/ ARTICOLI

Le pagine spettacoli di oggi, 24 gennaio, dedicano spazio alla Berlinale, soprattutto per la presenza del doc di Sean Penn, Superpower, e accennando all'italiano in Concorso, Disco Boy; ampio eco al successo in sala dei Me contro Te e focus sull'operazione Rainbow/Viacom da parte di Iginio Straffi

SEAN PENN - Berlinale: Penn per l’Ucraina e cinema di poesia (p.24) titola il pezzo di Alessandra De Luca su “Avvenire”: “Ha visitato l'Ucraina diverse volte da quando è scoppiata la guerra e lo scorso novembre ha consegnato al Presidente Zelensky uno dei suoi due Oscar; vinti per Mystic River e Milk. Per ribadire il proprio sostegno al martoriato Paese contro l'invasione russa e sottolineare il dovere dell'arte di farsi azione. Sean Penn, uno degli attori americani più politicamente impegnati, aveva raggiunto l'Ucraina per raccontare la resistenza della popolazione contro le forze di Putin e ora quel documentario, dal titolo Superpower, diretto insieme ad Aaron Kaufman, verrà presentato in anteprima mondiale al Festival di Berlino”. E, “più che un documentario vero e proprio, si tratta della cronaca di un progetto che la realtà con il suo continuo mutare ha più volte ridefinito ‘trasformandolo in qualcosa di meno controllabile, ma assai più significativo’ come ha sottolineato Chatrian”, direttore del Festival.  

DISCO BOY - E se ad aprire la 73ma edizione della Berlinale sarà l'anteprima mondiale di She Came to Me di Rebecca Miller, commedia romantica interpretata da Peter Dinldage, Marisa Tornei e Anne Hathaway, L’unico italiano in concorso è Disco Boy di Abbruzzese, titola Giu.Bia su “Il Tempo” (p.22), rilanciando la notizia annunciata ieri e ripresa per ora solo discretamente da alcune testate.  

ME CONTRO TE – Invece, non solo Alice Sforza su “Il Giornale” dedica un pezzo a evidenziare che Anche i ‘Me contro Te’ si aggiunge alla lista ristretta dei soliti noti (p.27): “Quando, in un periodo di vacche ancora magre, i Me contro Te debuttano con 2.306.175 euro, bisogna solo stare zitti. Primo posto, meritato o meno, per il nuovo Me contro Te Il Film - Missione Giungla che non è così scontato. È vero che hanno un pubblico sbalorditivo sui social. Ovvero 6,43 milioni di iscritti su YouTube e 1,5 su Instagram, per citarne un paio, ma, come si è visto, recentemente e non solo, non è garanzia di ritorno al cinema ... Complimenti, quindi, a questi due ragazzi per l'incasso e tanta solidarietà ai genitori al seguito”.

TOM HANKS / RAZZIE AWARD - Nell’attesa degli Oscar, Giovanni Bogani su “La Nazione – Il resto del Carlino – Il Giorno” scrive dei Razzie Award e sottolinea Le due nomination di Tom Hanks – Corre per l’Oscar di Peggior Attore (p.26). Se otto sono le candidature per Blonde, il film dedicato a Marilyn Monroe, l'interprete americano è candidato come “Peggior Attore grazie al ruolo di Geppetto nella versione di Pinocchio diretta dal complice di sempre Robert Zemeckis. Ma anche come Peggior Attore Non Protagonista per il ruolo del colonnello Tom Parker in Elvis, il biopic sulla leggenda del rock, il cui protagonista Austin Butler potrebbe invece, paradossalmente, vincere un Oscar vero”. 

IGINIO STRAFFI/VIACOM - Carlo Festa dedica la sua pagina de “Il Sole 24 Ore” a Straffi compra la quota di Viacom nel gruppo Rainbow-Colorado Film (p.30). “L'imprenditore Iginio Straffi si ricompra il quasi 30% del gruppo Rainbow dal colosso statunitense Viacom, noto per la major cinematografica Paramount. E, una volta salito al 100% (in parte con mezzi propri e in parte con finanziamento bancario) della società italiana con sede a Loreto (in provincia di Ancona), celebre soprattutto per il fenomeno Winx e per la casa cinematografica Colorado, lo stesso Straffi è pronto a valutare nuovamente il dossier Borsa oppure a individuare un nuovo partner finanziario o industriale. Un'opzione per Rainbow è anche un'integrazione con un altro operatore italiano del settore per costituire un big italiano del cinema e dell'animazione. ‘Avevo un'opzione call - spiega Iginio Straffi - nei confronti di Viacorn. Ho riflettuto, era un'opportunità e l'ho esercitata. Ora sono al 100 per cento dell'azienda tramite la holding Straffin. Ho sempre avuto soci in questi anni: quindi non escludo che valuterò opzioni di questo tipo, sempre focalizzate però sullo sviluppo dell'azienda’”. 

PAOLO GENOVESE - Il regista, protagonista di più d’intervista in occasione dell’anteprima de Il primo giorno della mia vita, tra cui quella di Giovanni Berruti su “La Stampa”: Toccare il fondo e poi rinascere. Volevo comunicare la speranza (p.30). E, per parlare di felicità attraverso il suo opposto, la morte, Genovese racconta che “Lo spunto iniziale me l'ha dato The Bridge, un documentario sul Golden Gate di San Francisco. Un ponte tristemente noto per l'alto tasso di suicidi. Per un anno, il regista Eric Steel ha ripreso la struttura, documentando il susseguirsi dei gesti estremi. Ma ha anche intervistato i sopravvissuti. La maggior parte di questi, durante i sette secondi del volo, si sono pentiti. Per un gesto così estremo esiste dunque una possibilità di pentimento. Così nel mio film, i sette secondi sono diventati sette giorni e l'uomo misterioso è un simbolo che rappresenta chiunque ti aiuti a cambiare prospettiva nella vita”.

VEDI ANCHE

RASSEGNA STAMPA

Ad