’interrogarci sulla valorizzazione del prodotto: il lavoro della distribuzione e il lavoro dell’esercizio in questi anni sono molto cambiati. Con l’evoluzione delle multisale e dei multiplex l’esercizio ha un po’ rinunciato a un ruolo editoriale nella scelta dei contenuti. Attraverso gli investimenti pubblicitari ha smesso di sviluppare l’attività di consigliere per il proprio pubblico. Poi c’è il ruolo della distribuzione: è l’unico settore in cui oggi ci sono meno professionisti, ma si distribuiscono più film, e la qualità del lavoro non può che risentirne. Altro tema - conclude l’Ad di Cinecittà - è il ruolo dei produttori, che diventano più grandi, il rapporto con i talent è decisivo. Quante cose decidono oggi le produzioni, anche riguardo le campagne marketing, rispetto a quelle che decidevano dieci o cinque anni fa? Anche qui è cambiato l’equilibrio. Allora ci troviamo in un mercato che ha bisogno di più cinema, ma dove un certo tipo di professionalità vengono un po’ schiacciate”.

“La notizia dello sbocco dei fondi per il Tax Credit ora deve darci la spinta per correre, per dare la possibilità di presentare le richieste”, conclude Nicola Borrelli, Direttore generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura, che incassa un applauso rassicurando la platea “Anche la piattaforma è già pronta, appena ci saranno le firme sul decreto si potranno presentare le domande e ci metteremo al lavoro”. “Lo stato ha fatto la sua parte negli ultimi anni – continua - e lo ha fatto in modo importante nel periodo della pandemia. In questo settore ha investito 500 milioni in più dei fondi straordinari, che sono quasi raddoppiati. Le risorse a disposizione del settore nel 2020-21 non sono neanche paragonabili a quelle del 2017, tuttavia in alcuni ambiti il sistema delle regole lo dobbiamo rivedere. Fra il 2021 e il 2022 al Ministero hanno fatto domanda per il credito d’imposta 1.300 titoli, corti e documentari compresi. È evidente che c’è qualcosa su cui dobbiamo intervenire. A volte abbiamo l’impressione che il valore per alcuni sia diventato produrre in sé, prescindendo assolutamente da quel che è il pubblico di riferimento. Il theatrical deve restare il cuore del settore, ma dipende chi i film li scrive, li fa e li fa vedere. Quindi anche i nostri amici esercenti devono dare un apporto diverso da qualche anno fa. Noi abbiamo un piano di aiuti un po’ datato - chiude Borrelli - è arrivato il momento di parlarne: il 13 dicembre alle 11 siete tutti convocati al Ministero per il primo incontro del tavolo di lavoro per il 2023”. 

Tra gli ospiti del convegno anche il regista Roberto Andò, il presidente Unione editori e distributori Anica Luigi Lonigro, il presidente Unione produttori Anica Benedetto Habib, il presidente Unione editori media Audiovisivi Anica Jaime Ondarza e Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell’Accademia del cinema italiano Premi David di Donatello.

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