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C’è un nuovo commissario della fiction italiana all’orizzonte: è Teresa Battaglia protagonista de I fiori sopra l’inferno, la nuova serie tratta dal romanzo di Ilaria Tuti. Ambientata in Friuli, tra Udine e il paesino di Travenì, la serie prodotta da Rai Fiction e Publispei, diretta da Carlo Carlei e interpretata da Elena Sofia Ricci ambisce a coprire un vuoto nella programmazione originale Rai, raccontando un giallo infarcito di riferimenti di genere. Partendo da un efferato omicidio commesso in alta montagna, si riesce a trascendere la classica detective storia, mettendo in ballo la presenza di un gruppo di ragazzini, alle prese con un mistero ammantato di sovrannaturale.

“Ho sempre sognato di fare un film basato sui romanzi di Stephen King – dichiara il regista Carlo Carlei - e una volta ci sono andato anche vicino. Ora con I fiori sopra l’inferno finalmente ci sono riuscito. In questa storia c’è una tematica che mi sta molto a cuore, che è quella dell’infanzia violata: fin dal mio primo film ho lavorato con bambini protagonisti e il fatto che in questa serie vi siano dei bambini che vivono un disagio soprattutto nel loro nucleo familiare è stato un elemento che mi ha ancora più stimolato. La differenza la fa il genere: il thriller, il sovrannaturale, l’horror. Tutti i sottogeneri del fantastico riescono a spiegare meglio, anche dal punto di vista metaforico, queste problematiche e lo fanno in maniera più spettacolare, come piace a me e a registi americani come Steven Spielberg”.

Protagonista, come già anticipato, è Elena Sofia Ricci, nei panni dell’originale personaggio di Teresa Battaglia, a capo di un gruppo composto dal neo-arrivato Marini – giovane, ingenuo, apparentemente inadeguato – e dal fido Parisi, interpretati rispettivamente da Giuseppe Spata e Gianluca Gobbi. Subito il commissario ci appare come un personaggio fuori dagli schemi, “una donna molto speciale, - spiega l’attrice - con un passato molto doloroso che l’ha fatta diventare una donna ruvida, spigolosa, a tratti virile, antipatica, respingente per certi aspetti, ma che è capace di empatizzare in maniera molto forte con i bambini e anche con il killer. Perché lei riesce a chiedersi da quale razza di inferni venga una creature capace di compiere atti così orribili. Non possono solo essere catturate, vanno comprese. L’altro tratto davvero interessante di questo commissario è che non ha la pistola, le sue armi sono la mente, il cuore e l’anima, per quanto fragile. Con queste armi combatte il mostro fuori da sé e il mostro dentro di sé, ovvero la malattia”.

L’incredibile talento investigativo del commissario – a metà del protagonista di Lie to me e di Sherlock Holmes – viene, infatti, controbilanciato dal fatto che la donna è malata di diabete e, nel corso della storia dovrà affrontare l’insorgere di una nuova terrificante malattia: l’Alzheimer. “Sento molto la responsabilità di restituire la paura, il dolore di chi si trova colpito da questo tsunami che tu sai perfettamente dove ti porterà. – continua Elena Sofia Ricci - Già il diabete è un problema, perché porta tante patologie irreversibili, ma ancora di più lo è l’Alzheimer. È importante parlarne di tutto questo su Rai 1, fare servizio pubblico”.

I fiori sopra l’inferno è indubbiamente un prodotto originale per il panorama della fiction italiana, che riprende le ambientazioni montane e splendidamente innevate di Rocco Schiavone aggiungendoci grosse quantità di genere, soprattutto legate al filone che riguarda il piccolo gruppo di ragazzini alle prese con le mostruosità del mondo degli adulti, ritratto in tutta la sua aberrante crudeltà. La trama investigativa di questa prima stagione, si conclude in tre episodi della durata di veri e propri lungometraggi, il primo dei quali esordirà in prima serata su Rai 1 il 13 febbraio. Tante sono le aspettative legate a questa serie: “Sarò a Sanremo per la prima serata del festival, il 7 febbraio, per lanciare I fiori sopra l’inferno. – annuncia ufficialmente Ricci - Sono super contenta e onorata di essere lì, su quel palco. Ogni volta perdo un chilo per l’ansia e per l’emozione”.

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